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Archivi categoria: Interviste

Intervista #29 – Lucia Barabino

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Questa volta tocca a … 😉

LUCIA BARABINO

 

Ciao Lucia, benvenuta sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo…

– Chi sei?– Sono una nonna di due bellissime nipotine, una di 4 anni e una di 5 mesi

La tua paura più grande in questo momento qual è? La paura di non vedere crescere le mie nipotine

Descrivi te stesso attraverso:

un colore: blu, credo che rispecchi me stesso, cupo e introverso

un profumo: violetta, mi ricorda un gusto dei famosi “tacchetti” (caramelle) di una volta

un fiore: Plumeria, fantastico alberello dal profumo inebrinate e dai molteplici colori

un animale: cane, l’amico fedele di tutti i tempi

un luogo: montagna, distese immense di fiori e profumi, pace interiore ed esteriore, senso di libertà

un libro: racconti di un apprendista sciamano. Mi sono persa tra le sue fantastiche risorse di vita

una canzone: fiore di maggio di Fabio Concato

Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Spesso, a volte mi sento sola e mi accorgo che trovare l’Amicizia alla mia età è sempre più difficile.

Come hai fatto a superarlo? Mi butto nel volontariato e così mi sento utile

La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatempi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? Ho iniziato a scrivere le favole raccontate alla mia prima nipotina. La fantasia l’avevo anche con le figlie ma le raccontavo e non avrei avuto il tempo di trascriverle.

Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? Direi che non interagiscono in questo, ma cerco stimoli esterni e li trovo.

Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Non andrei molto indietro, il passato ha inciso molto sulla mia personalità e la mia insicurezza. Forse mi consiglierei di cercare sempre dei contatti nuovi, anche se alcuni, anche se pochissimi per la mia lunga vita, non li scorderò mai.

Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Non saprei, penso siano gli altri che devono dirlo

Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? Il filo conduttore sono le storie di fantasia

Dopo aver pubblicato, che progetti hai? Non ho mai pubblicato libri, ho iniziato a scrivere da alcuni anni la storia della mia vita, chissà quando e se la ultimerò

Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Storie vere di persone malate. La mia è una ossessione, me lo dicono anche le figlie. Spero sia dovuto al fatto che ero una Infermiera…

C’è un libro che rileggeresti mille volte? Una bambina, di Victoria Lynn Hayden

Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Di provare, i rammarichi nel non aver tentato incidono sempre negativamente.

Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? Sì, se dovessi scrivere il tanto desiderato libro della mia vita lo farei.

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Amicizia, Amore e Salute per me e per i miei cari

Che rapporto hai con gli animali? Buonissimo, non riesco assolutamente a vedere un animale che diventa preda del più forte.

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Il mio non è un libro ma sono favole con argomento principale gli animali. Ho un blog: www.tiraccontounastoriablog.com

Intervista #28 – Daniel Di Benedetto

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Questa volta tocca a un nostro speciale nuovo amico 😉

DANIEL DI BENEDETTO

Ciao Daniel, benvenuto sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo…

– Chi sei?– Mi chiamo Daniel Di Benedetto

Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Sono una persona che non si accontenta di apparire ma vuole essere. E per farlo, ho provato la strada più difficile. Scrivere.

La tua paura più grande in questo momento qual è? Non fare in tempo… in generale…

Descrivi te stesso attraverso:

un colore: azzurro

un profumo: quello della pioggia

un fiore: una primula

un animale: gatto, o comunque un felino

un luogo: montagna, ovunque

un libro: Jack Frusciante è uscito dal gruppo

una canzone: Ho perso le parole

Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrito? Come hai fatto a superarlo? Ci sono stati e ci sono tuttora momenti di difficoltà. Esaurimento nervoso. Paura di uscire di casa. Si supera convincendosi di valere molto di più se non ci si isola e si combatte.

La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? Mi lasciano pochissimo tempo, sommato alla mia pigrizia e al mio essere ipercritico tutto ciò non aiuta

Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con il te scrittore? Cercano di lasciarmi perdere

Se potessi parlare con il te stesso del passato, quanto indietro andresti e cosa gli diresti? “Non è colpa tua… non puoi controllare tutto. Prova a essere felice”

Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Il cercare di entrare nella psicologia dei personaggi e raccontarli attraverso le loro emozioni prima ancora che attraverso i fatti

Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? Il senso della scelta. Compiuta o meno, implica un processo di azione/reazione del tipo “Cosa sarebbe successo se…”

Dopo aver pubblicato, che progetti hai? Altre storie… prima o poi.

Sei un lettore? Quali generi prediligi? Lettore di gialli, polizieschi e di tutto ciò mi possa regalare un’emozione.

C’è un libro che rileggeresti mille volte? Io Uccido di Faletti e tutti i libri di Manzini riguardanti Rocco Schiavone

Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Devi farti un culo a capanna e pensare a tutto… ma se ritieni la storia sia valida e ne valga davvero la pena, buttati.

Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? No.

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Salute per mia figlia. Serenità per le persone a me più care. E Inter in serie B (mi è scappata…)

Che rapporto hai con gli animali? Con la mia gatta ottimo…

 

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: Waiting

Genere: narrativa emozionale

Pagine: 125

Formato: digitale e cartaceo

Dove lo si può acquistare (links): www.dark-zone.it; https://www.amazon.it/dp/B072PTLM8J/

Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

Tutti siamo in perenne attesa. Qualcosa che potrebbe accadere. Qualcuno che deve arrivare o partire, magari per sempre.
Una vecchia panchina di legno, all’ombra della grande quercia in un parco comunale, è il palcoscenico delle storie che si muovono capitolo dopo capitolo.
Un susseguirsi di personaggi che si incontrano, si sfiorano, si sfuggono, rappresentano le varie fasi della vita e le diverse sfumature dell’attesa.
Una storia dall’andamento circolare, che si svolge nell’arco temporale di una settimana e che vede il suo inizio e la sua fine tratteggiati dagli stessi occhi innocenti, quelli di una bambina in attesa del ritorno del padre.
Un sorriso, una carezza, un’assenza, un dolore. C’è spazio per ogni emozione, seduti giorno dopo giorno su quella panchina.
Oggi verso il domani, semplicemente aspettando…

Com’è nata l’idea che ha dato vita a Waiting? Dall’idea dell’aspettare. Tutti aspettano, sempre. Anche quando non lo si ammette

Com’è nato il titolo? Semplicemente ragionando sull’attesa, ma non ho voluto scrivere Aspettando, non mi suonava altrettanto bene

Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Non cambierà nulla e nessuno. E’ un libro, è una storia e in quanto tale va presa e “vissuta” così com’è… semplice e diretta… immergendosi nelle pagine che possono trattare di ciascuno di noi

È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? Con a DarkZone edizioni è il secondo libro, il primo è un noir breve dal titolo Per Non Perderti. Inoltre ho scritto una raccolta di racconti in self dal titolo Petali di Spine e una silloge poetica con la splendida autrice marchigiana Eleonora Monti, dal titolo Segreti oltre lo specchio

Perché proprio il genere narrativa emozionale? le storie si narrano… sono fatte per essere raccontate…

Il personaggio principale di Waiting è ? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi. Non ci sono personaggi principali nei miei libri, amo le storie corali…e Waiting non fa distinzione. C’è un personaggio che torna più volte. Una bambina, Giulia, che attende il ritorno del padre.

Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Avviene contestualizzando l’attesa in un percorso di crescita personale

Vive una storia d’amore? L’amore genitori/figli di norma è molto importante

Se una mattina lui/lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? mah

Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Sarebbe il gatto Rufus

Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Ciao, tu sorridi come il mio papà

Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio in un parco? Ho ambientato la mia storia in un parco comunale, senza dare troppe connotazioni. Ognuno di noi ha un posto proprio dove immaginare la presenza della panchina all’ombra della quercia

Oltre a scrivere, ti sei cimentato nella promozione da solo? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Immagini con estratti, cards…

Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? La mia casa editrice si occupa di tutto

Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? Gioco a pallone

Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? Lo avevo, ne avevo due

Sei un rilettore di bozze/editor/revisore? No, mi basta il mio editor di fiducia

E-book o Cartaceo? Il libro è carta. Poi, per comodità, si fa anche l’ebook, ma non c’è a mio avviso paragone

Su cosa sei solita scrivere? Carta e penna

Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? No, per nulla. Silenzio assoluto

Come è nata la cover? Grazie a Livia De Simone, l’illustratrice della DZ Edizioni e grazie alla testardaggine di Francesca Pace, è arrivata la cover. E avevano ragione loro…

Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Quando ci sarà ve lo dirò, promesso, voi seguite Dark Zone il Gruppo per rimanere aggiornati!

Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….

Una volta, le emozioni trasudavano dalla pelle, da un sorriso atteso per ore, giorni, addirittura settimane.

Erano mani che si cercavano, stringendosi spesso in silenzio e di nascosto.

Era pelle che si sfiorava furtiva per asciugare una lacrima

Intervista #27 – Rory Myth

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Questa volta tocca a  una nostra speciale nuova amica 😉

RORY MYTH

Ciao Rory, benvenuta sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo…

Chi sei?– Mi chiamo Rory Myth e sono una quasi venticinquenne un po’ pazzella, amante della vita in tutte le sue molte sfaccettature. Di professione modella e studentessa universitaria, di hobby scrittrice “no profit” (pubblico per sostenere due case famiglia per ragazzini senza genitori), lettrice accanita e rivelatrice di film.

– La tua paura più grande in questo momento qual è? Deludere le persone che credono in me e in quello che faccio.

