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INTERVISTA #37 – GABY CRUMB

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia #NoiSosteniamoTuttiGliAutori

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. 😉

GABY CRUMB

 

Ciao Gaby, benvenuto sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo dalle domande di rito…

– Chi sei? Sono una donna di ormai 40 anni che ama, da sempre, leggere e scrivere. Che ama raccontare d’amore.

Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Sono un’eterna sognatrice, che vive spesso con la testa tra le nuvole. Le storie che creo vivono dentro di me costantemente. Hai presente un harem di uomini pronti a raccontarti tutti i loro più sordidi segreti… ecco questa è la mia mente…e io mi diverto un sacco.

La tua paura più grande in questo momento qual è? Come autrice, la mia aura è sempre la stessa, ho paura di essere noiosa. Di non riuscire a trasportare chi mi legge attraverso le emozioni che penso, spero, di raccontare.

Descrivi te stesso attraverso:

un colore: sono tutta una gamma di sfumature di blu.

un profumo: profumo di pioggia e terra bagnata

un fiore: sono un fiore di loto.

un animale: sono un cane

un luogo: il mare

un libro: Siddartha

una canzone: più che una canzone sono una melodia. Dolce, sofferta, graffiante.

Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Tutti i momenti no della mia vita li affronto ritrovando la calma nella scrittura. Quello è il mio porto sicuro. Il luogo in cui mi rifugio dove mi sento forte e in grado di affrontare ogni difficoltà.

La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? Devo dire che cerco di tenere separate le due vite. Più per necessità che per vero e proprio volere.

Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? Non sono moltissimi a sapere della mia doppia vita. Quasi tutti sanno che amo scrivere. Sarebbe difficile nasconderlo a chi mi conosce da una vita dato che lo faccio fin da bambina. Ma sono sempre stata molto riservata e non facevo mai leggere a nessuno ciò che scrivevo. Quelli che sanno chi è Gaby sono persone che capiscono una parte di me che non posso rendere pubblica a tutti. Loro non fanno una grande differenza tra le due, perché io stessa non ne faccio. Parlo di scrittura e di libri in entrambi i miei mondi.

Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Tornerei indietro all’età di tredici anni e gli direi di non lasciarsi condizionare nelle scelte. Avevo le idee chiare fin da ragazzina ma ho avuto paura di seguire quella strada che secondo molti era solo un capriccio.

Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? L’empatia. Lo sono abbastanza nella vita reale e cerco di imprimerlo anche nelle mie storie.

Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? Sono due i fili conduttori in realtà. Uno è introspettivo, diciamo così. Mi piace raccontare dell’amore, mi piace che vinca contro le difficoltà dell’accettazione di sé, sia da parte dei protagonisti che delle persone che gli ruotano intorno. L’altro filo conduttore è l’istintività. Quando scrivo non penso. Lascio che l’istinto guidi la storia. Quando inizio a scrivere non ho in mente un finale, o una scaletta degli avvenimenti. Ho solo in mente un personaggio e i sentimenti che prova in quel momento. Il resto lascio che venga da sé.

Dopo aver pubblicato, che progetti hai? Continuare a scrivere e provare nuovi generi. Vorrei tanto riuscire a scrivere un fantasy. Amo quel genere. Ho molte storie iniziate, altre finite ma da rivedere. Scrivo da tanti anni e mi piace mettermi alla prova. Vorrei anche avere il tempo di studiare di più. Ho molto da migliorare.

Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Sono una lettrice accanita. Oltre al gay romance, mi piace il fantasy e l’urban fantasy. Ma ho letto di tutto, dai grandi classici ai libri di psicologia.

C’è un libro che rileggeresti mille volte? Uno in particolare no. Ce ne sono diversi che ho letto tante volte. Tutti o quasi quelli di Cardeno C, la Calmes e le sue serie, la serie Armi e Bagagli. E se parliamo di fantasy o urban fantasy, alcuni libri sui draghi (che io amo particolarmente) o sui vampiri. Vado a periodi, a volte ripesco libri che ho letto molto tempo addietro altre volte un libro che ho finito due giorni prima.

Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Che prima di tutto deve capire che il self non è tutto rosa e fiori. C’è tanto lavoro da fare e sempre da imparare. Ti metti in gioco continuamente perché devi fare tutto tu e quando sbagli puoi dare la colpa solo a te stesso. Ma se sei disposta a metterci tutta te stessa allora è un mondo meraviglioso che ti dà anche la possibilità di conoscere persone splendide, come è successo a me. Ci sono gelosie tra gli autori ma anche persone che sono disposte ad aiutarti e senza un secondo fine. Poi vuoi mettere l’orgoglio di fare un buon lavoro che viene apprezzato? È elettrizzante.

Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? Io pubblico già con uno pseudonimo. Non so se ne userei un ennesimo per pubblicare un genere diverso.  Sono dell’idea che un autore debba seguire il suo istinto e le sue aspirazioni, che male c’è scrivere generi diversi? Poi ci sono mille motivi che possono spingere un autore ad usare uno pseudonimo. Il mondo della scrittura non è fatto solo di libri e lettori. Lo scrittore è anche e soprattutto una persona e se non vivi di sola scrittura e sei super famoso hai molti aspetti da considerare. C’è anche un discorso di marketing, di vendite, di aspettative. Sembra brutto mischiare il piacere di un bel libro, scritto o letto, con la mera commercializzazione ma aimè è un aspetto che non si può trascurare se entri in questo mondo.

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Riuscire ad avere una stabilità economica che mi consenta di dedicarmi solo alla scrittura. Tornare a vivere nella mia terra così da stare vicina alla mia famiglia. Viaggiare tanto. Amo viaggiare, andrei ovunque. Passerei la vita viaggiando e scrivendo.

Che rapporto hai con gli animali? Amo gli animali. Ho un cane che adoro. Lo vizio da morire ma lui è felice e quindi va bene così. Non amo gli insetti con le ali o che si muovono troppo velocemente. E ho il terrore delle farfalle. Sì lo so, è una paura assurda, ma vado completamente nel panico se mi trovo davanti un animale che sbatte le ali.

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: Dietro la maschera. Anonymous. Vol.2

Genere: gay romance

Pagine: circa 135

Formato: ebook

Dove lo si può acquistare (links): https://www.amazon.it/Dietro-maschera-Vol-Gaby-Crumb-ebook/dp/B075RVZ8Q3/ref=pd_rhf_gw_p_img_1?_encoding=UTF8&psc=1&refRID=C1RKW9K79H3F8QMSPCP9

Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

Il libro fa parte di una serie (Anonymous). Un gruppo di ragazzi, cresciuti insieme che vengono assoldati per risolvere dei casi di cui la legge non si occupa. Mentre procederanno con le indagini, nasceranno anche degli amori. È un libro che va letto in ordine cronologico. C’è un’indagine che le lega tutta la serie e a questa indagine s’intrecciano le storie personali dei protagonisti.

Com’è nata l’idea che ha dato vita a Dietro la maschera? È nata grazie alla serie precedente “Red Shadows”. C’è un filo conduttore tra le due serie.

Com’è nato il titolo? È nato sulla base della storia. Sulla particolarità che univa i due protagonisti principali.

Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Questo libro, come l’intera serie, è un libro dove c’è un pochino d’azione e tanto amore. Non mi aspetto che cambi il mondo o le persone. Vorrei fosse una piacevole lettura, una piacevole evasione e un modo per tuffarsi in una realtà che non ci appartiene giornalmente.

È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? Ho già pubblicato altri libri.

  • Il primo è stato un gratuito edito da Triskell, “Dove finisce il cielo”.

Gli altri sono tutti self:

  • Il primo della serie ANONYMOUS che dà anche il titolo al primo volume.
  • La serie DARK ROOM che si compone di Dark Room e Sotto la cenere.
  • La serie RED SHADOWS: che si compone di 5 libri (Red Shadows, Warriors, Revenge, Secrets and Lies, Forgiveness)
  • SILENT LOVE
  • ANIME FRAGILI
  • UN ATTIMO ANCORA

Perché proprio il genere gay romance? Mi piace.  Mi piace l’idea di poter raccontare le mille sfumature di un uomo innamorato e voglio che le storie d’amore tra due uomini (o due donne) vengano considerate allo stesso modo di quelle tra un uomo e una donna.

– Il personaggio principale di Dietro la maschera è?  È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi. La voce narrante è Jordan. Ma sono tutti un po’ protagonisti. Anche perché il libro è una serie. I libri sono tutti collegati. La storia d’amore di Jordan è solo in primo piano rispetto alle altre storie d’amore della serie. Mentre alla parte inerente le indagini partecipano tutti.

Com’è Jordan?  Testardo, dolce e determinato a riavere accanto a sé il suo compagno.

Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Non direi che ci sia un’evoluzione vera e propria. Non in questo caso almeno. Jordan sa quello che vuole ed è determinato ad ottenerlo. L’evoluzione può essere vista nell’acquisizione di maggiore sicurezza ma non è proprio un percorso interiore. Non è facile spiegarlo isolandolo da tutto il contesto non solo del libro ma dell’intera serie.

Vive una storia d’amore? Sì, con Hayden.

Se una mattina lui/lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Probabilmente quello che fa sempre, penserebbe al suo compagno sperando di riaverlo con sé.

Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Sarebbe un lupo.

Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Di portargli un succo di frutta ai mirtilli…

Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio a New York? Non ho un motivo vero e proprio. È più che altro legato alla serie precedente.

Secondo te, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Dipende dalla storia. Se è avvincente può essere ambientata anche in uno dei mondi già descritti tante volte (foreste incantate, mondi paralleli, ecc). È la trama che conta a mio avviso.

Oltre a scrivere, ti sei cimentata nella promozione da sola? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Non lo faccio mai. Non sono brava in questo e non ho neppure molto tempo per poterlo fare. Pubblicizzo i miei lavori nei vari gruppi, pubblico alcuni estratti dei miei libri magari accompagnandoli con qualche foto accattivante ma per il resto sono una frana…

Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? Sinceramente? Non ne ho idea. Non ho mai fatto un blog tour o organizzato un qualche particolare evento. Non me l’hanno mai proposto e io non l’ho mai chiesto perché non se so molto.  Io amo scrivere ed è l’unica cosa di cui mi vorrei concentrare anche se so che devo imparare e organizzarmi meglio anche su questo aspetto. Però posso dire orgogliosamente che i miei lettori mi seguono in tanti nonostante questa mia incapacità di pubblicizzarmi in grande stile.

Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? Amo il punto croce.  Mi rilassa.

Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? Nessun blog.

Sei una rilettrice di bozze/editor/revisore? No. magari lo fossi. Mi piacerebbe molto. Sto studiando per migliorare i miei lavori ma non sono certo all’altezza di un revisore.

