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ANTEPRIMA SPECIALE – GIULIA AMARANTO

#SpecialeAnteprima #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia #NuovaUscita #SosteniamoINosriAutori

Ogni tanto lo sapete, ci piace proporvi libri che escono freschi freschi o che stanno per uscire e che VOI DOVETE LEGGERE.

SELVAGGIA VOGLIA DI TE

di 

GIULIA AMARANTO

22710107_441663339562532_750879306_n.jpg Titolo: Selvaggia voglia di lei

Autore: Giulia Amaranto

Genere: Racconto erotico/d’amore F/F

Prezzo: € 1,99 (gratis con K. Unlimited)

Data pubblicazione: 20 OTTOBRE 2017

Formato: ebook

Editore: AUTOPUBBLICATO

 

LINK ACQUISTO: https://www.amazon.it/Selvaggia-voglia-lei-Giulia-Amaranto-ebook/dp/B076FM4MP1/

 

 

Sinossi

 

Selvaggia è una ragazza senza pudore. Ogni sera, nel suo pick-up, si esibisce per gli uomini del piccolo paese di campagna in cui abita. Quando il suo spettacolo erotico termina, prova un vago senso di vuoto, ma ormai non riesce a fare a meno di esibirsi. Una sera, però, una ragazza del paese le fa una scenata in pubblico durante uno spettacolo, facendola sentire per la prima volta una svergognata. Selvaggia è incuriosita da quella bellissima signorina “perbene”, che si chiama Marianna, e pian piano comincia a farsi strada nella sua vita. La curiosità fa presto spazio a una attrazione irresistibile e Selvaggia comincia a provare una intensa passione per lei. Qual è il segreto che Marianna nasconde e che infiammerà ancora di più il cuore e il corpo di Selvaggia?

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INTERVISTA #37 – GABY CRUMB

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia #NoiSosteniamoTuttiGliAutori

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. 😉

GABY CRUMB

 

Ciao Gaby, benvenuto sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo dalle domande di rito…

– Chi sei? Sono una donna di ormai 40 anni che ama, da sempre, leggere e scrivere. Che ama raccontare d’amore.

Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Sono un’eterna sognatrice, che vive spesso con la testa tra le nuvole. Le storie che creo vivono dentro di me costantemente. Hai presente un harem di uomini pronti a raccontarti tutti i loro più sordidi segreti… ecco questa è la mia mente…e io mi diverto un sacco.

La tua paura più grande in questo momento qual è? Come autrice, la mia aura è sempre la stessa, ho paura di essere noiosa. Di non riuscire a trasportare chi mi legge attraverso le emozioni che penso, spero, di raccontare.

Descrivi te stesso attraverso:

un colore: sono tutta una gamma di sfumature di blu.

un profumo: profumo di pioggia e terra bagnata

un fiore: sono un fiore di loto.

un animale: sono un cane

un luogo: il mare

un libro: Siddartha

una canzone: più che una canzone sono una melodia. Dolce, sofferta, graffiante.

Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Tutti i momenti no della mia vita li affronto ritrovando la calma nella scrittura. Quello è il mio porto sicuro. Il luogo in cui mi rifugio dove mi sento forte e in grado di affrontare ogni difficoltà.

La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? Devo dire che cerco di tenere separate le due vite. Più per necessità che per vero e proprio volere.

Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? Non sono moltissimi a sapere della mia doppia vita. Quasi tutti sanno che amo scrivere. Sarebbe difficile nasconderlo a chi mi conosce da una vita dato che lo faccio fin da bambina. Ma sono sempre stata molto riservata e non facevo mai leggere a nessuno ciò che scrivevo. Quelli che sanno chi è Gaby sono persone che capiscono una parte di me che non posso rendere pubblica a tutti. Loro non fanno una grande differenza tra le due, perché io stessa non ne faccio. Parlo di scrittura e di libri in entrambi i miei mondi.

Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Tornerei indietro all’età di tredici anni e gli direi di non lasciarsi condizionare nelle scelte. Avevo le idee chiare fin da ragazzina ma ho avuto paura di seguire quella strada che secondo molti era solo un capriccio.

Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? L’empatia. Lo sono abbastanza nella vita reale e cerco di imprimerlo anche nelle mie storie.

Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? Sono due i fili conduttori in realtà. Uno è introspettivo, diciamo così. Mi piace raccontare dell’amore, mi piace che vinca contro le difficoltà dell’accettazione di sé, sia da parte dei protagonisti che delle persone che gli ruotano intorno. L’altro filo conduttore è l’istintività. Quando scrivo non penso. Lascio che l’istinto guidi la storia. Quando inizio a scrivere non ho in mente un finale, o una scaletta degli avvenimenti. Ho solo in mente un personaggio e i sentimenti che prova in quel momento. Il resto lascio che venga da sé.

Dopo aver pubblicato, che progetti hai? Continuare a scrivere e provare nuovi generi. Vorrei tanto riuscire a scrivere un fantasy. Amo quel genere. Ho molte storie iniziate, altre finite ma da rivedere. Scrivo da tanti anni e mi piace mettermi alla prova. Vorrei anche avere il tempo di studiare di più. Ho molto da migliorare.

Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Sono una lettrice accanita. Oltre al gay romance, mi piace il fantasy e l’urban fantasy. Ma ho letto di tutto, dai grandi classici ai libri di psicologia.

C’è un libro che rileggeresti mille volte? Uno in particolare no. Ce ne sono diversi che ho letto tante volte. Tutti o quasi quelli di Cardeno C, la Calmes e le sue serie, la serie Armi e Bagagli. E se parliamo di fantasy o urban fantasy, alcuni libri sui draghi (che io amo particolarmente) o sui vampiri. Vado a periodi, a volte ripesco libri che ho letto molto tempo addietro altre volte un libro che ho finito due giorni prima.

Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Che prima di tutto deve capire che il self non è tutto rosa e fiori. C’è tanto lavoro da fare e sempre da imparare. Ti metti in gioco continuamente perché devi fare tutto tu e quando sbagli puoi dare la colpa solo a te stesso. Ma se sei disposta a metterci tutta te stessa allora è un mondo meraviglioso che ti dà anche la possibilità di conoscere persone splendide, come è successo a me. Ci sono gelosie tra gli autori ma anche persone che sono disposte ad aiutarti e senza un secondo fine. Poi vuoi mettere l’orgoglio di fare un buon lavoro che viene apprezzato? È elettrizzante.

Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? Io pubblico già con uno pseudonimo. Non so se ne userei un ennesimo per pubblicare un genere diverso.  Sono dell’idea che un autore debba seguire il suo istinto e le sue aspirazioni, che male c’è scrivere generi diversi? Poi ci sono mille motivi che possono spingere un autore ad usare uno pseudonimo. Il mondo della scrittura non è fatto solo di libri e lettori. Lo scrittore è anche e soprattutto una persona e se non vivi di sola scrittura e sei super famoso hai molti aspetti da considerare. C’è anche un discorso di marketing, di vendite, di aspettative. Sembra brutto mischiare il piacere di un bel libro, scritto o letto, con la mera commercializzazione ma aimè è un aspetto che non si può trascurare se entri in questo mondo.

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Riuscire ad avere una stabilità economica che mi consenta di dedicarmi solo alla scrittura. Tornare a vivere nella mia terra così da stare vicina alla mia famiglia. Viaggiare tanto. Amo viaggiare, andrei ovunque. Passerei la vita viaggiando e scrivendo.

Che rapporto hai con gli animali? Amo gli animali. Ho un cane che adoro. Lo vizio da morire ma lui è felice e quindi va bene così. Non amo gli insetti con le ali o che si muovono troppo velocemente. E ho il terrore delle farfalle. Sì lo so, è una paura assurda, ma vado completamente nel panico se mi trovo davanti un animale che sbatte le ali.