Descrivi te stesso attraverso:

un colore: rosso! Non solo è il mio colore preferito ma credo rispecchi bene la mia personalità passionale e appassionata.

un profumo: essenza di gelsomino, forse. Uno un po’ aspro… non troppo dolce.

un fiore: sarò banale, forse, ma dico la rosa. È un fiore molto elegante nonostante le sue spine e mi piace pensare di esserlo anche io, elegante, fiera e amorevole nonostante le mie spine.

un animale: gatto! Affettuoso e gentile con i padroni e con chi lo merita ma anche altezzoso ed elegante nella sua felinità.

un luogo: New York City! È la mia città di adozione e la amo incredibilmente. Le sue luci, il suo caos… è davvero suggestiva e quasi futuristica, oserei dire.

un libro: Harry Potter! Sono cresciuta con quella saga e mi è rimasta nel cuore!

una canzone: Iris dei Goo Goo Dolls. Magica!

Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Sì, qualche anno fa è morta la mia migliore amica. Mi sentivo persa senza di lei che era sempre stata la mia metà perfetta. Grazie all’aiuto e al sostegno dei miei genitori e amici sono riuscita a superarlo. Ora fa molto meno male la sua mancanza.

La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? Sicuramente tutto ciò che vivo in prima persona è fonte di ispirazione per me, infatti capita che io riporti nei miei scritti fatti, romanzati ovviamente, nei quali sono stata direttamente coinvolta.

Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? Certo! La mia famiglia mi incoraggia molto, anche in considerazione del fatto che lo faccio con scopo benefico, e la mia sorellina adottiva è una mia grande fan! I miei amici mi supportano aiutandoli nella revisione dei miei scritti, fornendomi il loro consiglio e la loro esperienza, nonché acquistando il libro che ho pubblicato. A volte mi capita che mi scrivano dicendomi: “Ehi, oggi mi è successo questo… sarebbe figo se lo mettessi nel tuo prossimo libro!”

Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Parlerei con la me stessa ragazzina che non aveva tanti amici e le direi di aprirsi un po’ di più con le persone, che tanto le sue fregature se le prenderà lo stesso, ma almeno avrebbe una spalla in più su cui piangere.

Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Non saprei, i riferimenti da vera Fashion Addicted forse? Ahahah

Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? Ad ora ho pubblicato un solo racconto. Un ebook che contiene un romanzo leggero di tipo Urban Fantasy e New Adult. Mi rivedo molto nella protagonista…

Dopo aver pubblicato, che progetti hai? Continuare a fare quello che faccio, credo. Scrivere, lavorare e si spera laurearmi!

Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Sono una vera lettrice accanita e leggo un po’ di tutto. Il genere dipende dal mio umore del giorno: ieri avevo voglia di leggere un Rosa, oggi un Thriller, domani potrebbe essere un Fantasy…

C’è un libro che rileggeresti mille volte? Harry Potter! Non sono mai abbastanza le volte che lo leggo!

Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Gli direi di provarci, che non gli costa nulla. Che se poi crede in se stesso ed è bravo e appassionato in quello che fa avrà il successo che si merita!

Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? Dunque, io già lo faccio visto che il mio nickname deriva dal vezzeggiativo del mio nome di battesimo e dalla traduzione del mio cognome in lingua inglese… quindi sì, lo farei e lo faccio. Ma più che per ragioni di cosa si pubblica credo lo si usi più per rendere più misterioso il proprio lavoro, per dargli quel tocco di particolarità anche nel proprio nome, che spinga le persone ad interessarsene per curiosità.

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Riportare indietro la mia migliore amica. Far avere una famiglia che li ami e li rispetti ai ragazzini delle due case famiglia con cui collaboro. Avere sempre successo e soddisfazione in tutto ciò che farò mai nella vita. O puntato troppo in alto? 😉

Che rapporto hai con gli animali? Li adoro! Soprattutto gatti e cani! Ad ora ho due inquilini felini che mi scaldano il letto nelle notti d’inverno.

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: Black Angels, White Demons

Genere: Urban Fantasy e New Adult

Pagine: 226

Formato: Ebook di Amazon

Dove lo si può acquistare (links): https:/www.amazon.it/B01IFESMRU

 

Dicci in non più di dieci righe di cosa parla. Bethany Jones è una giovane donna che abita a Morrell Town, un tranquillo paese degli Stati Uniti sperduto e dimenticato da Dio. Un giorno nella casa accanto alla sua, rimasta disabitata da che lei ne ha memoria, si trasferiscono tre individui. Due ragazzi e una ragazza, di poco più grandi di lei. Uno di loro in particolare, Will, attira la sua attenzione e ben presto finisce per innamorarsene. Tuttavia Will e gli altri due non sono esattamente umani, cosa ne sarà dell’amore di Beth quando lo scoprirà? E cosa sono in realtà Will e gli altri due? Beth riuscirà ad accettarli per quello che sono oppure il peso della verità sarà troppo gravoso sulle sue deboli e umane spalle? Nel frattempo una minaccia incombe su Morrell Town e suo malgrado Bethany si ritroverà coinvolta. Come uscirà da questa spinosa situazione? E a quale prezzo?

Una storia d’amore, di fiducia e di mistero.

Com’è nata l’idea che ha dato vita a …? L’idea? Quale idea? Ahahah… Beh, a parte gli scherzi, la storia è nata un po’ per gioco, un po’ per noia… inizialmente era una fan fiction sul mio gruppo preferito, ppii ho deciso di rivisitarla e renderla un vero e proprio romanzo.

Com’è nato il titolo? Il titolo si ispira ai protagonisti della storia, non dico altro o vi rovino il bello!

Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Sicuramente dovrebbero leggerlo perché con l’acquisto del mio ebook si ha la possibilità di fare del bene per dei ragazzi che lo meritano e ne hanno bisogno. Per quanto riguarda la seconda parte della domanda non ho la presunzione di credere che possa salvare il mondo o le persone, ma certamente può fornire un momento di svago leggero (magari sotto l’ombrellone?) per chi lo legge e dei proventi utili dai ragazzi sopracitati.

È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? Sì, è il mio libro d’esordio.

Perché proprio il genere Fantasy? Perché mi piace l’idea di dare la possibilità è l’opportunità ai miei lettori di evadere dal mondo reale per la durata del libro per farli rifugiate in un mondo incantato più bello e suggestivo.

Il personaggio principale è ? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi. La protagonista femminile, Bethany, è un’umana un po’ pasticciona, incasinata e casinara, come lo siamo un po’ tutti a volte. Il protagonista maschile no… è un sexy demone, bello e dannato… e mi fermo qui!

Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Mi piace credere che i due protagonisti diventino l’uno più consapevole della specie dell’altro e di come possano insieme essere più forti e affrontare uniti nella forza e nell’amore tutte le avversità che la vita mette loro di fronte.

Vive una storia d’amore? Assolutamente sì!

Se una mattina lui/lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Credo leggere nella mente e nel cuore dell’altro tutti i suoi segreti più profondi e inconfessati, credo. O forse lo fanno già… leggete la storia e capirete!

Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Sarebbero leoni e direbbero che sarebbero pronti a sbranare ogni cosa cattiva che succede nel mondo.

Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Lei: “Ma perché cavolo mi hai fatta così svampita?”, lui: “Perché diavolo ho il corpo pieno di tatuaggi che nemmeno mi piacciono?!”

Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio a Morrell Town? Perché rappresenta il classico paesino in cui non succede mai niente apparentemente ma che sepolti sotto la superficie nasconde grandi segreti.

Secondo te, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Sicuramente nel mio caso molto: È un Fantasy!

Oltre a scrivere, ti sei cimentata nella promozione da sola? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Faccio quello che posso per promuovere il romanzo disponendo di poco tempo e poche risorse. Ho creato una pagina autrice e i ragazzi delle case famiglia che hanno realizzato la cover hanno creato anche un paio di digital cards…

Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? Cosa vorrei? Non saprei proprio! Credo che avrei bisogno del consiglio di un VERO promoter prima di esprimermi…

Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? Mi diletto nel canto e nel suonare la chitarra… a livello amatoriale si intende!

Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta?  No, nessun blog, solo una pagina Facebook da autrice (https:/www.facebook.com/RoryMyth), un profilo Facebook personale (https:/www.facebook.com/aurora.myth) e Instagram  (https:/www.instagram.com/auroramyth).

Sei una rilettrice di bozze/editor/revisore? Ad ora, no.

Quanto ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato il tuo progetto? Molto! Una mia amica mi ha tradotto alcune frasi in lingua tedesca e la mia sorellina ha rivisto la bozza correggendo gli errori di battitura di cui si è accorta.

E-book o Cartaceo? Ebook. Per quanto adoro i libri in carta non posso permettermi la pubblicazione cartacea al momento. Non ho il tempo di occuparsene in prima persona. E poi, con lo scopo della pubblicazione, era necessario ridurre i costi per ottenere il massimo guadagno e l’ebook faceva caso nostro.

Su cosa sei solita scrivere? Su tutto! La mia vita, i miei amici, le mie esperienze, i fatti quotidiani, ciò che mi circonda… tutto potenzialmente potrebbe unire nei miei scritti! 😉

Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? Mi sgranchisco le ossa delle dita! Ahahah

Come è nata la cover? Sono stati i ragazzi più grandi delle due case famiglia con cui collaboro e a cui vanno i proventi delle vendite a realizzarla.

Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Ho in mente una storia romantica, un tomanzo Rosa… ambientato a Londra!

Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….

Corse dalla sua Betty e si buttò a terra di fianco a lei, prendendola tra le braccia.

-Bethany? BETHANY, rispondimi!-

-Amore mio, no! Non anche tu! Non lasciarmi anche tu, ti prego! Ti amo, piccolina! Ti amo tanto! Ti prego! Ti prego resisti! Fai continuare a battere il tuo cuore! Ti prego, amore mio! No! No, no, no, no, no, no, no…-

Aveva fatto due volte lo stesso errore. La prima volta avrebbe dovuto servirgli di lezione nel capire che erano in pericolo se stavano separati e non se erano insieme.

Ma lui era stato tanto stupido da farlo un’altra volta e di nuovo si ritrovava nella stessa situazione.