Quanto ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato Dietro la maschera? Una cara amica mi aiuta regolarmente con la revisione. Io scrivo d’istinto e nello stesso modo rileggo. L’ho detto che sto studiando pian piano per migliorare…

Le prime volte che pubblicavo il mio migliore amico mi aiutava con le copertine. Ora le faccio da sola. Non sono perfette e super fighe ma prima o poi imparerò anche ad usare un programma di grafica… forse …

E-book o Cartaceo? Entrambi. Cartaceo perché non c’è nulla come il peso di un libro e il profumo delle pagine. E-book per comodità e anche per una questione economica. L’e-book arriva a molte più persone, perché costa meno e sei una lettrice accanita come me anche perché è davvero più pratico.

Su cosa sei solita scrivere? Tutto ciò che mi ispira. Prediligo uno stile dolce e introspettivo ma non mi pongo limiti ad eccezione dello storico e dell’horror. Ue generi che non amo.

Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? La musica è sempre presente. Faccio intere playlist per ogni libro.  Cerco anche l’immagine per la copertina. Voglio che parli del libro prima ancora che io ne definisca i dettagli.

Come è nata la cover? Ho cercato una fotografia che mi piacesse, che parlasse del libro in qualche modo, che lo rappresentasse.

Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? La prossima uscita sarà il terzo volume della serie Anonymous. Il titolo del libro sarà AD UN PASSO DALLA FINE.  Anche in questo libro, verranno portate avanti le indagini sul caso che lega tutti i libri della serie e ci sarà la storia d’amore di altri due protagonisti.

Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro

Ero totalmente fuori controllo quando arrivai in vetta. Muovevo i fianchi spingendomi dentro di lui e riempiendolo con il mio seme, con il mio amore, con tutto il dolore che la sua assenza mi aveva causato, con il pentimento per la mia stupidità e con la gioia di averlo ritrovato.

 

 

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INTERVISTA #36 – VALENTINO EUGENI

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia #NoiSosteniamoTuttiGliAutori

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Questa volta tocca a un nuovissimo amico che sta partecipando al crowdfinding di book a book. 😉

VALENTINO EUGENI

 

Ciao Valentino, benvenuto sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda.

Grazie a voi e complimenti per la trasmissione. Vengo dagli anni ottanta, all’epoca si usava così! 😀

Iniziamo dalle domande di rito…

– Chi sei? Valentino Eugeni, marchigiano, 1975. Numero di matricola 50005. Ex programmatore di videogiochi, narratore del fantastico.

– Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Sono uno che si infilerebbe in una camera di deprivazione sensoriale per vedere i mostri partoriti dal sonno della ragione. Sono un viaggiatore dissociato del corpo e della mente, uno che sbircia negli angoli bui sperando di cogliere la realtà dietro la realtà.

– La tua paura più grande in questo momento qual è? Scoprire troppo tardi che avrei potuto visitare altre dimensioni. Lo so che sembra una frase ad effetto ma è l’unica cosa di cui ho paura. Ogni altro evento è previsto dal grande libro della vita e va accettato con serenità.

– Descrivi te stesso attraverso:

un colore: Nero. In quanto colore che assorbe tutta la luce, in quanto colore della dedizione totale.

un profumo: Non so se è un profumo ma direi incenso alla rosa.

un fiore: Il cardo di montagna. E’ forte, è viola ed è spinoso. Un fiore del quale ammiri la forza.

un animale: Il gatto. (Ho un gatto tatuato sull’avambraccio sinistro, è il mio animale totem).

un luogo: La foresta vergine slovena.

un libro: Uno solo? Il pendolo di Foucault… no Imagica… no Abissi d’acciaio…

una canzone: Fruhling im Paris dei Rammstein

– Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrito? Come hai fatto a superarlo? Sì, capita, soprattutto quando sono sopraffatto dalla modestia. Si è convinti che sia la superbia ad essere un difetto (e lo è per molti versi), ma anche l’eccessiva modestia, quando scade nell’insicurezza, mi rende completamente vulnerabile e vuoto. Per superare questi momenti di “inutilità di vivere” smetto di cercare e comincio a osservare i dettagli delle cose, i rumori, il modo in cui la gente si muove, e questo mi sincronizza con l’universo, mi colloca nel mondo e a quel punto, ritrovata la dignità, torna anche la voglia di creare.

– La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura?  “Reale? Dammi una definizione di reale…”

La mia vita reale e le vite che immagino sono, in pratica, la stessa cosa. (Ok, ok, altra frase ad effetto… ma non è così.) La vita che vivo quotidianamente è intrecciata a filo doppio con quello che immagino. Persone che incontro per “davvero” diventano personaggi, eventi della mia vita diventano storie, gli argomenti di cui mi appassiono, le notizie che mi capitano sott’occhio, tutto è parte della super realtà nella quale esisto. Questo deve essere il motivo per il quale non sono capace di orientarmi nemmeno nel vialetto sotto casa mia, e perché non ricordo il tempo che passa, ma non mi lamento, è una bella realtà.

– Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittore? Chi mi conosce bene sa quanto io sia “con la testa tra le nuvole” più di quanto io sia “scrittore”. Io stesso, per la succitata modestia molesta, spesso tralascio di parlare di questo aspetto di me. Lascio entrare solo chi mi è davvero vicino, e lo sfortunato si becca i miei sproloqui filosofico narrativi.

– Se potessi parlare con il te stesso del passato, quanto indietro andresti e cosa gli diresti? Tornerei indietro di almeno una ventina d’anni e gli direi: “Ricorda, è tutto un fottuto scherzo.”

– Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? La narrazione per immagini frammentate. Detto questo, sono certo, nessuno avrà più voglia di leggermi. A mio avviso una storia è tanto più bella quanto sa essere intrigante, e una storia intrigante è ricca di rimandi, di ambiguità, di cose non dette e scoperte attraverso indizi. Il mio modo di raccontare (stavo per dire “stile narrativo” ma suona troppo informale) segue un po’ la mia personalità: articolata, curiosa ed enigmistica. (Non enigmatica, l’ho detto di proposito, perché mi piace “risolvere misteri”.)

– Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? In primo luogo il concetto di “realtà dietro la realtà”. Le storie che scrivo sono spesso ambientate nel “mondo di oggi” ma con un elemento di fantasia nascosto, un elemento che gli stessi protagonisti spesso non conoscono. In secondo luogo direi: la bestia interiore, il contatto con la parte più intima e animale di sé stessi.

– Dopo aver pubblicato, che progetti hai? Una mini serie di sei puntate su Netflix! (Scherzo, anche se non troppo. Sono un sognatore, lasciatemi sognare…) Dopo aver pubblicato, vorrei continuare a farlo. Vorrei sapere che là fuori c’è qualcuno a cui le mie storie piacciono. Non mi serve molto di più.

– Sei un lettore? Quali generi prediligi? Sono un lettore non accanito quanto vorrei, ma pur sempre un buon lettore. Sono lento, perché recito ogni battuta nella mia testa come se la leggessi ad alta voce, e sono eclettico, spazio da ogni genere a ogni tipologia, possibilmente in ambito immaginifico e surreale. Non disdegno la saggistica, quando parla di mitologia, di fisica o di filosofie orientali. Sono un lettore molto molto selettivo però, molto schizzinoso, non mi accontento “del thriller”, voglio “il thriller”. Non mi accontento della “fantascienza”, voglio “la grande fantascienza”, e quando si parla di “fantasy”, beh, lì divento davvero intrattabile!

– C’è un libro che rileggeresti mille volte? Il “Pendolo” del compianto Eco è stato riletto almeno quattro volte, per il resto direi di no.

– Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Self? Selfie? Basta un cellulare, non ti servo io. Self confident? Guardati allo specchio e guardati negli occhi, se sostieni il tuo sguardo hai tutta la sicurezza che ti serve. Self publishing? Fallo solo se ti diverte davvero. Per il resto non ho capito la domanda… ^_^

– Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? Ci ho pensato molto spesso perché non amo il mio nome. Ci sono autori che nascono con il nome da scrittore, altri, come me, che hanno il nome da “chi è ‘sto tizio?”. Poi ho deciso di non usarlo, probabilmente perché sono vanitoso e spero che un giorno una impiegata comunale mi dica: “Ma lei è quell’Eugeni?” Però se dovessi sceglierne uno lo sceglierei che suoni slavo, tipo Evgenij. Ma ho schivato la domanda: no, non lo userei. Un autore è un autore, non il suo genere e se è capace di scrivere più genere ben venga. Se lo fa per soldi, che buon pro gli faccia, come si suol dire.

– Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Userei il primo desiderio per il mondo: “Che la gente smetta di essere egoista.” (E con questo  risolverei: la pace, la carestia, le violenze e lo sfruttamento ambientale…) Il secondo desiderio per me: “Voglio conoscere i segreti dell’universo.” Il terzo desiderio per il genio: “Tieni amico, a me non serve, usala per te.”

– Che rapporto hai con gli animali? Sono un animale. Sono animalista e sono vegano (che non è una religione anche se c’è gente convinta di questa cosa). Vivo in una colonia felina: i gatti in casa mia sono in numero superiore a quelli che pagano le bollette. Devo dire altro?

 

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: La morte velata.

Genere: Thriller fantastico esoterico torinese.

Pagine: più di trecento.

Dove lo si può acquistare (links): Attualmente è un crowdfunding su BookABook, quindi se lo vuoi acquistare, prima lo devi preacquistare e farmi raggiungere l’obiettivo.

Trovi tutto qui: www.bookabook.it/prodotti/la-morte-velata

– Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

Il mondo dei vivi e quello dei morti si sono fusi da più di trecento anni, e il cielo della città di Torino è perennemente uggioso. Gli spiriti appaiono nei vicoli bui, negli scantinati e nelle sale vuote degli ospedali. E la gente ha imparato a convivere con la coscienza della morte, eppure  commettono crimini in continuazione, usando arti che non si dovrebbero conoscere. Per questo esiste il Dipartimento di Investigazioni Esoteriche di Torino.

Sembrava solo l’ennesimo morto, ma non lo era.

Non lo era affatto.

– Com’è nata l’idea che ha dato vita a  LA MORTE VELATA? Guardavo un telefilm sui carabinieri e mi sono detto: chissà come potrebbe essere un thriller esoterico italiano? E poi mi sono chiesto: se esite il R.I.S. esisterebbe anche un reparto apposito? E il resto è venuto da sé.

– Com’è nato il titolo? Ambiguità, decisamente il mio peccato preferito. Pensavo alle statue dei cimiteri e pensavo a come avrei potuto descriverle con pochissime parole. Ma la morte velata è anche altro, che non vi dirò, perché il libro non è ancora uscito, non possono esserci già in giro degli spoiler? No?

– Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Perché è appassionante, è originale, è colma di spunti di riflessione. Cambiare il mondo forse è un obiettivo troppo grande, di certo può cambiare il modo in cui il lettore vede l’universo. E’ una sorta di koan della filosofia Zen, nascosto tra le righe di un romanzo “giallo”.

– È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? E’ il mio secondo romanzo, e non è l’ultimo. Il mio primo romanzo si intitola “La voce di Nero” edito da Montecovello. Poi ho auto pubblicato alcuni racconti dark fantasy in e-book su amazon, e tutta una serie di racconti brevi in varie antologie ad esempio: Macchine,  Time Machine, Tenebrae.

– Perché proprio il genere thriller fantastico esoterico torinese? Perché detesto i generi. Non ho idea di che genere affibbiare alle mie storie e quando lo chiedo in giro mi danno sempre risposte diverse che vanno dal noir, allo urban fantasy, al thriller, al bizzarro e così via. Capisco che classificare un romanzo abbia la sua utilità, davvero, ma non saprei dire. Mi piace l’immaginazione e sono convinto che una storia, con o senza fantasmi e coboldi, possa dare molto al lettore. L’importante è che questi non snobbi immediatamente un’opera solo perché un editore non aveva etichetta migliore da appiccicargli di “fantastico”.

– Il personaggio principale di LA MORTE VELATA è ? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi.

Il personaggio principale del romanzo, in realtà, non esiste. Il romanzo ruota intorno alle vicende dei membri della squadra che sono quattro: il commissario  Sergio Gregori, l’ispettore Kwame Solìs, il vice ispettore Petra Piasecki, e gli agenti Sandro Verri ed Erika Farnese. Se devo scegliere tre parole per descriverli tutti dico: testardi, travolti ed umani.

– Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Tremendo, inarrestabile e involontario. I protagonisti hanno a che fare con qualcosa di talmente più grande di loro, e così dannatamente chirurgico nell’andare a slabbrare le ferite del loro passato, che sono costretti ad avanzare in loro stessi come colpiti alla schiena da un’onda di piena.

– Vive una storia d’amore? Più di una e dei tipi più diversi: c’è chi ha avuto una relazione “pericolosa”, chi voleva un figlio, chi una sorella da accudire, chi una madre che fa di tutto per essere odiata.

– Se una mattina lui/lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Sandro Verri: “Un’altra giornata di merda…”

Erika Farnese: “Sarai contenta adesso mamma!”

Petra Piasecki: impreca in polacco.

Kwame Solìs: rimane immobile a fissare lo specchio per almeno venti minuti.

Sergio Gregori: “Cazzo.”

– Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Sandro Verri sarebbe un segugio, correrebbe in strada ad annusare i lampioni.

Erika Farnese sarebbe una tigre fuggita da un circo e cercherebbe rifugio lontano.

Petra Piasecki sarebbe un passerotto e comincerebbe a costruire un nido.

Kwame Solìs sarebbe una pantera e uscirebbe solo di notte.

Sergio Gregori sarebbe un pitbull, un vecchio pitbull e siederebbe sulla porta di casa.

– Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Sandro Verri: “Togli questa maledetta pioggia!”

Erika Farnese: “Ti sei divertito a descrivermi nuda vero?! Porco!”

Petra Piasecki: “Grazie di tutto, cioè, non proprio di tutto.”

Kwame Solìs: “Sono propenso a credere che tu non esista.”

Sergio Gregori: “Ti spiace se ti dico due parole in privato?”

– Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio a Torino? E dove se no? Vertice dei triangoli nero e bianco della magia, città dalla tradizione alchemica centenaria, epicentro dell’attività esoterica europea. Mi pare abbastanza.

– Secondo te, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Per quanto mi riguarda è tutto. Se l’autore di un fantasy, lo intendo all’italiana ovvero fantasy epico-eroico, non si prende la briga di usare la sua immaginazione ma scrive una specie di Signore degli Anelli remix, di cosa stiamo parlando? Le vicende che possono avvenire in un romanzo, qualsiasi esso sia, sono in numero finito. Parliamo di vicende “umane” in ogni caso, e quindi sono le stesse in qualsiasi opera: amare, odiare, combattere, morire, tradire, e così via. Se vogliamo creare qualcosa di nuovo dobbiamo agire sulla bellezza dei personaggi e sulla loro profondità, e sul mondo nel quale essi vivono, nella società in cui vivono. Se gli elfi sono alti e belli, i nani bassi e spacconi, i paladini lucenti, i maghi cattivi, i ladri simpatici, i castelli turriti, i draghi volanti, beh, ecco, parliamo di fan fiction, non di fantasy.

– Oltre a scrivere, ti sei cimentato nella promozione da solo? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Sono uno smanettone che, nel corso della sua lunga vita, ha sbattuto il muso con Photoshop. Sì ho fatto di tutto e di più. Book trailer su youtube, video letture, chiacchiere in macchina.

– Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? Non ne ho la più pallida, evanescente, idea.

– Oltre alla te scrittore c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? Programmare videogiochi per android e non finirli mai conta?

– Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? Ho un blog, si chiama www.valentinoeugeni.it, e tratta di quello che scrivo e di varie riflessioni che  mi passano per la testa.

– Sei un rilettore di bozze/editor/revisore? Solo per amici e amiche.

– Quanto ti sei fatto aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato LA MORTE VELATA? Colgo l’occasione per ringraziare la mia compagna che si è sorbita innumerevoli narrazioni sconclusionate di come la storia avrebbe dovuto evolversi. Senza di lei, probabilmente, il romanzo non esisterebbe.

– E-book o Cartaceo? E-book e cartaceo e anche tavoletta di cera per quanto mi riguarda.

– Su cosa sei solito scrivere? Word. Io non ho più scritto a mano da quando avevo otto anni e non so scrivere in corsivo.

– Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? Non prima, durante, e cambio brano a seconda del mood di quello che vado a scrivere.

– Come è nata la cover? Non è ancora nata, ma coltivo una segreta speranza.

– Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Sarebbe ancora un segreto ma sì: è una quadrilogia con protagonista un elementalista assassino in cerca di redenzione che avrà a che fare con gli dei in una ambientazione “fantasy ottocentesca”. Il primo romanzo è già completato e, pare, anche “piazzato”, ma non ditelo ancora a nessuno. 😉

– Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….

“Kwame deglutisce, avvicina le dita martoriate alla spalliera della sedia di legno, la sposta piano, si siede. E’ esausto, il cuore gli si è fermato nel petto, e le voci mute dei fantasmi continuano a chiamarlo, ma cerca di ignorarle: un solo passo falso, uno solo, e l’essere che ha davanti può compiere l’inimmaginabile.”

 

 

INTERVISTA #35 – VANNA IVONE

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Questa volta tocca a un’autrice nostra. 😉

VANNA IVONE

 

Ciao Vanna, benvenuta sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo dalle domande di rito…

– Chi sei? Vanna, semplicemente.

– Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Direi che ognuno di noi pensa di essere il suo passato, la storia che ha vissuto e gli eventi che l’hanno definito. “Sono un medico,” “Sono una madre,” “Sono un laureando in…”. Credo sia facile, nella società attuale, confondere il ruolo che ognuno riveste con l’anima, quasi non si fa più attenzione all’anima, all’essenza di ognuno. Ecco, se dovessi osare, direi che sono una donna, ma anche un’anima. Riconosco, insomma, la mia parte spirituale e la prendo in considerazione nella mia vita.

– La tua paura più grande in questo momento qual è? Partire da sola per un viaggio in centro o sud America. In realtà è una cosa che voglio fare, ma non ho ancora il coraggio di osare tanto.

– Descrivi te stesso attraverso:

un colore: verde smeraldo

un profumo: olio essenziale di gelsomino

un fiore: giglio bianco

un animale: un cavallo selvaggio

un luogo: una foresta

un libro: Donne che corrono coi lupi

una canzone: Creature di Elisa

– Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Certo, e credo capiti a molte persone. L’ho attraversato vivendo pienamente ogni stato d’animo; a volte, forse, sono stata un po’ masochista, ma restare in superficie non fa per me. Le emozioni vanno vissute per essere trasformate in consapevolezza. Ho anche avuto accanto le persone giuste, una guida, un percorso di crescita e poi un ragazzo speciale, così la fiamma non si è mai spenta.

– La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? A volte sono d’ispirazione, altre mi stanno stretti. Spesso avverto la necessità di stare da sola con me stessa, magari in un bel posto come il mare, oppure dentro un bosco. Lì, nel silenzio, riesco ad ascoltare la mia voce più profonda.

– Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? Sì, tutti conoscono questa parte di me. Dopo ogni presentazione pubblica del mio primo libro mia madre dice di vedermi diversa, più sicura. Forse perché questo è quello che sento di dover fare, la mia missione insomma. Ma sono sempre io, non c’è tanta differenza tra la me di tutti i giorni e la scrittrice.

– Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Forse tornerei indietro di tre o quattro anni e le direi di non perdere tempo con qualcuno che non la merita, ma tutte abbiamo diritto a un folle amore impossibile, no!?

– Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Non c’è un buono e un cattivo: ogni personaggio ha delle ferite che sta cercando di sanare; in alcune circostanze può comportarsi da “vittima” e in altre essere “carnefice”. Quindi non c’è un giudizio definitivo verso nessuno; la vita scorre, le emozioni anche e le azioni di ognuno si susseguono in questa danza, mentre il lettore può sentirle, quasi toccarle, ma con uno sguardo saggio, consapevole del tutto.

– Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? Senza farlo di proposito, ho scritto tre romanzi (l’ultimo lo sto terminando) in cui a essere sondata è l’immagine del femminile: prima la fanciulla, poi la donna e infine la strega; tre archetipi importanti. In più, in ogni libro, matura la consapevolezza dell’amore, la percezione dei sentimenti e la consapevolezza nel donarsi e aprirsi verso l’altro, verso il mondo. Non ho scritto una trilogia, sono tre storie a sé, ma sono intimamente legate da questo senso.

– Dopo aver pubblicato Ali di Sabbia, che progetti hai? Continuare a scrivere e pubblicare il terzo romanzo. Che brava, eh?! Mento. Una bella vacanza non sarebbe male! Da fuori può sembrare un hobby, ma farsi conoscere e promuovere un libro a volte può essere molto impegnativo.

– Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Sì, adoro i romanzi di ogni genere, soprattutto quelli che raccontano storie vere, ma leggo anche molti saggi di psicologia oppure esoterici.

– C’è un libro che rileggeresti mille volte? Diversi. Tra i tanti “Il Profeta” di Kalil Gibran mi arricchisce ogni volta di più.

– Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Credi in te stesso, sii autentico, e anche gli altri crederanno in te. Ma non dimenticare di far prima leggere il libro da qualcuno in grado di scovare errori e sviste! Credo che ogni libro debba essere curato al meglio e scritto bene prima di ogni cosa, è un dovere verso i lettori.

– Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? No. Mi basta avere una sola identità. È già abbastanza difficile da gestire!

– Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Se ve lo dico si avverano comunque?

– Che rapporto hai con gli animali? Ottimo, almeno con quelli addomesticati…

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: Ali di Sabbia

Genere: romanzo

Pagine: 225

Formato: cartaceo

Dove lo si può acquistare (links):

Youcanprint: https://www.youcanprint.it/fiction/fiction-romantico-adulti/ali-di-sabbia-9788892679795.html
IBS: https://www.ibs.it/ali-di-sabbia-libro-vanna-ivone/e/9788892679795?inventoryId=85616081

Amazon:https://www.amazon.it/Ali-sabbia-Vanna-Ivone/dp/8892679791/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1504553511&sr=1-2&keywords=Ali+di+sabbia
E su tutti gli altri principali stores online, oppure per autografo e segnalibro contattandomi sul mio sito https://vannaivone.wordpress.com/.

– Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

Attraverso l’incontro con un affascinante editor omosessuale, Nicla, studentessa di marketing e scrittrice in erba, sperimenta e racconta un’attrazione che la porta tra dune sabbiose, nel mezzo di una storia antica, quella della vasaia Amani e del soldato Kaamil.

Nella vita di tutti i giorni, però, non si va tanto in profondità, a sondare legami che uniscono le anime, più che le persone. È durante un corso di Dance Vitae, in un luogo protetto dall’insegnante Diana e accarezzato dalle melodie di Bergersen, che Nicla e il suo editor si scoprono e si riscoprono.

Ali di Sabbia è un romanzo di crescita e di trasformazione, in cui la relazione è al centro, con le sue infinite sfumature di ombra e luce. Le emozioni provate dai protagonisti, seppure contrastanti, aprono la strada a sentimenti capaci di travalicare lo spazio e il tempo, per riportare all’essenza.

– Com’è nata l’idea che ha dato vita a Ali di SabbiaPer un periodo sono stata ossessionata dal deserto: sognavo vasi di ceramica, dune e oasi, chiudevo gli occhi ascoltando la musica e vedevo sabbia dorata e soldati morti; così ho iniziato a scrivere di Amani e Kaamil, i protagonisti dei racconti di Nicla. Ho costellato la loro storia di simboli e significati che possono far riflettere chiunque sul senso della propria vita e delle proprie relazioni, poi sono giunta a Nicla e Corrado, che sono delle maschere, quelle che tutti spesso indossiamo.

– Com’è nato il titolo? Nel deserto, dopo una tempesta, un granello di sabbia può finire a chilometri di distanza da quello che prima gli stava accanto. Credo che lo stesso capiti nelle nostre vite. Spesso il destino irrompe senza bussare e ci sono parti di noi, emozioni, pensieri, certezze, che vengono sgretolate e disperse nel vento. Le ali sono la speranza, l’anelito al volo che ognuno sente, ma la sabbia è fatta di tanti granelli separati; eppure durante una tempesta, in quel momento, tutti vengono sollevati. Ali di Sabbia è un movimento, un soffio di vento, un momento di unione prima del caos.

– Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Credo ci siano tanti modi di approcciarsi all’altro e d’intendere l’amore. Ali di Sabbia secondo me offre delle angolazioni e dei punti di vista differenti, nuovi, poiché suggerisce di guardare prima di tutto sé stessi e i propri limiti, senza dover sempre accusare l’altro.

– È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? Ali di Sabbia è il mio secondo libro, nel dicembre 2015 ho pubblicato InEquilibrio con CSA Editrice.

– Perché proprio il genere romanzo di formazione? Perché credo sia molto reale, vicino alla vita di ognuno, quindi in grado di generare un cambiamento tangibile.

– Il personaggio principale di Ali di Sabbia è un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi.

Nicla è sensibile, a volte insicura, ma comunque ostinata.

– Durante la trama è consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Attraverso l’incontro e lo scontro con Corrado, Nicla scopre nuovi lati di sé e tocca con mano le sue ombre, perché sono le stesse dell’altro. L’evoluzione della vicenda e il dolore che prova la portano a smettere di colpevolizzare lui e ad aprire gli occhi su se stessa per approcciarsi alla vita e ai sentimenti in modo nuovo.

– Vive una storia d’amore? Sì, Nicla vive una storia d’amore dove però danzano le anime, prima che le persone.

– Se una mattina lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Credo che Nicla inizierebbe a urlare, soprattutto se dovesse somigliare a Corrado! Ama essere donna.

– Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Se si svegliasse animale sarebbe diverso; gli animali non hanno la mente degli esseri umani. E quindi sarebbe, nel senso di essere, e basta. Sarebbe bello vederla volare come un’aquila tra le montagne e il cielo, libera.

– Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? “Sei stata una stronza! Non ho ancora capito se ne è valsa la pena!”

– Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio in Puglia? Questi sono i luoghi che conosco, e quindi mi piaceva parlarne.

– Secondo te, parlando di libri fantasy, quanto incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Molto, credo si abbiano molti più elementi da valutare, a cui stare attenti, ma che ognuno di essi possa diventare poi un aggancio, un modo per far evolvere la storia.

– Oltre a scrivere Ali di Sabbia, ti sei cimentata nella promozione da sola? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Sì, mi sto promuovendo da sola. Ho girato un book trailer con l’aiuto di amici dalle grandi doti artistiche e ne sono molto soddisfatta. La parte più bella è stata girare all’alba, in un lido paradisiaco di Monopoli: Marzà. Ho messo su Review my kisses di LeAnn Rimes e i due attori sembravano in estasi, è stato come avere davanti Nicla e Corrado. Un’emozione unica! In più ho realizzato delle immagini con degli estratti, delle card e i segnalibri.

 – Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? Un tour per presentarlo in diverse città, senza dubbio. Credo sia molto importante il contatto diretto con il pubblico.

 – Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? Dipingo, in effetti, oltre a disegnare e realizzare abiti.

– Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? Ho un blog: Vanna Ivone – WordPress ( https://vannaivone.wordpress.com/ ). Si tratta di un sito di presentazione, ma è anche un blog in cui inserisco recensioni di libri e articoli con riflessioni e intuizioni sul mondo che ci circonda.

– Sei una rilettrice di bozze/editor/revisore? Ancora no, ma è in programma.

– Quanto ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato Ali di SabbiaMi ha aiutata molto un corso di biodanza, una disciplina di cui parlo anche nel libro. La musica, la meditazione e la danza possono condurci nel nostro intimo e svelarci scenari che non avevamo considerato prima. Per questo devo ringraziare Marta che tiene il corso nel mio paese e tutti quelli che fanno parte del Cerchio.

– E-book o Cartaceo? Cartaceo, per ora. Ma non escludo l’e-book.

– Su cosa sei solita scrivere? Per ora prediligo il genere psicologico e introspettivo, di formazione.

– Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? A dire il vero no. Scrivo quando sono fortemente ispirata, quando sento che devo farlo.

–  Come è nata la cover? Ispirazione anche quella. Una mattina sono tornata nella mia cameretta, a casa dei miei genitori e il tempo si è come fermato. Avevo lasciato lì i pennelli e i colori, così, mentre li prendevo, si è creata nella mia mente un’immagine, col deserto ovviamente, e non ho potuto fare a meno di dipingerla. Così è nato Tambù, il dipinto che poi ho scelto come cover del libro.

– Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Sto scrivendo la storia di Diana. Chi ha letto InEquilibrio, o leggerà Ali di Sabbia, sa di chi sto parlando.

– Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….

Impossibile convincere chiunque. Ma… Non siamo noi, è l’amore che ci sceglie. E ci feconda. Nel corpo, nella mente oppure nell’anima.

<< Sdraiato sul letto, Corrado immagina il sorriso di Nicla distendersi tra le lentiggini del suo viso; ha labbra così soffici che potrebbero cullare ogni cosa, persino le sue ombre. La pensa e si tormenta. Si tormenta e la pensa. Non mi vorrà mai, e anche se mi volesse sarebbe tutto complicato. Perché sono tanto sbagliato? >>

 

INTERVISTA #34 – AUTUMN SAPER

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Questa volta tocca a un’autrice nostra. 😉

AUTUMN SAPER

 

Ciao Autumn, benvenuta sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo dalle domande di rito…

Grazie a voi per ospitarmi. Sono davvero felice di essere qui!

– Chi sei? Mi chiamo Autumn, sono umbra di nascita ma milanese d’adozione e vivo con mio marito. Ho un cane che non dà retta a nessuno e comanda come fosse una Regina e noi i suoi sudditi. In famiglia mi chiamano “La viaggiatrice”, perché se sto troppo tempo ferma mi sento infelice e sale prepotente l’esigenza di partire. Per fortuna ho un marito con la stessa Sindrome di Wanderlust e appoggia ogni mia folle idea.

– Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Risponderei che molte cose di me si apprendono leggendo i miei libri. I miei ragazzi hanno tutti una cosa che li caratterizza che è strettamente collegata a me. La follia di Chester e la boccaccia sfrontata? Mie. La propensione a fasciarsi la testa prima di essersela rotta di Ezram? Eccomi. C’è tanto di me qua e là nelle loro personalità.

– La tua paura più grande in questo momento qual è? Perdere alcune certezze.

– Descrivi te stesso attraverso:

un colore: Rosso

un profumo: Pepe rosa

un fiore: Tulipano

un animale: Cane

un luogo: Praga

un libro: “Raccontami di un giorno perfetto” di Jennifer Niven

una canzone: “Let’s hurt tonight” degli One Republic

– Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Spesso. Tendenzialmente aspetto che passi. Cerco di non fare niente che possa peggiorare la situazione e vado avanti con la vita di tutti i giorni.

– La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? In sostanza influenzano il tempo che ho a disposizione per scrivere. A volte ho quel pensiero fisso che è come un tarlo e vorrei tanto scriverlo al computer, ma magari ci sono altre cose che hanno la precedenza e devo rimandare. Vivendo però molto lontana dalla famiglia, mi rimane comunque abbastanza tempo libero per poter scrivere. Il problema è convincere il mio cervello a collaborare! *ride*

– Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? Scrivendo romance male to male e conoscendo le opinioni a riguardo in famiglia, nessuno sa che scrivo. Lo sanno solo mio marito e una delle mie migliori amiche (che è anche la poveretta che subisce tutti i miei testi quando ancora non sono stati riletti).

– Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Andrei agli anni della scuola e le direi di godersi di più quel periodo. Di fare più le cose che ama piuttosto che quelle che deve fare per far contenti gli altri.

– Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Questa è difficile… Onestamente non saprei. Penso forse il senso dell’umorismo? Sono una persona a cui piace ridere, perciò tendo a inserire battute nei miei libri. Spero che il lettore possa ricordare almeno le battute divertenti.

– Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? Oltre al genere male to male, direi niente. Mi piace spaziare nelle tematiche. Certo, ho una predilezione per l’angst e le storie dai finali tragici, ma a parte questo direi che sono tutte diverse l’una dall’altra.

– Dopo aver pubblicato “Numero sconosciuto”, che progetti hai? Attualmente in ballo ne ho diversi. Innanzi tutto devo scrivere un racconto per un’antologia gratuita, due per due concorsi con CE e finire il terzo libro della serie Wildfire. Poi ho circa quattro o cinque testi iniziati e non finiti che prima o poi vedranno la luce, appena sarò riuscita a mettermi in pari con tutte le scadenze.

– Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Amo leggere sin da quando ero bambina e leggo un po’ di tutto, anche se prediligo le storie d’amore.

– C’è un libro che rileggeresti mille volte? Non l’ho letto mille volte, ma una quindicina sì: “Il signore degli anelli” di J. R. R. Tolkien.

– Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Non ne ho sinceramente idea. Io non sono mai approdata nel self, perciò sarei completamente inutile a dare consigli.

– Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? Io uso già uno pseudonimo, quindi non credo che ne userei un altro per un altro genere. Tuttavia non mi sento di giudicare chi lo fa, perché avrà le sue ragioni, come io ho le mie.

– Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Il teletrasporto, la serenità per me e la mia famiglia, un lavoro stabile.

– Che rapporto hai con gli animali? Li adoro! Tutti, nessuno escluso! Certo, urlo come una pazza quando vedo un ragno, ma sono dettagli! *ride* I pelosetti mi piacciono davvero tantissimo. Se incontro un cane per strada non posso evitare di toccarlo. Penso che siano la rappresentazione vivente di quanto può essere puro e totale l’amore su questa terra.

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: Numero sconosciuto

Genere: Contemporaneo

Pagine: 279

Formato: ebook

Dove lo si può acquistare (links): Su Amazon (https://www.amazon.it/Numero-sconosciuto-Wildfire-Vol-1-ebook/dp/B075V6FL33/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1506672555&sr=1-1&keywords=numero+sconosciuto) e sul sito della Triskell Edizioni (http://www.triskelledizioni.it/ebook-numero-sconosciuto-autumn-saper/)

– Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

Parla di Ezram, un poliziotto di Baltimora che una sera riceve un messaggio sul suo cellulare da un Numero Sconosciuto.

Invece di ignorare lo Sconosciuto, finisce col passare la serata a rispondergli e da lì parte una corrispondenza epistolare dell’era moderna che dura molte settimane.

Se all’inizio Ez pensa che l’anonimato sia intrigante, andando avanti e “conoscendo” sempre più lo Sconosciuto, ha il desiderio di scoprire chi è anche di persona.

Inizia così a indagare per cercare di venire a capo del mistero e quando finirà per scoprire di chi si tratta… Non dico di più! Se volete saperlo dovrete leggerlo! *ride*

– Com’è nata l’idea che ha dato vita a “Numero sconosciuto”? Avevo questa immagine nella testa di questo ragazzo sdraiato sul divano a mandarsi messaggi con uno sconosciuto. Da lì è partito tutto quanto.

– Com’è nato il titolo? È stato piuttosto scontato, vista la tematica. Per una volta non ho dovuto sudare sette camicie per trovarne uno adatto! *ride*

– Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Penso che il fatto che potrebbe succedere a chiunque sia un punto a favore. A chi non è mai capitato di ricevere una chiamata o un sms da qualcuno che ha sbagliato numero? È una situazione piuttosto comune, al giorno d’oggi, perciò penso che questo possa far immedesimare il lettore con la storia e i personaggi.

– È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? Come romanzo, sì. “Numero sconosciuto” è il mio esordio. Ho pubblicato dei racconti per delle antologie gratuite o a scopo benefico, oltre che su Wattpad. Si tratta di “Ventuno ottobre” nell’antologia “World of M/M” il cui ricavato andrà all’associazione LGBTQ “I’m gay, any problem?”, “Una zucca di nome Jack” nell’antologia gratuita “Short but sweet – Tra foglie d’autunno e fiocchi di neve”, “Troy e Jake” nell’antologia “Oltre l’arcobaleno 2 – Il coraggio di essere” edita da Amarganta e il cui ricavato andrà all’associazione LGBTQ AGEDO di Cagliari e “Cocktail d’amore” nell’antologia gratuita “Short but sweet – Seduzione da uomo a uomo”.

– Perché proprio il genere MM? Sinceramente, non ne ho idea! *ride* Ho sempre scritto male to male, semplicemente. È stato naturale come respirare.

– Il personaggio principale di “Numero sconosciuto” è Ezram Kelland? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi.

È un essere umano che può essere descritto con gli aggettivi: divertente, amorevole, coraggioso.

– Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Nel mio romanzo la storia tra Ez e Numero Sconosciuto si evolve nell’arco di diversi mesi, perciò la crescita personale di entrambi e come coppia non avviene in un lampo. Ho scelto questa tipologia di crescita perché detesto leggere quei mutamenti di due pagine che mi capita di trovare spesso nei libri; e perché penso che nella vita ci voglia tempo e pazienza per apprendere le lezioni che arrivano. Perciò i personaggi DEVONO crescere, ma coi loro tempi e in maniera coerente con la loro caratterizzazione.

– Vive una storia d’amore? Con lo Sconosciuto, ma anche col suo amico Chester e la sua famiglia. Esistono tanti tipi di amore, ed Ezzy nella sua storia non vive solo quello romantico.

– Se una mattina lui si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Penso che se Ez si svegliasse in un corpo diverso, urlerebbe dallo choc e poi si complimenterebbe con se stesso per il bel figurino che è anche da donna! *ride*

– Se si svegliasse animale cosa sarebbe e come reagirebbe? Sarebbe un cucciolo di cane iperattivo che mordicchia tutto e infastidisce l’intera famiglia. Un po’ quello che fa anche adesso, ma senza che nessuno possa capire quello che dice! *ride*

– Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Mi sgriderebbe dicendomi: «Ma non potevi darmi uno Sconosciuto meno complicato?», ma poi mi ringrazierebbe perché Sconosciuto è proprio quello che desiderava.

– Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio a Baltimora? La prima cosa che ho immaginato, oltre ad Ez che manda messaggi sul cellulare, è stata la sua numerosa famiglia onnipresente e ingombrante. Considerando il legame strettissimo che hanno, mi servivano dei posti vicini in cui farli abitare, perché mamma Kelland non avrebbe mai sopportato di avere il suo bambino troppo lontano! Conoscevo Annapolis perché è stata casa di un’amica e mi aveva mandato foto e racconti, quindi mi piaceva omaggiarla facendoci vivere la famiglia di Ez. Vicino ad Annapolis – all’incirca alla stessa distanza – ci sono Washington e Baltimora. Considerando che avevo detto che Ez aveva frequentato la scuola di polizia a Washington, ho deciso di farlo vivere a Baltimora, che era anche più vicina alla città natale di Numero Sconosciuto.

– Secondo te, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? In un fantasy è pressoché fondamentale, a mio avviso. È la base da cui parte tutto. Bisogna raccontare in maniera convincete al lettore questo mondo che non conosce, per far sì che si senta anche lui abitante.

– Oltre a scrivere “Numero sconosciuto”, ti sei cimentata nella promozione da sola? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? No. Sono davvero incapace in queste cose! Ho chiesto ad alcune amiche di scegliere loro le citazioni per fare delle card e immagini con estratti, perché io non so quali possano andare bene. *ride* Per fortuna che ci ha pensato la Triskell al posto mio!

– Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? Uhm… Non saprei. Forse un book trailer, visto che non so neanche da che parte cominciare! lol

– Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? Da ragazzina disegnavo moltissimo. Adesso ho poco tempo e quel poco che mi rimane tra una cosa e l’altra lo dedico alla scrittura, ma se posso coltivo la passione per la fotografia.

– Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? Ho un blog personale (http://autumnsaper.blogspot.it) dove inserisco gli aggiornamenti sui miei lavori, le recensioni ai libri che mi piacciono e alcune esperienze per me significative come i viaggi o eventi particolari.

– Sei una rilettrice di bozze/editor/revisore? No. Detesto rileggere le mie, figuriamoci avere la pazienza di farlo per altri! *ride*

– Quanto ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato “Numero sconosciuto”? Prima di tutto l’ho riletto io. Poi l’ho fatto leggere alla mia amica e successivamente di nuovo io. Dopodiché l’ho mandato alla Triskell e per quasi un anno non ci ho più pensato. È toccato a Francesca Cecchi, la mia editor e responsabile della sezione Rainbow della Triskell Edizioni, fare il lavoraccio e rendere leggibile quello che prima non lo era. Santa donna!

– E-book o Cartaceo? Ormai mi sono adattata agli ebook, anche se l’odore della carta e la sensazione delle pagine tra le dita è impagabile.

– Su cosa sei solita scrivere? Solo al computer. Non avrei mai la pazienza di ricopiare tutto su Word, se scrivessi a mano.

– Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? Ascoltare della musica durante la stesura di un romanzo o di un racconto è fondamentale. Se non ascolto niente non riesco a concentrarmi.

– Come è nata la cover? Da Barbara Cinelli, presidentessa della Triskell Edizioni, e la sua pazienza. Abbiamo dovuto fare un paio di prove a causa delle mie richieste, ma ne è valsa la pena, visto il risultato finale!

– Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Ho firmato recentemente per il due della serie Wildfire, “Rincorrendo la felicità”, che sarà su Chester Wood, il migliore amico di Ez. Dovrebbe uscire all’inizio del 2019. Ma se riuscirò a scrivere qualcosa di valido, magari usciranno prima le antologie.

– Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….

Visto che un’idea ve la siete fatta, vi metto questo piccolo estratto che parla proprio della storia d’amore tra Ez e il suo Sconosciuto e magari può incuriosirvi!

 

Fremetti impaziente, ma cercai di frenarmi. Poteva anche star mentendo. L’avevo visto fare tante volte. «Perché?» domandai con voce rotta. Sentivo gli occhi bruciare, ma non avrei pianto. «Perché dopo tutto questo tempo?»

«Perché in questi quattro mesi che non siamo stati insieme…» sospirò, sofferente. «Mi sei mancato così tanto, Ez…»

 

Grazie ancora per avermi ospitata! xoxo

Intervista #33 – Elle Eloise

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Questa volta tocca a un’autrice nostra. 😉

ELLE ELOISE

 

Ciao Elle, benvenuta sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo dalle domande di rito…

Chi sei? Sono una moglie, sono un’impiegata, sono una figlia e una sorella, sono un’amica e una donna che si sente ancora troppo ragazzina. Mi piace pensare di essere una scrittrice, o almeno di provare a diventarlo. 😊

Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Sono una ragazza con dei sogni molto grandi e una vita troppo piccola.