Idiota, idiota, idiota!

-Will…-

-Ssh… ssh… Non parlare. Risparmia le forze.- la pregò.

-Will… As…co…l…ta…mi…- si sforzò di dirgli.

-No, amore… Non affaticarti! Pensa a stare viva! Nient’altro… Tra poco arriveranno i soccorsi… Tra poco si prenderanno cura di te e starai di nuovo bene… starai di nuovo bene… sì, di nuovo bene…- cercava di auto convincersi Will. Ma lo vedeva che il colore e il calore stavano abbandonando il suo corpo.

Will continuò ad accarezzarla e cullarla tra le braccia, sperando che il suo tepore e la sua forza vitale fossero sufficienti a salvarla.

Dio, non poteva sopportare l’idea che anche lei morisse.

Aveva amato solo due donne nella sua intera esistenza, la prima gli era stata strappata via brutalmente e la seconda stava per fare la stessa fine. Perché il destino era così crudele con lui?!

-Will… ti… a…mo…-

Intervista #26 – Rob Himmel

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Questa volta abbiamo deciso di ospitare un maschietto autore di una CE nostra amica per farvi conosce anche la parte maschia del fantasy! 😉

ROB HIMMEL

Ciao Rob, benvenuto sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo…

– Chi sei? Un inguaribile sognatore speranzoso, che si batte per raggiungere quello che ha sempre desiderato. Oltre questo, un aspirante scrittore, un disoccupato disperato, un uomo innamorato e un credente felice.

– Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Beh se dovessi osare, direi: il futuro re del fantasy italiano ahahahahaha

– La tua paura più grande in questo momento qual è? Restare nel limbo della disoccupazione ancora per altri anni, senza poter realizzare ciò che di più basilare ci sia, ovvero farmi una casa e una famiglia.

– Descrivi te stesso attraverso:

un colore: verde, indubbiamente. Nonostante quello che di negativo mi accade, resto sempre nella speranza, mi abbatto ma poi mi rialzo e non demordo, sperando e diventando più determinato di prima.

un profumo: in realtà non mi viene in mente nulla adesso, non sono un cultore dell’olfatto. Di certo però sarei un profumo forte, inteso come intensità, che può far impazzire in senso buono oppure irritare parecchio.

un fiore: bocca di leone, bello da vedere (non perché mi ritengo bello esteticamente, anzi), molto particolare, con il nome altisonante ma davvero fragile.

un animale: la tigre, perché è solitaria e sta bene in quello stato. Difende il suo territorio, sa essere forte e tremenda, ma anche dolce e coccolona come qualunque felino. Anche se difficile da trattare caratterialmente 😛

un luogo: la Nuova Zelanda. Terra semplice, ricca di panorami mozzafiato ma anche di scenari ordinari. Rica di verde e poca city-influence.

un libro: Il signore degli anelli. Una lunga epopea di avvenimenti difficili, tristi anche, ma che nel finale sfocia in qualcosa di bello se pur con un retrogusto amarognolo.

una canzone: Non so dare il titolo di un’unica canzone, perché delle volte mi sento come una canzone romantica, altre ritmata, altre ancora più forte e dura. Mi definirei più un jukebox dalle molteplici sfumature e tonalità.

– Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrito? Come hai fatto a superarlo? Ahi ahi tasto dolente… Più di una volta purtroppo, ma penso capiti a tutti. L’ultimo mi è capitato quasi un anno fa, rischiando quasi la depressione. Stare a casa dei propri genitori perché non si trova lavoro da anni è veramente brutto, soprattutto quando senti forte il desiderio di avere una casa propria e di sposarti con la compagna che hai. Come l’ho superato? Come ogni altra volta nella mia vita, mi sono affidato a Dio, tenendomi stretto a Lui con tutte le mie forze, chiedendogli di starmi accanto e di non abbandonarmi. Sempre così emergo dalle situazioni difficili. Nell’ultima occasione ho avuto anche il sostegno della mia compagna, che crede molto in me e non è poco.

– La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? In realtà non incidono molto. Capita delle volte che ciò che mi circonda mi apra gli occhi su aspetti che ignoravo o cui davo poco rilievo, così decido di inserirli in alcuni contesti. Ma quando scrivo esco fuori dalla mia persona, dalla mia vita, perché entro nel mondo che creo e nei personaggi che vi abitano. Sfrutto al massimo l’empatia per renderli realistici e veritieri, attingendo a quando conosco, immagino e vedo nella vita di chiunque.

– Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con il te scrittore? Qui ci sono approcci contrastanti. C’è chi crede in me, che ha persino pianto di gioia nel tenere in mano il mio libro appena editato dalla DZ edizioni “Le lame scarlatte”, chi mi ha sostenuto da subito e chi lo ha fatto dopo aver capito quanto fosse importante per me e quanto ci tenessi. Poi c’è chi pensa che io corra dietro il vento, che ragiono ancora come un bambino nel mondo dei sogni, che spreco la mia vita per qualcosa che non mi darà da mangiare né un futuro. Insomma c’è di tutto da tonalità più chiare a quelle più scure, così come alcuni in tonalità neutre.

– Se potessi parlare con il te stesso del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Anche se potessi, penso proprio che non lo farei. Ogni mia singola scelta, che sia stata giusta o sbagliata, mi ha portato ad essere quello che sono e ne sono felice. Ogni mio errore è stato tramutato in un’occasione di crescita e successivamente persino in una benedizione. Penso sia frutto della mia esperienza con Cristo, che mi ha rivoluzionato nella maniera di pensare e affrontare la vita. Difatti se oggi ho iniziato a pubblicare romanzi con una casa editrice seria e totalmente free, che punta su di me, è grazie ai miei errori e alla reazione che ho avuto successivamente a questi. Ho affrontato le situazioni in maniera positiva, traendo sempre quello che mi serviva a crescere e migliorare. Il passato non si tocca, lo farei soltanto se avessi commesso un errore imperdonabile e che non ha alcun risvolto positivo nella mia vita e in quella di altri. Persino le sofferenze più grandi mi hanno forgiato e reso più avveduto e maturo, almeno spero 😛

– Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Nella mia penso sia l’estremo realismo condito dal forte impeto della speranza. Mi spiego, a me piace usare il fantasy per esprimere cose reali sotto forma di metafore in storie avvincenti, ma ritengo che tutti siano utili, non esiste il protagonista assoluto, anche perché odio quello che io definisco “l’aura dell’immortale”. Il protagonista non muore finché è tale, a meno che accada alla fine del libro. Trovo questo concetto assurdo. Nulla esalta la vita quanto la morte, la paura di morire amplifica ogni emozione, se c’è il rischio e la possibilità, le azioni cambiano di conseguenza. Faccio un esempio con uno dei nomi più blasonati: Harry Potter. Qualunque cosa vivesse, passasse o sperimentasse, il lettore sa già che non muore, come può accadere se è il protagonista di sette libri? Così penso che nella vita ognuno di noi è speciale e unico, ma sempre a rischio e deve agire di conseguenza. Ma, nonostante accadano cose brutte, morti ecc… la speranza non viene mai meno, c’è sempre un barlume pronto a destare chi resta.

– Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? Tra le opere non c’è un vero e proprio filo conduttore, nel senso che ciò che ho pubblicato, quello che è già calendarizzato per la pubblicazione, quello che è in stesura e quello che ho in mente di scrivere, hanno peculiarità molto differenti, così come i mondi, i personaggi e ciò che desidero trasmettere. Il vero filo conduttore sono io, sono tutti figli partoriti dalla mia mente semplicemente complessa, o complessamente semplice. Di fondo però penso ci sia sempre la voglia di lottare per ciò che si desidera, il che non vuol dire riuscirci.

– Dopo aver pubblicato Le lame scarlatte, che progetti hai? Continuare a pubblicare! Ahahaha! Progetti ne ho a non finire, ho sei tipologie di mondi già impostati, per un totale di: quattro trilogie, due saghe da cinque volumi, una da quattro, una raccolta di racconti e due libri autoconclusivi. Insomma ne ho per anni, sempre se non mi viene altro in mente! Dove mi trovo? Ho pubblicato soltanto “le lame scarlatte” e ad aprile 2018 inizierà la saga de “il tempo dei mezzosangue” con il primo volume. Intanto procediamo con questi e vediamo come andranno le cose, se avrò la possibilità di scriverli tutti.

– Sei un lettore? Quali generi prediligi? Certo che sono un lettore, non si può scrivere se non si legge prima di tutto. Bisogna leggere tanto. Il genere che prediligo è lo stesso che scrivo, ovvero il fantasy, nella sua forma classica, epica e dark. Niente urban, paranormal romance e young adult.

– C’è un libro che rileggeresti mille volte? Adesso ti darò una risposta insolita, probabilmente. L’unico libro che ho letto più volte e continuo giornalmente a leggerlo, finirlo e riniziarlo, è la bibbia. Ogni volta mi trasmette e fa scoprire cose che nelle precedenti letture mi era sfuggito. Leggere la bibbia vuol dire leggersi dentro, almeno secondo la mia esperienza.

– Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Altro tema scottante! Ahahah! “Incoraggiare” a diventare self penso sia sbagliato a priori. Io incoraggerei prima le altre strade (eccetto CE che si fanno pagare o comprare copie), se quelle non vanno, dopo aver provato e riprovato, solo allora, come ultima strada, indirizzerei sul self. Ripeto, personalmente penso che il self è una via accettabile quando non ne hai altre. Non ne hai altre quando ti sei proposto e riproposto tante volte e con diversi manoscritti. Parere mio eh. So già che i self mi linceranno per questa risposta 😛

– Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? Prima di tutto devo ammettere che io uso uno pseudonimo già per il genere che scrivo, perché il mio cognome è lungo e brutto, non resta impresso nella mente e chiunque lo pronunci lo sbaglia, garantito! Ho passato tutta la vita a correggere automaticamente chi lo pronunciava, che sia a scuola, agli sportelli o altrove dove venivo chiamato per cognome. Quindi solo per questo uso uno pseudonimo, non perché non voglio “metterci la faccia” come direbbero alcuni. Per quanto riguarda l’usarlo per romanzi di genere diverso, personalmente non lo farei in qualunque caso, ovvero sia usando il nome vero o lo pseudonimo che già uso. Se come Rob Himmel scrivo fantasy, poi mi firmerei uguale per l’horror per esempio. Anche se usassi il mio nome vero, userei sempre lo stesso per qualsiasi genere.

– Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri?

1- Vivere di scrittura, inteso come lavoro che mi permetta di sostenermi nella vita.

2- Creare una famiglia in cui essere felici, adoperandomi per essere un buon marito e un buon padre.

3- Dare un apporto utile e sano al mondo, in qualunque forma, purché la mia vita sia servita anche al bene di altri.

– Che rapporto hai con gli animali? Ottimo direi, amo i cani e ne ho avuti molti. Adesso c’è il bulldog francese di mio fratello, Dodo, che mi ha rubato il cuore. Potete vederlo sui miei social network, ogni tanto ci metto anche lui. Adoro i cavalli, baratterei le auto con loro senza problemi 😀

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: Le lame scarlatte

Genere: fantasy

Pagine: 304

Formato: cartaceo ed ebook

Dove lo si può acquistare (links): www.dark-zone.it oppure in tutti gli store online, oppure ordinabile nelle librerie più grandi.

– Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

Il romanzo parla di Foltorp, la capitale di un regno (Ganderia) in cui otto organizzazioni si contendono il potere in giochi di intrighi e assassinii. Dopo anni di torpore ed equilibri, qualcuno comincia a muovere le pedine per rivoluzionare la situazione. Il tutto avviene adescando il più celebre assassino della storia a fare il suo ritorno in città, questo sarà sufficiente a iniziare il gioco in una serie di mosse e contromosse che richiederanno astuzia e sangue. Dietro ogni organizzazione però ci sono individui, con un passato, traumi, emozioni e sogni, loro saranno il fulcro di tutto.

– Com’è nata l’idea che ha dato vita a Le lame scarlatte? L’idea è nata da una pazzia. Mi arrivò un giorno l’invito a partecipare al torneo IoScrittore, così ho cominciato a pensare a un romanzo che fosse fantasy ma di facile accesso, che potesse distinguersi più per le trame, gli intrighi e i colpi di scena che per i componenti fantasy. Dunque ho buttato un’idea che si è poi trasformata completamente. In un mese solare, ma in tre settimane effettive di scrittura, ho concluso la prima stesura de Le lame scarlatte.

– Com’è nato il titolo? Il titolo è nato pensando ai due pugnali usati da uno dei personaggi principali, in quanto quelle armi lo identificano come l’assassino più celebre di Ganderia. Attorno ad esse ruoteranno varie cose e dunque ho deciso che il titolo dovesse essere tributato a loro. Inoltre penso sia anche un titolo insolito, originale diciamo.

– Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Penso sia una lettura avvincente, con vari colpi di scena e condita con tutti gli aspetti necessari a rendere una storia bella restando realistica e non scanzonata. Che lo si voglia oppure no, reputo che lasci il segno nel lettore, magari in maniera diversa e per aspetti diversi, ma resterà nelle loro memorie. Chiunque la legga può comprendere quanto siano importanti alcuni aspetti della vita, di saperli cogliere quando ne è il momento perché rimandare vorrà dire probabilmente perdere quell’opportunità. Può far notare quanto i giochi di potere, aspirare a cose di questo genere, spesso portano all’autodistruzioni, a svuotarsi e commettere cose che ci trasformano in maniera negativa. Suggerisce che essere stupidi spesso fa più danni di chi si presenta con un coltello alla mano. Insomma è un viaggio introspettivo dei vari personaggi, di cui sicuramente qualcuno assomiglia chi siamo. Inoltre evidenzia alcuni disagi sociali, che oggigiorno noi nemmeno vediamo per quanto ci siamo abituati.

– È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? In realtà il mio libro di esordio sarebbe dovuto essere “il tempo dei mezzosangue”, scritto e contrattualizzato prima ma in uscita ad aprile 2018. Mentre questo è stato scritto pochi mesi fa e la DZ edizioni mi ha subito proposto un contratto. Avendo già fatto anche l’editing, è stato pubblicato in tempi brevi, uscendo il 02 luglio. Quindi tecnicamente non è il mio romanzo di esordio, ma praticamente lo è e ne sono felicissimo.

– Perché proprio il genere fantasy? Perché il fantasy lascia spazio alla creatività, ti permette di evadere dalle realtà (almeno apparentemente, anche che secondo me non è totalmente vero) e consente allo scrittore di trattare temi duri, che si ignorano o che danno fastidio, usando delle metafore. Inoltre mi piace un sacco, ci sono cresciuto tra giochi, videogiochi, film e letture.

– Il personaggio principale de Le lama scarlatte è? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi. Il romanzo non ha un vero e proprio personaggio principale, ne ha diversi proprio per la questione scritta in precedenza de “l’aura immortale”. Però posso parlare di Lynx che sicuramente è uno dei personaggi che spiccano di più e perché è a causa sua che tutta la vicenda si evolve. È un umano, come qualunque personaggio del romanzo (difatti non ci sono altre creature, volevo dare enfasi agli individui e alle azioni e non al mondo fantastico). Lo descriverei con questi tre aggettivi: spietato, introverso e melanconico.

– Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Lo fa e avviene nella maniera più comune, umana e brutale, ovvero sbattendo contro il muro, toccando il fondo.

– Vive una storia d’amore? Sì, vive una storia d’amore, se così si può dire, ma la questione è abbastanza complessa e non aggiungo altro per non spoilerare nulla 😛

– Se una mattina lui si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Probabilmente sceglierebbe una di queste due ipotesi: assolutamente nulla, continuando a fare esattamente quel che sempre fa. Oppure cambierebbe radicalmente vita, trasferendosi altrove e ricominciando da capo.

– Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Sarebbe letale, brutale e probabilmente alleggerito da tutto ciò che tormenta un essere umano. Forse si sentirebbe più libero, persino più felice.

– Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Penso che non direbbe nulla, agirebbe. Per me non sarebbe un bell’epilogo! Ahahaha.

– Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio a Foltorp? Perché è una ricca metropoli, la capitale di un regno forte. Ha quel che occorre per raccontare diversi scenari, intessendo una fitta rete di eventi. Inoltre presenta le molteplici sfaccettature di una società variegata e con i suoi crudeli paradossi.

– Secondo te, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Incidi davvero molto, l’ambiente spesso determina le persone e la storia. Il contesto fa il testo e non viceversa. Nel fantasy poi il mondo è la struttura portante, sono le radici e il tronco di un albero.

– Oltre a scrivere Le lame scarlatte, ti sei cimentato nella promozione da solo? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Per mia fortuna la CE si occupa della promozione, ovviamente io ci metto il mio nel miglior modo possibile, è mio interesse. Ho creato un booktrailer (qui il link https://youtu.be/4aJIz_7Vhjs ), i segnalibri e in futuro vedrò di fare altro.

– Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? In realtà non lo so nemmeno io. Non sono avvezzo al mondo della promozione. Immagino mi piacerebbe fare una firma copie e presentazioni in eventi come il Lucca Comics.

– Oltre al te scrittore c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? Un tempo avevo cominciato a imparare a suona l’armonica. Ho anche cantato sporadicamente in un coro. Non credo però che abbia altre forme d’arte nella manica, o almeno finora non ne sono a conoscenza.

– Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? Niente blog. Ho un gruppo facebook (la biblioteca dei libri fantasy), ho le pagine facebook Rob Himmel Author e Il tempo dei mezzosangue, poi gli altri social come instagram e twitter.

– Sei un rilettore di bozze/editor/revisore? No, non ancora almeno. Forse in futuro, penso non mi dispiacerebbe.

– Quanto ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato Le lame scarlatte? Ho la fortuna di avere una compagna fantastica che non solo si leggeva ciò che scrivevo alla fine di ciascuna giornata, ma desiderava farlo con marcato interesse e voglia. Un aiuto che mi è servito senza ombra di dubbio.

– E-book o Cartaceo? Io sono vecchio stile, cartaceo e solo cartaceo. Mi piace sentire il profumo della carta, sfogliare il libro e portarlo con me. Scelta puramente personale ovviamente.

– Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? In genere prima di iniziare a scrivere prego e poi leggo due capitoli della bibbia. Ma è proprio il mio modo di iniziare le giornate. La musica l’ascolto nel durante la scrittura, non sempre però, diciamo il 50% delle volte.

– Come è nata la cover? La cover è nata sulla “visione” mia e dell’editor Stefano Mancini. Cosa avremmo visto sulla cover pensando al libro? Siamo stati entrambi dell’idea che si vedevano le due lame scarlatte. Poi Livia De Simone ha creato l’illustrazione facendo un lavoro a mio dire eccezionale. Un bellissimo connubio di colori e giochi di luce.

– Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Non potevi rivolgermi domanda più bella! Ahahaha! La prossima uscita è la gravidanza travagliata de Il tempo dei mezzosangue (passata prima per bookabook, pessima esperienza). Scritto nel 2010 vedrà la luce nel 2018, ad aprile con la DZ edizioni (DarkZone). Si tratta dell’inizio di una saga, difatti il primo volume si chiamerà L’ascesa della chimera. Una storia epica che coinvolge un intero continente, molte razze e una forte componente fantasy (ben dosata, regolamentata e gestita). Insomma tanta roba che spero piaccia e possa conquistare gli amanti del fantasy.

– Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….