La tua paura più grande in questo momento qual è? La mia paura più grande è quella di escludermi completamente dalla realtà (il titolo How to disappear completely non è un caso), cosa che spesso mi capita quando sono ingarbugliata con la testa tra le mie storie e i miei personaggi. La mia paura più grande è venire fagocitata dal mondo che io stessa ho creato.

Descrivi te stesso attraverso:

un colore: azzurro

un profumo: Flower by Kenzo

un fiore: margherita

un animale: un gatto (pigro e coccoloso)

un luogo: un lago di montagna

un libro: Harry Potter (tutta la serie, con una predilezione per il quinto)

una canzone: “I can’t find my way home” dei Blind Faith

Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Mi sono sentita smarrita dopo che ho perso mia madre, quattro anni fa. Era malata da un anno, si è spenta davanti ai miei occhi ed è stata l’esperienza più terrificante che abbia vissuto in 35 anni di vita (ebbene sì, non sono una ragazzina! 😊). È stata la scrittura a permettermi di superarla. La serie How to disappear completely parla proprio di questo, di come elaborare il lutto, di come possiamo superare gli eventi che spezzano una vita in due, un “prima” e un “dopo”. Ma è soprattutto un inno alla vita, il monito di vivere ogni secondo con la testa e con il cuore, di non essere mai assente da se stessi, dalla vita, dagli affetti. Non sprecare niente, essere attenti a ogni piccola cosa. Ogni romanzo della serie parla proprio di questo

La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? Tutto influisce perché fa tutto parte di me, anche quando non sempre me ne accorgo, è tutto tra le pagine dei miei romanzi.

Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? Alcuni sanno che scrivo, mi appoggiano, mi leggono anche, mi sostengono e mi consigliano. Io non saprò mai ringraziarli abbastanza.

Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Alla me ventunenne direi “Che stai aspettando? Torna a scrivere romanzi!”. C’è stata tutta una parte della mia vita (l’università) in cui non ho più scritto, se non la sceneggiatura per un pilot di una serie tv ambientata a Torino, un progetto rimasto purtroppo sulla carta.

Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia?  Domanda difficile. Della mia scrittura direi che è “cinematografica”. Avendo studiato cinema all’università ormai ragiono per immagini, non posso descrivere un personaggio o una scena senza mostrare. Scrivo come se fossi una regista. Dirigo i personaggi come se fossero attori.

Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? Il filo conduttore è la scomparsa (metaforica o reale) di una persona che in qualche modo innesca tutti gli eventi. Sara fugge da casa nel primo libro, nel secondo è scomparsa una prostituta nel vecchio quartiere di Paolo e Noemi, ma anche la stessa Noemi appare quasi come una ragazza scomparsa dalla vita di Paolo per anni e finalmente ritrovata, molto cambiata, in età adulta. Nel secondo si affronta anche la scomparsa di Monica in modo più pragmatico rispetto al primo libro. Nel terzo romanzo chi scompare è Alice, la sorella gemella di Francesco. Nel quarto libro si parla della scomparsa di Max, uno dei personaggi citati nel primo libro, e di come suo fratello affronti la sua morte.

Dopo aver pubblicato How to disappear completely che progetti hai? Pubblicare ancora e ancora e ancora. Scherzo, sto scrivendo, non mi fermo mai. Ora uscirà il quarto romanzo della serie, poi nel 2018 usciranno le novelle sui personaggi di Marco, Alice, Ozzy e Denis, e infinite sto ricominciando a lavorare sul fantasy-distopico che mi tiene sveglia da un anno e mezzo.

Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Amo ovviamente il romance new adult, ma anche i romanzi young adult. Adoro i distopici, gli urban fantasy e i paranormal.

C’è un libro che rileggeresti mille volte? La stagione della falce di Samantha Shannon. Lo letto due volte, ma potrei ricominciarlo da capo anche oggi.

Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Di tenere a mente il proprio obiettivo. Ogni giorno, prima di cominciare a scrivere, dovrebbe rispondere a questa domanda: “perché scrivo?”.

Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? Non saprei, fosse per me no. Ma l’ultima parola su questo la lascio all’editore, perché mi ha sempre suggerito al meglio e lo farebbe anche questa volta.

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Avere una vita piena con mio marito, fino a invecchiare insieme. Arrivare in libreria con la Delrai Edizioni. E infine vorrei che i miei fantasy e distopici piacessero come i romance.

Che rapporto hai con gli animali? Bello, adoro i cani. Devo sempre accarezzarli se li vedo per strada. Sempre.

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…o meglio della tua saga!

Titolo: Apri gli occhi e comincia ad amare – How to disappear completely 1

Genere: romance new adult

Pagine: 466

Formato: sia ebook che cartaceo

Dove lo si può acquistare (links): in tutti gli store online, metto il link ad amazon

https://www.amazon.it/occhi-comincia-amare-Disappear-Completely-ebook/dp/B01N41SLL4

Titolo: Tu che colori la mia ombra – How to disappear completely 2

Genere: romance new adult

Pagine: 470

Formato: sia ebook che cartaceo

Dove lo si può acquistare (links): in tutti gli store online, metto il link ad amazon

https://www.amazon.it/che-colori-ombra-Disappear-Completely-ebook/dp/B06XBZ81FH

Titolo: Il tuo sorriso controvento – How to disappear completely 3

Genere: romance new adult

Pagine: 500

Formato: sia ebook che cartaceo

Dove lo si può acquistare (links): in tutti gli store online, metto il link ad amazon

https://www.amazon.it/tuo-sorriso-controvento-Disappear-Completely-ebook/dp/B073PZ6T66/

Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

Apri gli occhi e comincia ad amare parla di Sara, una ragazza che, per superare un trauma, si ritrova in un paesino di montagna in Austria. Lì conosce Isaak con il quale instaura, non senza difficoltà, un’amicizia e poi una relazione. Tu che colori la mia ombra invece parla di Paolo (che incontriamo anche nel primo) e del suo modo di affrontare i suoi demoni, con l’aiuto di Noemi, la nuova coinquilina dell’appartamento che condivide con i suoi amici. Infine Il tuo sorriso controvento, parla di Francesco, l’ex fedifrago di Noemi, che si ritrova in viaggio negli USA per ritrovare la sorella che è di nuovo fuggita dalla sua famiglia per motivi che nessuno conosce. Un viaggio che affronta con la sua vicina di casa Olivia, e che servirà più a ritrovare se stessi che a riportare la sorella a casa.

– Com’è nata l’idea che ha dato vita alla serie? Avevo un’immagine in testa, dopo la morte di mia madre, che ben rispecchiava la mia situazione interiore: una ragazza con ferite dentro e fuori, una punk, che si ritrova in un paesino di montagna con un borsone in spalla, a guardarsi intorno spaesata e spaventata.

Com’è nato il titolo? A parte Apri gli occhi e comincia ad amare, mi lascio ispirare dai testi delle canzoni. “How to disappear completely” è una canzone dei Radiohead. Tu che colori la mia ombra si ispira a un testo di Alberto Bianco, nella canzone Aeroplano. Il tuo sorriso controvento riprende un brano dei Subsonica, Il cielo su Torino.

Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Non credo che il mio libro possa cambiare il mondo o le persone, ma credo che lasci un solco, una traccia. Perché è un libro profondo e perché parla di temi universali. Inoltre ogni storia è guardata da diverse prospettive e ci insegna che non esiste una verità sulle cose, ma solo infinite possibilità.

È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? La serie costituisce il mio esordio, ma ho molti romanzi nel cassetto.

Perché proprio il genere romance? L’amore tra due persone, la relazione con l’altro, per me è il modo più semplice per sviscerare l’animo umano e per trattare tematiche profonde e introspettive. Uso la storia d’amore quasi come pretesto per parlare anche di molto altro.

Il personaggio principale di Apri gli occhi e comincia ad amare è SaraÈ un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi. INTROVERSA, AGGRESSIVA, CONFUSA

Il personaggio principale di Tu che colori la mia ombra è Paolo? ARRABBIATO, SCOSTANTE, PASSIONALE

Il personaggio principale di Il tuo sorriso controvento è Francesco? ESUBERANTE, INCONSAPEVOLE, DEPRESSO

Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Mi piace farli evolvere a piccoli passi molto misurati. Odio quei romanzi in cui non è curato bene lo sviluppo e i personaggi fanno un salto, diventando completamente qualcun altro alla fine del romanzo. Nei miei libri cerco di dosare, di non esagerare solo per creare finali sensazionalistici.

Vive una storia d’amore? Sì, in tutti e tre.

Se una mattina lui/lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Sara si guarderebbe le ferite allo specchio: le vuole vedere al loro posto, anche se maschio. Paolo credo urlerebbe, perché in fondo è un villano maschilista. Francesco si solleverebbe la maglietta per guardarsi le tette 😉

Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Sara sarebbe un gatto, affettuoso solo quando non soffia o graffia. Paolo un cane feroce, uno che fa paura anche se poi non morde. Fra sarebbe un pesce rosso, un po’ smemorato. Chi vuole intendere intenda 😉

Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Sara direbbe “quindi tutto questo è colpa tua!”. Paolo con la cicca in bocca borbotterebbe “E tu che vuoi?”. Fra si avvicinerebbe con voce suadente e il sorriso sornione: “Ciaaaaooo.”

Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio in quelle particolari location? Per il primo mi serviva una location lontana e un po’ sperduta: Sankt Jakob, un paesino nel Tirolo austriaco, è un paradiso che ho avuto il piacere di conoscere. Per il secondo, che è una storia di periferia, ho utilizzato la mia città Torino: piovosa e ombrosa come il suo protagonista. Per il terzo si parte da Torino ma poi sono i paesaggi sconfinati degli USA a far da contorno al loro viaggio. Mi serviva che Francesco e Olivia toccassero la parte più selvaggia di se stessi, quella più inconscia e libera. Mi sembrava una location appropriata. Sono tutti posti che ho visto con i miei occhi, non amo ambientare i romanzi in posti che non conosco.

Secondo te, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Come in tutti i libri, il contesto definisce i personaggi e i personaggi fanno vibrare il contesto, dandone un’interpretazione. Il lettore vive attraverso i loro occhi. Uomini che odiano le donne non sarebbe la stessa cosa se non fosse ambientato in Svezia. Questo vale anche per i miei romance: non ho scelto location casuali. Quindi per creare un modo nuovo nel fantasy bisogna essere precisi nei dettagli, bisogna che sia vero e soprattutto verosimile, per rendere veri i personaggi.

Oltre a scrivere , ti sei cimentata nella promozione da sola? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Si occupa di tutto il mio editore che non smetterò mai di ringraziare. Io devo solo scrivere, ed è meraviglioso.

Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? Un film, vorrei che le quattro storie di How to disappear completely diventassero quattro film, o una serie tv: dodici puntate per libro. Secondo me è fattibile, anche perché quando scrivo ragiono da regista J

Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? Ascolto musica, guardo film e serie tv… ma non saprei fare altro oltre a scrivere. Un altro mio sogno è quello di diventare sceneggiatrice di serie tv.

Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? No

Quanto ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzata la serie? Tantissimo: le mie amiche o colleghe leggevano le bozze, altre mi segnalavano i refusi, le blogger che mi hanno sostenuta e infine Malia Delrai, senza la quale non avrei saputo dare il giusto valore ai miei scritti.

E-book o Cartaceo? Perché scegliere? Amo entrambi. Non sono una purista. 😉

Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? Una volta sì, ora completo silenzio.

Come è nata la cover? Volevamo che la coppia emergesse e che sembrassero locandine di film più che cover di libri. Catnip Design ha fatto un strepitoso.

Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Dovrebbe essere a novembre, il quarto libro della serie: è la storia di Samuel, il fratello di Max che era citato nel primo libro. La lei della storia sarà Mia, una ragazza balbuziente, compagna di corso del protagonista. Si parlerà moltissimo di teorie sul cinema e ovviamente non mancheranno i flashback, come in tutti i libri della serie. Farà commuovere ma sarà anche divertente. Per ora non credo di poter dire altro. 😊

Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro…. 

Ho scelto un pensiero di Olivia in Il tuo sorriso controvento.

‘Ora mi ritrovo in questa nuova forma, un mucchietto di ossa e di muscoli contratti, il rimasuglio di una pianta arida che sopravvive in mezzo a un deserto e che agogna un po’ d’acqua per vivere ancora, alba dopo alba, tramonto dopo tramonto. Con un altro bacio, Francesco mi rende di nuovo la vita, il suo respiro caldo mi dona ossigeno, mi nutre, mentre le sue mani plasmano il mio corpo come lui lo vuole.’

 

Intervista #32 – Malia Delray

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Questa volta tocca a un’autrice che la nostra founder stima tantissimo e che ha pedinato  per un anno intero. 😉

MALIA DELRAY

 

Ciao Malia, benvenuta sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda.

Ciao, grazie dell’ospitalità. Riesco a rispondere dopo secoli, ma finalmente eccomi qui, pronta a sproloquiare. 😛

Iniziamo dalle domande di rito…

Chi sei? Malia Delrai.

Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Malia la più figa, la più brava, la più intelligente (basta che ci credo io) Delrai. 😀 AHAHAHA

La tua paura più grande in questo momento qual è? Il fallimento della mia casa editrice.

Descrivi te stesso attraverso:

un colore: bianco (anche se ingrassa ahahah)

un profumo: cannella

un fiore: dalia

un animale: lupo

un luogo: la montagna, l’inverno, la neve

un libro: Uno? Nooo, tutti quelli della Delrai Edizioni. 😛

una canzone: Spogliarmi di Francesco Gabbani

Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Sì, vivo un’intera vita in continuo smarrimento, sono tuttora smarrita, ma ogni giorno mi rendo conto di quanto sia bello quello di cui mi circondo, delle cose semplici che possono dare tanto e allora cerco di trovare il senso. Questo mi fa stare bene e riesco ad andare avanti serenamente: il senso, è molto importante per superare qualsiasi negatività. Vivere una vita insensata ti porta allo stare male.

La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? Il mio lavoro tanto. Facendo l’editore ormai non riesco più a scrivere, il tempo libero lo passo con mio marito. Per fortuna l’editoria è una mia grande passione, e quindi la vivo molto bene. Un giorno però mi piacerebbe tornare a scrivere. Per il marito… povero, deve sottostare alle dure leggi dell’editoria anche lui, come il mio cagnolino.

Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? Diciamo che non me ne curo. Non conoscendo il mondo della scrittura, tutti sottovalutano ciò che faccio, soprattutto poi quando dico che scrivo erotici. A volte penso che ognuno abbia il suo mondo ed è quello a cui deve rendere conto, il resto delle persone non si può pretendere che capiscano, condividano, o abbiamo un’opinione positiva. Ho imparato così a non prendermela se qualcuno giudica male o non si rende conto dell’importanza che la scrittura ha per me, non possiamo essere tutti uguali, per fortuna.

Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Circa dieci anni fa, penso, e le direi: sposati più giovane, molla quello che stai facendo e credi nell’amore, credi nell’uomo che hai vicino. Fidati di lui, perché ti aiuterà a realizzare il tuo sogno. Non avere paura di sbagliare e di andartene via, scegliendolo a discapito di ogni cosa, anche della tua famiglia.

Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Sarei troppo saccente se lo sapessi. In realtà non ne ho proprio idea. Io ci metto il cuore, mi diverto, poi se piaccio sono felice, e se non piaccio, be’, va bene lo stesso. Potrei anche non distinguermi affatto, chissà.

Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? La passione per la scrittura, questo accomuna le mie opere. Una reale passione, che quando scrivo mi assorbe la mente. Non c’è altro che mi fa stare così bene e male allo stesso tempo, che mi trasporta in un altro mondo, che mi fa sognare. È banale, io credo che tutti gli scrittori abbiano questo aspetto, ma forse quello che mi fa capire che “passione” è la risposta giusta alla tua domanda è la costanza, la volontà con cui ogni giorno affronto le nuove righe che scrivo, anche alzandomi la mattina prestissimo solo per buttare giù una paginetta prima che la vita lavorativa mi trasporti via.

Dopo aver pubblicato ROMAN, che progetti hai? Non saprei. Se parli della me scrittrice, ho paura che ci vorranno anni per vedere una mia prossima pubblicazione. Brutto da dire, ma è così.

Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Sto imparando a non avere un genere preciso. Sto imparando nel mio lavoro ad apprezzarli tutti. Devo dire che fare l’editore mi sta insegnando a essere una vera lettrice. Prima forse non lo ero a sufficienza.

– C’è un libro che rileggeresti mille volte? Tutti i libri della Delrai Edizioni. Sono fantastici.

Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Impegnati, dai il massimo, e ce la farai. Non avere paura, perché non c’è niente che non possiamo fare se crediamo in noi stessi. E… se vuoi ti do una mano per la pubblicazione su Amazon e Createspace. Ahahaha.

Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? Già uso uno pseudonimo. Non ho niente contro gli pseudonimi sinceramente, purché siano associati a persone reali che hanno voglia di mettersi in gioco. Gli spaventapasseri a scomparsa urtano anche un po’ me, però alla fine non mi hanno fatto nulla, quindi… c’è posto per tutti!!

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Si deve stare attenti a ciò che si desidera.

  • Vorrei sapere la verità sull’inizio del mondo.
  • Vorrei poter viaggiare nel passato e conoscere la storia.
  • Vorrei poter sapere cosa ci attende dopo la morte.

Che rapporto hai con gli animali? Un bel rapporto, purché non siano insetti. XD AHAHAHAH [Qui, noi ci prendiamo un minimo spazio per salutare Semola]

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: Piacere Russo (la serie dei sei); Lezione di Carne, Amore da inchiostro.

Genere: Erotico, Romance

Pagine: Oddio, la serie insieme più o meno sulle 1350 pagine. Lezione di Carne circa 400, Amore da Inchiostro circa 450.

Formato: sia in ebook che in cartaceo.

Dove lo si può acquistare (links): Su Amazon. Devo inserirli per forza? 😛

  1. https://www.amazon.it/te-Piacere-Russo-Malia-Delrai-ebook/dp/B06XFZB2YN/ref=sr_1_5?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1504010460&sr=1-5
  2. https://www.amazon.it/Amore-Inchiostro-romanzo-amarti-editor-ebook/dp/B01HVIB2TG/ref=sr_1_2?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1504010460&sr=1-2
  3. https://www.amazon.it/Lezione-Carne-Lezioni-Divine-Vol-ebook/dp/B00QHGAU10/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1504010460&sr=1-1

 

Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

Tutti e tre? Vediamo… Piacere Russo parla della storia d’amore tra un mafioso russo e una ragazza italiana qualunque. Lezione di Carne è la storia d’amore tra il dio Dioniso, dio del sesso, e una giovane universitaria (non posso svelare chi sia), Amore da Inchiostro sono in realtà due storie legate al mondo della scrittura e dell’editoria, molto molto romantiche.

Com’è nata l’idea che ha dato vita ai tuoi romanzi? Ehhh, questa è una domanda difficile. Spesso le mie storie nascono per sfida o per gioco, quindi è molto probabile che tutti i miei romanzi siano stati frutti di un’idea condivisa in amicizia che poi ha preso vita.

Com’è nato il titolo? Sono pessima nella scelta dei titoli per i miei romanzi, mi faccio aiutare dalla musica, mi ispira molto.

Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Oddio, nessuna delle mie storie cambia il mondo e le persone, però penso che possano donare qualche momento lontano dalla realtà difficile di tutti i giorni, e questo per me è già tanto. Non mi illudo di poter dare o fare di più. Perché leggermi? Perché sono simpatica, dai. 😛 AHAHAH

È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? Il primo in assoluto è stato Anime di Sangue, che poi è stato tolto dal commercio. Una storia di vampiri.

Perché proprio il genere erotico? Perché amo l’amore e tutto quello che ne consegue, quindi anche la sessualità. Mi piace davvero tanto.

– Il personaggio principale di … è ? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi.

A questo punto parlo di Roman, della serie Piacere Russo. Non è umano (ahahha), ed è semplicemente fantastico. In tre aggettivi? Imprevedibile, sensuale e stronzo.

Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Evolve la sua consapevolezza di essere in grado d’amare, pur senza redenzione. Il mio personaggio non diventa buono, rimane cattivo, ma capisce di poter essere amato nonostante tutto. Sì, è un po’ spaventoso.

Vive una storia d’amore? Assolutamente sì.

Se una mattina lui/lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Roman? AHAAHAH, penso si masturberebbe.

Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Sarebbe di certo un lupo. Un bellissimo lupo. Reagirebbe bene, penso, perché lui dentro è proprio come un lupo.

Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Vaffanculo, mi hai fatto innamorare.

Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio a San Pietroburgo? San Pietroburgo, Russia. Mi affascina da morire la Russia e la sua storia.

Secondo te, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Tanto. Devi esserne capace. In un fantasy il mondo che crei è fondamentale e fa parte della struttura, non si può affatto tralasciare. È un grosso errore che fanno moltissimi, perché oggi tutto va molto veloce e quindi ci si sofferma più sui personaggi. Sul fantasy una scelta simile è sbagliatissima.