« Ser Brandastor, se re Nuldest dovesse mobilitarsi contro la Congrega, sappiate che non dormirà mai più tranquillo la notte», l’uomo continuò a parlare scendendo gli scalini di legno. « Noi siamo tanti e siamo ovunque. Ci disperderemo all’inizio, ma poi ciascuno di voi dovrà guardarsi le spalle. Dovrà camminare sulla punta dei piedi, mentre girerà per le strade della città. Dovrà tenersi lontano dai vicoli e da ogni angolo buio. Dovrà triplicare la sicurezza, quintuplicare le spese. Dovrà rinunciare alle amanti, alle scappatelle nel Padiglione del Miele e in ogni altra casa di piacere», finite le scale si diresse verso Bear. «Oh Ser Brandastor, credetemi quando vi dico che ciascuno di voi non potrà più sussurrare nell’orecchio di un altro. Non avrete più alcun posto dove tramare, nessuno in cui nascondervi. Sempre allerta, sempre sotto pressione. Finita la pacchia, finiti gli intrighi. Finito l’ozio sul sudore e sul sangue di gente come noi o su quello dei poveracci. Il re può anche inviare il suo esercito, con tutti i suoi cavalieri, i suoi templari e i suoi guardiani. Ma poi, uno a uno, lentamente e inesorabilmente, vi uccideremo. Nei momenti in cui vi sentirete più al sicuro. Nei luoghi più impensabili. Nei modi peggiori. Possiamo raggiungervi ovunque e in qualunque momento. Non siamo soldati, non siamo templari, né cavalieri, né maghi. Noi siamo assassini. È bene che re Nuldest lo rammenti prima di scagliarsi contro di noi. Perché le notti riecheggeranno di grida. Le strade saranno ricoperte da fiumi di sangue. La capitale di Ganderia diverrà il cimitero più grande del mondo. In cui si conteranno più morti che monete», raggiunto il maestro, l’uomo gli poggiò una mano sulla spalla.

Nella Congrega scoppiò il delirio. Tutti gridavano la stessa cosa all’unisono, così forte che raggiunse gli edifici vicini.

« Chiomarossa ! Chiomarossa ! Chiomarossa ! »

 

 

Intervista #25 – Daisy Franchetto

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Questa volta abbiamo deciso di ospitare un’autrice davvero talentuosa che abbiamo conosciuto a Torino e che fa parte di un’allegra famigliola di una CE a noi amica. 😉

DAISY FRANCHETTO

Ciao Daisy, benvenuta sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo…

– Chi sei? Domanda difficilissima, rispondo con una citazione che amo molto. “Io mi contraddico, sono ampio, contengo moltitudini”. [Walt Whitman]

Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? In genere cambio risposta ogni volta. Oserei dire che ogni giorno conosco un pezzo nuovo di me, ma ancora nulla è definito.

La tua paura più grande in questo momento qual è? Non riuscire a proteggere mio figlio (più che una paura, è una certezza. Purtroppo…)

– Descrivi te stesso attraverso:

un colore: nero

un profumo: frangipani

un fiore: margherita

un animale: lupo

un luogo: quello che non ho ancora visitato

un libro: Dell’Amore e di altri Demoni, Marquez

una canzone: Lady Labyrinth, Ludovico Einaudi

Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Mi smarrisco periodicamente. Quando accade, so che sta per iniziare una nuova fase. Lo supero vivendo ogni istante di smarrimento, cercando tra le pieghe delle nebbie qualcosa che mi ricordi me stessa.

La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? Molto. Ogni aspetto della mia vita finisce in ciò che scrivo, magari sublimato o anche solo sotto forma di immagine simbolica.

Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? Molte persone intorno a me ignorano che io mi occupi anche di scrittura e preferisco sia così. Le persone che mi stanno vicine raramente hanno avuto una reazione serena di fronte a questa mia passione.

Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Direi alla mia parte bambina di non rinunciare a se stessa.

Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Credo sia l’aspetto onirico, onnipresente in ciò che creo, e il tema della morte, argomento a cui dedico molto spazio di riflessione e ricerca.

Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? I tre romanzi che ho pubblicato compongono una trilogia. È un percorso di crescita, di trasformazione, di accettazione del proprio destino.

Dopo aver pubblicato Tre Lacrime d’Oro, che progetti hai? Sto lavorando a un nuovo progetto. Sarà un ulteriore ampliamento del mondo che ho inventato, ma con una trama volutamente slegata dalla trilogia.

Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Sono una lettrice accanita, scrivo perché leggo. Mi piacciono i romanzi con una componente fantastica e surreale, ma leggo qualsiasi cosa, purché la trama sia interessante e non omologata.

C’è un libro che rileggeresti mille volte? Orgoglio e Pregiudizio, Dell’Amore e di altri Demoni, Queste Oscure Materie, 1Q84

Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Il self è un’ottima via, basta saperla percorrere con serietà. Ci sono molti servizi gratuiti o quasi che ti saranno di grande aiuto. L’unica cosa sulla quale non risparmiare è l’editing. Cerca una persona competente e onesta nel suo lavoro, è il miglior investimento che tu possa fare sul tuo futuro di autore.

Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? Per ora non mi sono mai posta il problema, però ogni tanto ho pensato che se i miei romanzi fossero stati pubblicati con uno pseudonimo esotico avrebbero avuto maggiori possibilità.

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? La pace per il mondo (fa molto Miss Italia), salute per i miei cari, tante storie da raccontare.

Che rapporto hai con gli animali? Vivo con il perenne desiderio di ficcare il naso nella pelliccia di qualsiasi bestia (ho risposto?)

Adesso parliamo un po’ del tuo libro:

Titolo: Tre Lacrime d’Oro

Genere: Fantasy onirico

Pagine: 400

Formato: digitale e cartaceo

Dove lo si può acquistare (links): https://www.amazon.it/Lacrime-dOro-sono-Lunar-Vol-ebook/dp/B072LWF2W6/ref=pd_sim_351_2?_encoding=UTF8&psc=1&refRID=NSMDESH60QPY1EGFCD0Q

http://www.dark-zone.it/prodotto/trelacrimedoro/

 

Dicci in non più di dieci righe di cosa parla. Tre Lacrime d’Oro è il viaggio conclusivo della mia protagonista, Lunar. È il disvelamento del segreto che serpeggia in tutta la trilogia. È un’avventura mozzafiato, un percorso di guarigione. Lunar deve trovare un antico libro, depositario di un segreto, che si trova al centro di un Labirinto. Per farlo dovrà recarsi nel Mondo Ctonio, il luogo dell’inconscio.

Com’è nata l’idea che ha dato vita a Tre Lacrime d’Oro? È l’ultimo episodio della trilogia. La sua ideazione è legata alla conclusione del primo volume, quando ho capito che la storia non si sarebbe conclusa del tutto. Avevo bisogno di un finale che fosse il coronamento del percorso della mia protagonista.

Com’è nato il titolo? I romanzi delle trilogia hanno sempre un numero al loro interno. Un numero decrescente, perché l’idea è avvicinarsi all’Uno. Quindi abbiamo il dodici, il sei e alla fine il tre, che è il numero che trascende l’uno e il due, il numero della perfezione.

Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Domanda impegnativa. Credo dovrebbero leggerlo, se hanno voglia di qualcosa di nuovo (è l’unica cosa sulla quale mi sento tranquilla circa ciò che scrivo). Non so se possa cambiare in qualche modo il mondo, ma certamente propone un viaggio introspettivo molto articolato. Credo che il fantasy possa essere usato per indagare la nostra realtà, anziché fuggirla. Forse non cambierà qualcosa, ma avrà aggiunto un pizzico di magia e di follia al quotidiano.

È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? E’ il mio terzo romanzo. Gli altri due sono: Dodici Porte e Sei Pietre Bianche.

Perché proprio il genere fantasy? Non l’ho scelto a priori. Avevo una storia da raccontare, il fatto che si avvicini di più al genere fantasy è puramente una questione di catalogazione. In realtà, ci sono molti elementi che si discostano da ciò che comunemente si incontra nel fantasy.

Il personaggio principale di Tre Lacrime d’Oro è ? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi. Il personaggio principale è Lunar, è una ragazza. Introspettiva, coraggiosa, mistica.

Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Avviene con l’acquisizione di una maggiore consapevolezza di sé, delle proprie capacità e del proprio destino.

Vive una storia d’amore? C’è una storia d’amore e ce ne sono altre di contorno, ma non è il tema centrale della trilogia. L’amore è la spinta iniziale, il fulcro di tutto è la crescita, così credo sia anche nella vita.

Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Se si svegliasse animale, Lunar sarebbe un lupo grigio e ne sarebbe felice.

Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Spero mi ringrazierebbe per averle regalato una vita avventurosa…

Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio nell’Ovoide delle Dimensioni? L’Ovoide delle Dimensioni è un luogo complesso, la rappresentazione della nostra mente. Dato il percorso che intendevo proporre alla mia protagonista, non c’era luogo migliore in cui far sviluppare la storia. [allego mappa qui sotto]

Secondo te, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Dipende dalla storia. Se si inventa un mondo nuovo, si deve essere consapevoli della complessità del progetto. Bisogna aver chiara l’ambientazione, perché il rischio di incongruenze diventa alto. Inoltre, anche se parliamo di fantasy, l’ambientazione deve essere credibile.

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Oltre a scrivere, ti sei cimentata nella promozione da sola? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Sì, mi sono cimentata e mi cimento quotidianamente nella promozione, e non è facile. Fortunatamente ho una casa editrice molto attiva in tal senso. Da parte mia creo delle card, cerco immagini accattivanti che rappresentino il mio stile. Per i book trailer e la realizzazione di illustrazioni mi sono affidata a dei professionisti.

Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? Recensioni, recensioni, recensioni! Sono difficilissime da reperire. Non importa che siano necessariamente positive, purché siano oneste e costruttive.

Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi? Allora…suono il flauto traverso, ma si tratta soprattutto di una tortura ai danni dello strumento. Mi piace disegnare e non aver potuto imparare a farlo bene è uno dei miei più grandi rimpianti, ma non è detto… E poi creo delle sculture di gasbeton…una vera chicca!

Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? Sì, ho un blog nel quale intervisto colleghi autori, blogger e illustratori. Ho creato questa rubrica che si chiama I don’t sleep, I dream nella quale pubblico le mie interviste oniriche, chiacchierate a partire da un sogno.

Sei una rilettrice di bozze/editor/revisore? No, e non mi azzarderei mai a farlo. Per svolgere questo tipo di lavoro ci vuole una grande preparazione.

E-book o Cartaceo? Una volta era solo cartaceo, ora leggo indifferentemente uno o l’altro.

Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? Prima di scrivere mi metto a fare delle cose inutili vicino al computer, sostanzialmente prendo tempo. Per me la scrittura è un’esperienza sublime e terrorizzante allo stesso tempo, perché ho sempre il timore di scrivere delle stupidaggini.

Come è nata la cover? Le nuove cover delle trilogia sono state realizzate da Livia De Simone. L’idea era creare tre immagini che dialogassero tra loro componendo un’unica figura. E’ stato un lavoro di équipe tra me, Livia e Francesca Pace (la responsabile della mia casa editrice).

– Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Il titolo sarà probabilmente: Jerome La Crus, il Mezzovivo. Il mio protagonista dovrà guadagnarsi un posto nella vita, letteralmente, e per farlo dovrà sconfiggere la Paura.

Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….

“Lunar aveva spento tutte le candele e nella stanza era rimasta solo la luce del sole notturno, una stella dalle sfumature rosse. Sky si era accovacciato lì vicino e teneva gli occhi chiusi. Si sedette al centro del tappeto e sfilò dal collo il sacchetto che conteneva le tre lacrime d’oro, disponendole con delicatezza davanti a sé. Era giunto il momento di vedere cosa le riservasse il futuro. “

Intervista #24 – Samantha M.

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Questa volta abbiamo deciso di ospitare un’autrice davvero talentuosa che ha appena finito di raccontarci una meravigliosa saga sui lupi. 😉

SAMANTHA M.

Ciao Samantha, benvenuta sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo…

Chi sei? Ciao a tutti, sono Samantha M. Sono una mamma di due maschiacci, una lettrice incallita di libri e manga e, da più di un anno, mi cimento nella scrittura di romance MM.

Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Sono una ragazza dolce che ama le storie d’amore. Ho una fervida fantasia e spesso mi ritrovo a fissare un ragazzo, immaginandomi una possibile nuova storia, semplicemente ispirata del suo aspetto o magari dal suo abbigliamento. Probabilmente, qualche volta, mi prendono per pazza 😛

La tua paura più grande in questo momento qual è? Perdere l’ispirazione o di non avere più tempo per scrivere.

Descrivi te stesso attraverso:

un colore: viola

un profumo: pino

un fiore: margherita

un animale: lupo

un luogo: montagna

un libro: via col vento

una canzone: Ennio Morricone – Per un pugno di dollari

Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Sì, mi è successo. Prima di tutto non mi sono fatta prendere dal panico, capita a tutti di sentirsi smarriti alle volte, ma per combattere questa sensazione, che so essere solo passeggera, mi prendo un buon libro, una tazza di caffè gigante con tanto latte e mi metto comoda sul letto. Quando finisco il libro, mi sento come nuova 😉

La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? Dipende. Alle volte molto, altre pochissimo. Può capitarmi di vivere o assistere a qualche avvenimento che stimoli la mia fantasia. O che mio figlio, che ha solo tre anni e mezzo, se ne salti fuori con qualcosa di assurdo che, guarda caso, potrebbe starci bene come gaffe di uno dei miei personaggi. Dipende. Ma tutto può dare ispirazione.

Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? Questo per me è un tasto dolente. Diciamo che sono pochi a sapere che scrivo, solo quelli della mia famiglia, e lo vedono solo come un passatempo divertente e adolescenziale. Ho più soddisfazioni dai fan, dalle mie beta e dalla mia alpha reader, se devo essere sincera. Se non fosse per il loro sostegno mi sarei già fermata.

Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Sicuramente, se potessi parlare con la ME di quando avevo 15-16 anni, le direi di leggere! A quei tempi odiavo i libri, ho iniziato ad appassionarmi alla lettura molto più avanti. Inoltre le direi di provare a scrivere 😉

Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Bella domanda! Uhm… Non saprei cosa rispondere, penso che questa sia una domanda da porre ai miei lettori 😉

Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? Per ora, tutto quello che accomuna le mie opere, sono l’amore e il genere MM.

Dopo aver pubblicato I DUE LUPI, l’ultimo capitolo della saga, che progetti hai? Scrivere un altro libro!

Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Leggo di tutto, purché romance. Non faccio differenza tra MM o FM, anzi, di solito leggo uno e uno per non limitare le mie letture a un genere solo. Ultimamente prediligo il dark, il fantasy e il rosa.

C’è un libro che rileggeresti mille volte? Memorie di una geisha, Via col vento, la saga Guns n’ Boys.

Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Forza e coraggio! Se scrivere ti appassiona, buttati! Il consiglio più grande che posso dare è: ascolta i tuoi lettori 😉

Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? Io uso uno pseudonimo e, finora, ho pubblicato solo un genere di libro (romance MM). Se domani volessi provare con un Dark FM, per esempio, userei sempre lo stesso pseudonimo di ora.

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Non penso che i miei desideri sarebbero legati alla scrittura, ma al benessere futuro dei miei figli. Avendo due bimbi, loro sono sempre il mio primo pensiero 😉

Che rapporto hai con gli animali? Adoro gli animali, specialmente i gatti e i cavalli. Ho fatto equitazione per un paio d’anni e ho avuto moltissimi gatti, sin da quando ero piccola. Devo confessare di avere un po’ timore dei cani. Ho avuto un “trauma” da piccolina, un enorme San Bernardo mi ha buttato a terra per farmi le feste, ma io avevo solo cinque anni ed ero un soldo di cacio… Persino il cane era più alto di me 😛

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: I Lupi del Re ~ Serie Completa

Genere: Fantasy – MM romance

Pagine: dipende dal libro.

Numero libri: 6 in tutto.

Formato: disponibile per kindle su amazon e per kobo su kobobooks

Dove lo si può acquistare (links)I Lupi del Re ~ Serie Completa

– IL MAGO E IL LUPO (I LUPI DEL RE VOL. 1)

– IL TRITONE E IL LUPO (I LUPI DEL RE VOL. 2)

– I VAMPIRI E I LUPI (I LUPI DEL RE VOL. 3)

– IL DEMONE E IL LUPO (I LUPI DEL RE VOL. 4)

– IL MUTAFORMA E IL LUPO (I LUPI DEL RE VOL. 5)

– I DUE RE (I LUPI DEL RE VOL. 6)

 

Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

La mia è una saga ambientata in un mondo fantastico, popolato da creature di tutti i generi. La serie inizia con David, un giovane sguattero, appartenente alla razza più disprezzata del pianeta. I maghi, infatti, sono considerati maligni, infidi e traditori. Per fuggire al suo triste destino, David si ritroverà ad attraversare il territorio dei lupi e incrocerà la strada di uno di loro: Ren.

Com’è nata l’idea che ha dato vita a LA SERIE “I LUPI DEL RE”? Devo confessare di essere partita da un’idea generale molto flebile e che la mia intera saga si è sviluppata man mano che scrivevo libro dopo libro. Avevo già in mente come si sarebbero svolti i fatti a grandi linee, ma alcuni particolari mi sono venuti fuori solo durante la stesura. Il generale Sil, per esempio, non avevo previsto che sarebbe stato un amante del bdsm, eppure, quando è arrivato il suo turno nella storia, mi è venuto naturale. È stato il personaggio stesso a guidarmi in quella direzione, ed è successo anche per altri. Quindi, anche se parto sempre con un’idea, mi lascio molta libertà di movimento.

Com’è nato il titolo? I titoli mi sono venuti spontanei. Dopo il primo, “Il Mago e il Lupo”, ho deciso di mantenere questo stile, scegliendo le due razze protagoniste come titolo.

Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? I miei libri sono una piacevole fuga dalla realtà, alle volte troppo opprimente. Sono pieni d’amore e avventura, ma possono insegnare parecchie cose. Come non discriminare il prossimo o che, dietro una cattiva azione, ci può essere una valida motivazione 😉

È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? No, non è il primo libro che ho pubblicato. Gli altri miei libri sono:

Auto-conclusivi:

– MI SONO PRESO UN CUCCIOLO!

– TUTTA COLPA DI UN CAFFE’!

– IL MIO UOMO DELLE CAVERNE!

– IL PRESCELTO E LO STREGONE

– THE ELF

***

Saga in corso “Sotto il livello del mare”:

– IL TRITONE (SOTTO IL LIVELLO DEL MARE VOL. 1)

***

Saga completa “I ragazzi della Orion High School”:

– TU MI APPARTIENI (Vol. 1)

– TU MI APPARTERRAI (Vol. 2)

– LA SERIE COMPLETA IN VERSIONE COFANETTO

***

Gratis:

– HOT TIME – RACCOLTA ONE SHOT – SAMANTHA M.

 

Perché proprio il genere  MM? Non saprei dare una risposta precisa. Posso solo dirvi che, anche se ho provato a scrivere FM, le parole non mi vengono. Mi sembra una forzatura. Invece, con il genere MM, le parole scorrono sulla tastiera come un fiume in piena.

Il personaggio principale di I LUPI DEL RE è ? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi. I personaggi sono davvero tanti nella serie. Se proprio dovessi sceglierne uno, direi Ren. Lui è il capitano delle guardie del Re dei Lupi, ed è un lupo purosangue. Tre aggettivi per descriverlo potrebbero essere: forte, buono e focoso.

Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Sì, succede spesso. Molti dei miei personaggi si sono evoluti o sono cambiati nel corso della serie. Di solito mi viene naturale, penso a tutti i trascorsi e le vicende che il personaggio ha vissuto e lascio che sia lui a dirmi che cosa farà adesso 😛

Vive una storia d’amore? Sì. In tutti i miei libri c’è una storia d’amore, in alcuni si possono trovare anche due o tre coppie che si sviluppano contemporaneamente, ma in luoghi diversi del mio mondo fantasy.

Se una mattina lui/lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Ahaha! Oddio, non saprei proprio! Per me, devono essere tutti maschi!

Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Penso che David mi lancerebbe un’occhiataccia e mi direbbe “Dovevi proprio farmi soffrire così tanto?”.

Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio in una terra fantasy? Personalmente non volevo un’ambientazione “reale”, preferivo dare libero sfogo alla mia fervida fantasia e creare un mondo tutto mio. L’ho trovato appagante e mi sono davvero divertita a inventare anche i più piccoli oggetti usati dai miei personaggi.

Secondo te, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Secondo me, tutto è importante, specie l’ambientazione. Perché riesce a far volare la fantasia del lettore, se curata a dovere, e rende la storia più accattivante.

Oltre a scrivere la saga “I LUPI DEL RE”, ti sei cimentata nella promozione da sola? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Sì, io faccio tutto da sola. Sono un’informatica con un master in grafica pubblicitaria, quindi mi piace anche curare tutta la parte “estetica” (da book trailer, estratti e card) di tutti i miei libri.

Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? Dipende. Essendo grafico ho il mio stile, quindi penso che potrebbe non piacermi usare quello di un altro.

Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? No. Una volta facevo equitazione, ma ora sono completamente dedita ai miei figli.

Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? No. Ho un sito web ufficiale, sul quale potete trovare le novità e alcuni ebook gratuiti. http://samanthamorgan.altervista.org/

Sei una rilettrice di bozze/editor/revisore? Beh, rileggo tante volte e cerco di correggere il più possibile. Poi ho due beta che mi aiutano con i refusi.

Quanto ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato la saga? Mi è capitato di chiedere qualche consiglio alla mia alpha reader. C’erano alcuni passaggi, in qualche volume, che non ero convinta funzionassero, ma con il suo aiuto si è tutto sistemato.

E-book o Cartaceo? Entrambi. I miei libri li potete trovare in tutti i formati.

Su cosa sei solita scrivere? Scrivo solo su pc.

Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? Ho solo una cosa che mi piace fare, prima di iniziare a scrivere un libro: fare la cover.

Come è nata la cover? La cover nasce con la ricerca dell’immagine giusta. Diciamo che ho una vaga idea di cosa mi potrebbe piacere e inizio a spulciare le foto gratuite e in vendita, ma solo quando trovo quella che mi rapisce davvero il cuore sono soddisfatta.

Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Pubblicherò un libro dopo la metà di luglio intitolato HEARTLESS. È molto più duro rispetto agli altri che ho scritto sin ora, il mio protagonista, Thorpe, è un guerriero feroce, per l’appunto soprannominato il Senza Cuore

Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….

*David*

Divorai la mia cena in pochi attimi e sentii la mia pancia riempirsi piacevolmente. Quando mi dedicai alla birra, mi accorsi con la coda dell’occhio che un lupo si stava avvicinando.

Cercai di farmi piccolo e invisibile, ma quello mi si sedette accanto, mandando il mio nervosismo alle stelle.

Ero stato scoperto? Eppure non avevo usato la magia, ne ero sicuro.

«Ciao» mi disse lui.

Mi voltai per guardarlo meglio. Cavolo, era l’uomo più grosso che avessi mai visto. Doveva essere alto almeno due metri, i suoi capelli erano neri come la pece e leggermente lunghi, i suoi occhi avevano il colore dell’oro puro, tipico dei lupi purosangue. Era muscoloso e, sotto quei vestiti di pelle, nascondeva sicuramente una tartaruga perfettamente scolpita.

«Ehm… ciao…» risposi come un cretino.

Ma che cavolo avevo? Dovevo subito mandarlo via.

«Non ti ho mai visto qui, come ti chiami?»

La sua voce era deliziosamente roca e sentirlo parlare mi provocava una strana sensazione allo stomaco.

Ehi? David? Riprenditi idiota!

«Sono solo di passaggio…»

I suoi occhi dorati mi scrutarono meglio. Mi sentivo tremendamente a disagio e non ne capivo neanche il motivo. Cioè, non dovevo farmi scoprire, questo era chiaro, ma perché una semplice conversazione con quell’uomo mi metteva così in agitazione?

Per fortuna la mia maschera era in funzione e nessuna emozione trapelava sul mio viso.

«Stai tremando. Hai freddo? Da dove arrivi?»

Stava facendo troppe domande e io non sapevo davvero che cosa rispondere.

«Sì, ho un po’ freddo, ma ora mi passa» dissi soltanto.

«Io sono Ren» affermò quell’armadio porgendomi la mano.

«Ah… io sono David…» risposi stringendogliela.

Nell’istante in cui toccai la sua pelle calda, avvertii una strana scossa percorrere il mio corpo. Merda! Avevo forse usato la magia senza volerlo?

Mi guardai intorno, ma era tutto normale e nessuno sembrava particolarmente interessato a me. A parte quel Ren, che continuava a guardarmi con quegli occhi penetranti.

«Sei molto bello, lo sai?»

Per poco non mi strozzai con la birra! Aveva detto che ero bello? A me? Cioè, ci stava provando? Voleva forse rimorchiarmi? Oddio!

Non ero mai stato rimorchiato in tutta la mia vita, specialmente da un uomo. In verità, non ero mai uscito nemmeno con una donna per via della mia non-posizione sociale, ma non ero affatto preparato per una cosa simile e non sapevo bene cosa rispondere.

«Ehm… ah…» balbettai come uno stupido, mentre sentivo di stare arrossendo come una ragazzina.

L’oro dei suoi occhi sembrarono prendere vita e bruciare di… passione? Oh, santo cielo!

Avevo attraversato mezzo mondo, scampando a ogni pericolo possibile ed ora mi ritrovavo con un lupo arrapato che voleva… farsi una scopata? Merda! Che cazzo dovevo fare?

«Sei molto gentile, ma io devo andare adesso…» gli disse alzandomi dalla sedia.

«E dove?» mi chiese lui sovrastandomi con tutti i suoi due metri.

E un armadio simile pensava di rimorchiare uno come me? Mi avrebbe ucciso sicuramente se avesse provato a montarmi! E poi a me non piacevano gli uomini!

«Scusa, ma non ho tempo» farfugliai nel tentativo di scappare da lui.

«No, adesso tu resti qui» rispose lui senza spostarsi di un millimetro.

Ero stato scoperto. Doveva per forza essere quello il motivo di quell’ordine. Ora mi avrebbero ucciso. La domanda che mi terrorizzava di più era il come. Mi avrebbero massacrato lentamente o sarebbero stati magnanimi facendo una cosa veloce?

La mia testa sembrò andare in sovraccarico. Vidi la stanza girare e poi più nulla.

Intervista #23 – Romina Casagrande

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Questa volta abbiamo deciso di ospitare un’autrice davvero talentuosa che abbiamo scoperto grazie all’anteprima che ci ha fornito del suo nuovo libro. 😉

ROMINA CASAGRANDE

Ciao Romina, benvenuta sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo…

Chi sei? Una persona molto disordinata nella vita, ma molto felice tra le sue cose scombinate.
La tua paura più grande in questo momento qual è?La paura di crescere… mmh forse è un po’ tardi…
Descrivi te stesso attraverso:

Colore: azzurro… voglia di mare!
Profumo: fiori di lavanda
Fiore: assolutamente non reciso!
Animale: tutti! Ma ho qualche difficoltà con i ragni.
Luogo: il “mio” castello, Castel Tirolo.
Libro: “Il tamburo di latta”, di Gunther Grass.
Una canzone: in questo preciso momento, Greta dei Negrita. Mi ricorda molto un personaggio del mio ultimo libro, Sofia. Anche lei cerca di scappare da un mondo «che non ha gravità».
Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Sempre. Per ritrovare l’armonia ho bisogno della natura, di una passeggiata nei campi – sono molto fortunata perché l’Alto Adige è una terra meravigliosa, dalla natura mozzafiato – compagni a quattro zampe. Unica concessione: la mia musica preferita.
La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? La scrittura è un momento soltanto mio, in cui convergono tutti i miei mondi, quelli reali e quelli che lo sono meno. Tutti i miei sogni e tutte le mie ossessioni (la famiglia ringrazia).
Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice?All’inizio, quando ho scritto il primo libro, la prima cosa che ho fatto dopo aver spento il computer è stato cercare uno pseudonimo. Vedevo la scrittura come qualcosa di intimo e molto personale, non volevo che la gente riconoscesse qualcosa di me nelle mie storie. Ma la città in cui vivo è piccola… Non amo molto, però, quel genere di persona che si presenta con il suo ultimo libro in mano o si autodefinisce scrittore.
Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti?Tornerei alla me stessa dei diciott’anni. Le direi che sono orgogliosa delle sue scelte e del suo coraggio, del suo entusiasmo. E delle sue intuizioni sul mondo…
Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Ogni scrittura, se autentica e sincera, se non condizionata dalle mode del momento, ha in sé qualcosa di unico e speciale. E il lettore lo sente. Sarei molto felice se i miei lettori riconoscessero nella mia questa onestà.
Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? L’amore per le storie dimenticate o maltrattate dalla Storia – quella con la “S” maiuscola. Il fascino per il lato misterioso della vita e gli intrecci del destino. Per l’Arte e le passioni di cui è capace il cuore umano. L’imperfezione che rende l’uomo speciale.
Dopo aver pubblicato Lontano da te, che progetti hai? Continuare a raccontare storie è quello che amo di più! Sto lavorando molto a un progetto che riguarda un mio antenato, un artista piuttosto conosciuto nella mia città. Stiamo parlando di un’epoca che adoro, la fine dell’Ottocento, e di un progetto ambizioso che intreccia racconto familiare e fonti per far parlare le opere di questo uomo singolare, che non ho potuto conoscere, ma che ha segnato molto la storia della mia famiglia e la mia fantasia quando ero una bambina che si alzava in punta di piedi per guardare le statue di legno scolpite dalle sue mani. Statue di santi che parlano con gli animali della foresta e di creature mitologiche che si nascondono nei boschi.
E poi ci sono i nuovi libri e la voglia di continuare a far parlare artisti un po’ dimenticati, ma che avrebbero moltissimo da dire anche di questi tempi.

Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Amo leggere generi molto differenti. Da Lansdale alla Ferrante, al fantasy, King.

C’è un libro che rileggeresti mille volte? Tutto il ciclo di Jordan, “La ruota del tempo”.
Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti?Di lavorare con umiltà, ma di credere nel proprio sogno. Mettersi alla prova, con serenità, accogliendo i giudizi come consigli per non smettere di crescere. Ho sempre temuto il self perché nel mio pensiero scrivere un libro e pubblicarlo era un’impresa titanica, di cui non mi sentivo capace. Avevo forse bisogno di qualcuno che mi dicesse “il tuo lavoro è valido, merita di uscire dal tuo cassetto.” Ammiro molto chi ha questo coraggio.

Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? Da lettrice, trovo strano quando un autore che amo all’improvviso cambia genere. Ma è un’impressione totalmente sbagliata perché quell’ “all’improvviso” forse è il frutto di anni e di un percorso tortuoso. E poi perché in ciascuno di noi convivono tante anime differenti. Quando un artista non trova più la voglia di sperimentare è praticamente prossimo alla morte. Eppure i lettori faticano un po’ ad accogliere i cambiamenti di rotta repentini dopo che si sono creati un’idea. Io ho iniziato con il romanzo gotico, ho proseguito con lo storico e provato varie ibridazioni. Ma penso che ci sia coerenza nel mio percorso. Ho avuto la fortuna di trovare case editrici che mi hanno consentito di crescere nelle direzioni che sentivo più mie, in un percorso fluido, e così non ho dovuto tradire me stessa. Né inventare uno pseudonimo per rattoppare uno stacco.

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Vivere in una casa con un enorme giardino tropicale per far svolazzare liberi i miei pappagalli; Imparare a suonare la chitarra elettrica; Fermare le cose esattamente a come sono ora.

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: Lontano da te

Genere: Storia contemporanea con alcuni rimandi allo storico

Pagine: 200

Formato: solo cartaceo

Dove lo si può acquistare (links): è ordinabile in libreria e reperibile su ibs.it e Amazon
https://www.ibs.it/lontano-da-te-libro-romina-casagrande/e/9788868511319 https://www.amazon.it/Lontano-da-te-Romina-Casagrande/dp/8868511312/

Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

Lontano da te è una storia di sentimenti, sulla nostra capacità di perdonarci e sul percorso che a volte siamo costretti a intraprendere se vogliamo regolare i conti con un passato scomodo. Racconta di due sorelle, Sofia e Bianca, che non riescono più a parlarsi da una terribile notte d’estate, di cui Sofia serba il ricordo, e che le ha lasciato un segreto che non è in grado di confessare. E racconta di Moses, un sopravvissuto della Shoah, che ha invece trascorso l’intera vita a svelare il segreto che si nasconde dietro alla scomparsa della sua famiglia. Tutti loro, insieme ad altri personaggi misteriosi e alla deriva, si incontrano in un B&B sulle colline toscane. E ciascuno, a modo suo, è collegato a un quadro, l’Ophelia di Millais, di cui si racconta la storia attraverso finestre che svelano la passione tra la modella del quadro e il pittore di cui si innamorò tragicamente.

Com’è nata l’idea che ha dato vita a Lontano da te? è nata dall’amore per il quadro, che regge le fila della narrazione, da una canzone e dai miei sensi di colpa per un passato con cui non riuscivo a chiudere.

Com’è nato il titolo? Il titolo riprende il verso di una poesia scritta da Elizabeth Siddal, la modella del quadro di Millais.

Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Forse le storie non possono cambiare il modo, oppure sì. Io sono sempre molto emozionata quando un lettore mi scrive che un mio romanzo lo ha aiutato a superare un momento difficile o lo ha costretto a mettersi a nudo. Sapere che chi legge si emoziona seguendo le vite dei personaggi che hai creato e che la tua storia unisce persone in carne ossa, chi l’ha scritta e chi la legge, è sempre un piccolo miracolo. Con “Lontano da te” sta succedendo. Credo, da lettrice, valga la pena leggere storie che possano emozionarci e le cui parole siano veicolo di sentimenti. Perché è un buon modo per riconoscerci e, a volte, scoprirci differenti.

È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? È il mio settimo libro.

Il personaggio principale di Sogno di una notte è? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi.Il personaggio principale è Sofia, una ragazza costretta a guardare in faccia il proprio passato e a svelare i segreti che la hanno allontanato dalla sua famiglia e dalla sua terra. In questo Sofia è aiutata da Moses, un anziano sopravvissuto allo sterminio perpetrato dai Nazisti. È lui che la sprona ad avere coraggio e a non sottrarsi a questo percorso. Fino a quando accade qualcosa, nella vita di Moses, che lo porterà a mettere tutto in discussione. A quel punto, sarà Sofia a ricordargli quello che lui le ha insegnato.

Vive una storia d’amore?C’è più di una storia d’amore. Alcune complicate, alcune frutto di un errore o di debolezza. Con molti equivoci e alcuni ripensamenti.

Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio in Toscana? O, meglio, tra Londra e la Toscana. Perché è una regione che amo e in cui trascorro le mie vacanze. È stata anche la prima lunga vacanza con l’uomo che è diventato mio marito. Per questo, forse, ne ho vissuto ancora di più la magia.

Oltre a scrivere Lontano da te, ti sei cimentata nella promozione da sola? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Ho la fortuna di essere supportata da una buona casa editrice, Arkadia, e di contare sulla collaborazione di persone davvero in gamba, vulcaniche e geniali.

Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse?Un viaggio a Londra, nei luoghi di Elizabeth Siddal e Dante Gabriel Rossetti, per scattare qualche foto e sentire la loro presenza.

Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…?Dipingo, amo l’arte. Ho molti amici artisti, pittori… mio marito è un bravissimo musicista… io purtroppo sono stonatissima e negata con il ritmo.

Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta?Ho un sito, in cui è inserito il mio blog. Serve a contenere qualche stralcio di tutti i mondi contenuti nei miei libri. Occorre molto tempo per aggiornare con regolarità un blog. Purtroppo a volte lo devo trascurare, ma è un tipo di scrittura che mi piace, ti mette in contatto con i lettori e offre la possibilità di raccontare non solo il mondo che sta dentro a un romanzo, ma anche l’universo da cui quel romanzo è nato.

Sei una rilettrice di bozze/editor/revisore?Purtroppo no. Non mi piace neppure rileggermi.

Quanto ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato Lontano da te?Devo un grandissimo grazie a tutte le persone che hanno creduto e che credono nel mio lavoro. La scrittura mi ha dato l’opportunità di conoscere professionisti eccezionali, amici carissimi.

E-book o Cartaceo?Cartaceo, ma sono moto attratta dalle possibilità offerte dall’e-book.

Su cosa sei solita scrivere? Scrivo ovunque, ma raramente a mano.

Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica?In genere scrivo accompagnata da Clarissa, la più tranquilla fra i miei tre pappagalli, appisolata sulla mia spalla. E i miei due cani accucciati ai piedi. Credo che non potrei sentirmi meglio in nessun altro luogo. Sì, la musica è importante per immaginare un’atmosfera. La uso soprattutto nei momenti più critici o dove la narrazione si fa complicata e ho bisogno di maggiore inventiva.

Come è nata la cover? La cover è stata possibile grazie alla collaborazione con un’artista fantastica, una fotografa russa che avevo adocchiato da un po’ di tempo, Katerina Plotnikova. Quando le abbiamo chiesto la fotografia che ora si trova sulla cover e lei ha accettato, non riuscivo a crederci! È una persona gentilissima oltre che un’artista moto sensibile. Ringrazio il mio editore per avermi dato fiducia nella scelta.

Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Sarà la storia di una modella nella Parigi degli impressionisti. Una donna fragile e fortissima, dalla vita singolare. Una di quelle vite, dimenticate dalla Storia, che io amo.

Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….
Bianca si sforzò di non pensare a quella mattina. Cancellò l’immagine di Sofia dalla sua mente. Raccolse le fotografie e le cartoline. Aprire la scatola era stata una pessima idea. La chiuse con forza, legandola con uno spago, e la ripose nel cassetto. Poi si tuffò sul letto con un sospiro. Mise la mano sotto il cuscino, dove aveva sentito lo scricchiolio, la sfilò delicatamente. E si ritrovò con il braccialetto di conchiglie tra le dita.
Lo stesso che aveva Sofia, il braccialetto che avevano comprato insieme quell’estate. Se ne era quasi dimenticata e ora se lo ritrovava lì, dopo tutto quel tempo. Un braccialetto dispettoso che non voleva restare chiuso in una scatola. Insieme a tutti i ricordi e al suo passato. Accarezzò la superficie lucida delle minuscole conchiglie. Erano bianche, perfette. Intaccate dal tempo.
E così sei tornata, Sofia.

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