Oltre a scrivere, ti sei cimentata nella promozione da sola? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Diciamo che ci provo, ma che non è così semplice. Poi… sono una pessima grafica e anche promoter di me stessa. Lo confesso.

Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? Ah, non saprei. È una bella domanda ma difficile. Di strumenti ce ne sono molti, e attualmente io punto soltanto a uno, ma è un segreto professionale. 😛

Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? Faccio l’editore. Vale come arte? 😛

Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? No, non ho un blog. Non avrei tempo, purtroppo. Non ho più tempo nemmeno per leggere, se non manoscritti per lavoro. Uffi.

Sei una rilettrice di bozze/editor/revisore? Sono tutto, ma lo faccio per la mia casa editrice. Tutto e di più. Ehehe.

– Quanto ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato il tuo progetto? Poco, devo dire. Non amo chiedere aiuto agli altri, mai, in nessun caso. Sono una persona a cui piace dire Grazie, ma non amo sentirmi debitrice. Ecco.

E-book o Cartaceo? Entrambi.

Su cosa sei solita scrivere? Bella domanda, per ora solo su Roman. Sono in fissa. Me ne sono innamorata.

Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? Mmh, no, nessuno. Non ci ho mai pensato, sai? Ma nessuno. Dovrei cominciare a pensarne uno divertente: vale che di solito mangio un toast e bevo Coca-cola Zero? Ma quello anche durante, è un viziaccio.

Come è nata la cover? Io mi fido molto delle grafiche con cui lavoravo per le copertine dei miei self, tutte molto brave devo dire. Hanno scelto loro e io mi sono affidata al loro gusto. Ora lavoro con una grafica che è una bomba, la amo, è la migliore: Catnip Design.

– Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Sì, certo! Andrò avanti con una serie legata a Piacere Russo, I lupi di Tambov, che riguarda sempre la mafia russa. Spero almeno di riuscire. SPERO TANTO! Per ora scrivere è davvero difficile per me che ho aperto una casa editrice, ma la volontà di riuscire mi accompagna anche in questo.

Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….

Se non provi Malia Delrai, godi solo a metà. AHAHAHAHHA. (E fu così che nessuno lesse)

Intervista #31 – Giulia Previtali

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Ci siamo presi qualche giorno di vacanza, ma ormai siamotornati per voi e con voi! Questa volta tocca a … 😉

GIULIA PREVITALI

Ciao Giulia, benvenuta sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo…

– Chi sei?– Mi chiamo Giulia Previtali e ho 23 anni, ma i miei amici mi chiamano Juls, Juliet o Giuly.

La tua paura più grande in questo momento qual è? Non essere ammessa alla magistrale/compromettere il mio futuro.

Descrivi te stesso attraverso:

un colore: Rosso

un profumo: ‘Muschio bianco’ di Alyssa Ashley

un fiore: Orchiedea

un animale: Scoiattolo

un luogo: Firenze

un libro: ‘Il Piccolo Principe’ di A. Exupéry, oppure “L’Angelo Caduto” di Susan Ee.

una canzone: ‘Strange’ di Kerli.

Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Sarà banale, ma le mie più grandi passioni sono il canto e la scrittura. Nei momenti in cui sono smarrita non riesco a fare queste due cose e quindi questo complica di un bel po’ la faccenda. Alla fine tengo duro e chiedo aiuto se proprio non riesco a uscirne.

La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? Influiscono moltissimo e spesso in maniera negativa. Se c’è qualcosa che non va nella mia vita lo esterno nella scrittura. Magari modificato, romanzato… certo. Ma metto davvero – forse troppo – di me nella scrittura.

Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? Sì, lo conoscono. Spesso mi dicono che è un male mettersi così tanto a nudo in una storia. In maniera scrupolosa e critica. Ma in fondo, è questo che voglio.

Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Andrei indietro a quando avevo sedici anni e mi direi che non è in quel modo che si affrontano gli ostacoli. Ah, e di non prendere esempio da persone che preferiscono apparire che essere.

Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Oddio, non saprei. Io adoro le virgole, ma allo stesso tempo le frasi troncate in alcuni momenti. A questo non so proprio rispondere: dovremmo chiedere a chi legge! ahaha

– Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? Sì, ha un filo conduttore. Quello che scrivo oggi non sarei riuscita a scriverlo anni fa. Ma senza quello che avrei scritto anni fa non sarei qui oggi. Beh, sicuramente le accomuna il fatto che i miei personaggi, femminili soprattutto, hanno spesso la pretesa – verso loro stesse – di essere perfette. Quando in realtà è impossibile esserlo. Tanti miei personaggi femminili sentono moltissimo il confronto con l’idea di perfezione fisica che la società richiede.

Dopo aver pubblicato, che progetti hai? Per ora sto scrivendo un altro libro, di tutt’altro genere.

Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Oh sì! Adoro il fantasy, il distopico, il narrativo e, ammetto, un po’ di fantascienza che non guasta mai!

C’è un libro che rileggeresti mille volte? ‘Il Piccolo Principe’.

Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Le case editrici, purtroppo, non sono così “limpide” come sembrano. Spesso ti modificano tutto il libro pur di vendere o pubblicare. La scelta sta nel “snaturare un po’ la storia” e quindi pubblicare con loro, oppure pubblicare il libro come lo abbiamo scritto da self. Inoltre, tante CE sono a pagamento e, spesso, fanno un editing incommentabile.

Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? In realtà ero indecisa anche se usare lo pseudonimo per questo libro! Quindi sì, credo di sì. Per adesso è un sì.

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Oh, difficile. Allora direi: guadagnarmi da vivere come scrittrice, andare a vivere ‘da sola’ (nel senso di uscire di casa) e… credo che il terzo sia più personale.

Che rapporto hai con gli animali? Stupendo! Ho una cagnolina stupenda di nome Macky! Ma… ho il terrore degli insetti.

 

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: ‘Le Profezie di Fryne’

Genere: Fantasy-romance.

Pagine: 269.

Formato: ebook

Dove lo si può acquistare (links): https://www.amazon.it/profezie-di-Fryne-Giulia-Previtali-ebook/dp/B073RQBJ1D/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1501331650&sr=8-1&keywords=le+profezie+di+Fryne

https://www.ibs.it/profezie-di-fryne-ebook-giulia-previtali/e/9788899768911

http://www.mondadoristore.it/Le-profezie-di-Fryne-Giulia-Previtali/eai978889976891/

http://www.lafeltrinelli.it/ebook/giulia-previtali/profezie-fryne/9788899768911

Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

“Il regno di Fryne è luogo di pace governato da uomini retti, giusti, o, almeno, così gli ambasciatori e i messi dicono, perché la realtà e la storia spesso divergono. Un tempo, ci fu una guerra durata anni di cui pochi osano parlare e di cui molti oggi non ne conservano che il vago ricordo, ma durante la quale gli dèi stessi, decisi a creare un futuro degno del loro credo, intervennero creando il panico e contrastando tutto ciò che l’uomo aveva creato.
Tra profezie che intrecciano passato e presente, il mondo confiderà in una ragazza dagli occhi cangianti e i suoi compagni umani, forse troppo umani per un compito così difficile. La strada è in salita e impervia. Per salvare l’umanità, Ivy dovrà sacrificare ciò che ha di più caro. Sarà pronta ad accettare il proprio destino e salvare il mondo da una guerra catastrofica e un dominio di sofferenza?”

Com’è nata l’idea che ha dato vita a  Le profeze di fryne? Tutto è cominciato grazie ad una sessione di Pathfinder con i miei amici.

Com’è nato il titolo? All’inizio doveva essere una saga. E in questa ci sono profezie, quindi ho pensato che potesse andare bene.

Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Io non penso che la mia storia possa cambiare il mondo, spero però che possa emozionare/allietare.

È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro?  È il mio libro d’esordio.

Perché proprio il genere fantasy? Lo adoro da quando sono piccola. Romantico… è una cosa che non è stata completamente inserita da me.

Il personaggio principale di le profezie di fryne è? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi. Il personaggio principale è Ivy Abbadon ed è una mezzelfa. Cocciuta, dolce, coraggiosa.

Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Ivy inizia il suo viaggio che ha diciassette anni e non ha mai visto il mondo. Conosce solo il culto di Oberion, il Dio della Distruzione, che non venera. Verrà a contatto con culti diversi, profezie e conoscerà l’amore. Ma soprattutto dovrà essere disposta a sacrificare tutto ciò che ha di più caro.

Vive una storia d’amore? Sì.

Se una mattina lui/lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Conoscendola? Beh, non starebbe nemmeno più attenta a come parla o a come dice ciò che pensa.

Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Sarebbe una volpe. Beh, credo che si spaventerebbe com’è normale che sia.

Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Che sono stata proprio dura con lei. Ma poi mi ringrazierebbe.

Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio a Fryne? È un mondo che ho creato io.

Secondo te, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Moltissimo. L’ambiente è importante, soprattutto per generi come il fantasy/ la fantascienza. Se il mondo è creato dallo scrittore, esso deve essere in grado di mostrarlo al lettore.

Oltre a scrivere, ti sei cimentata nella promozione da sola? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Sì, malgrado il contratto, mi sto facendo promozione da sola con una pagina, lo spam… e sto cercando qualcuno che mi aiuti a fare dei book trailer.

– Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? Beh sicuramente non solo di spam. O, nel caso sia di spam, che non sia semplicemente “metti il link e spera”.

Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? Canto da quando avevo cinque anni.

Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? Ho una pagina autrice su Facebook, si chiama “Giulia Previtali Autrice”. La casa editrice mi ha consigliato di aprirla.

Sei una rilettrice di bozze/editor/revisore? Sono una beta da un sacco! E mi piace davvero farlo.

Quanto ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato il tuo progetto? Il mio ragazzo Simone, la mia amica Veronica, in arte HimenoShirotsuki.

E-book o Cartaceo? Ebook ma spero di raggiungere le 300 copie per un possibile cartaceo.

Su cosa sei solita scrivere? Un mio quadernetto che mi porto sempre dietro, ma da quando ho il pc portatile nuovo scrivo su quello.

Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? Mi metto seduta sul letto a gambe incrociate e bevo del tè caldo se è inverno, se no del tè freddo se è estate.

Come è nata la cover? Me l’ha disegnata in un tempo brevissimo la mia amica e artista Barbara Astegiano.

Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Sarà sempre un fantasy, ma mooooolto più romantico. Anzi, possiamo dire che sarà una storia d’amore con ambientazione fantasy.

Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….

“Grida nell’ombra. Acute, sommesse, piene di dolore. Freddo e gelo che si espandevano dal viso in tutte le estremità del corpo. Odore di sangue, di carne in putrefazione e di escrementi. Ivy cercò di aprire le palpebre, ma vide tutto buio. Poi, in un angolo, apparve un piccolo frammento di luce lunare.”

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