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: Dietro la maschera. Anonymous. Vol.2

Genere: gay romance

Pagine: circa 135

Formato: ebook

Dove lo si può acquistare (links): https://www.amazon.it/Dietro-maschera-Vol-Gaby-Crumb-ebook/dp/B075RVZ8Q3/ref=pd_rhf_gw_p_img_1?_encoding=UTF8&psc=1&refRID=C1RKW9K79H3F8QMSPCP9

Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

Il libro fa parte di una serie (Anonymous). Un gruppo di ragazzi, cresciuti insieme che vengono assoldati per risolvere dei casi di cui la legge non si occupa. Mentre procederanno con le indagini, nasceranno anche degli amori. È un libro che va letto in ordine cronologico. C’è un’indagine che le lega tutta la serie e a questa indagine s’intrecciano le storie personali dei protagonisti.

Com’è nata l’idea che ha dato vita a Dietro la maschera? È nata grazie alla serie precedente “Red Shadows”. C’è un filo conduttore tra le due serie.

Com’è nato il titolo? È nato sulla base della storia. Sulla particolarità che univa i due protagonisti principali.

Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Questo libro, come l’intera serie, è un libro dove c’è un pochino d’azione e tanto amore. Non mi aspetto che cambi il mondo o le persone. Vorrei fosse una piacevole lettura, una piacevole evasione e un modo per tuffarsi in una realtà che non ci appartiene giornalmente.

È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? Ho già pubblicato altri libri.

  • Il primo è stato un gratuito edito da Triskell, “Dove finisce il cielo”.

Gli altri sono tutti self:

  • Il primo della serie ANONYMOUS che dà anche il titolo al primo volume.
  • La serie DARK ROOM che si compone di Dark Room e Sotto la cenere.
  • La serie RED SHADOWS: che si compone di 5 libri (Red Shadows, Warriors, Revenge, Secrets and Lies, Forgiveness)
  • SILENT LOVE
  • ANIME FRAGILI
  • UN ATTIMO ANCORA

Perché proprio il genere gay romance? Mi piace.  Mi piace l’idea di poter raccontare le mille sfumature di un uomo innamorato e voglio che le storie d’amore tra due uomini (o due donne) vengano considerate allo stesso modo di quelle tra un uomo e una donna.

– Il personaggio principale di Dietro la maschera è?  È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi. La voce narrante è Jordan. Ma sono tutti un po’ protagonisti. Anche perché il libro è una serie. I libri sono tutti collegati. La storia d’amore di Jordan è solo in primo piano rispetto alle altre storie d’amore della serie. Mentre alla parte inerente le indagini partecipano tutti.

Com’è Jordan?  Testardo, dolce e determinato a riavere accanto a sé il suo compagno.

Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Non direi che ci sia un’evoluzione vera e propria. Non in questo caso almeno. Jordan sa quello che vuole ed è determinato ad ottenerlo. L’evoluzione può essere vista nell’acquisizione di maggiore sicurezza ma non è proprio un percorso interiore. Non è facile spiegarlo isolandolo da tutto il contesto non solo del libro ma dell’intera serie.

Vive una storia d’amore? Sì, con Hayden.

Se una mattina lui/lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Probabilmente quello che fa sempre, penserebbe al suo compagno sperando di riaverlo con sé.

Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Sarebbe un lupo.

Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Di portargli un succo di frutta ai mirtilli…

Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio a New York? Non ho un motivo vero e proprio. È più che altro legato alla serie precedente.

Secondo te, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Dipende dalla storia. Se è avvincente può essere ambientata anche in uno dei mondi già descritti tante volte (foreste incantate, mondi paralleli, ecc). È la trama che conta a mio avviso.

Oltre a scrivere, ti sei cimentata nella promozione da sola? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Non lo faccio mai. Non sono brava in questo e non ho neppure molto tempo per poterlo fare. Pubblicizzo i miei lavori nei vari gruppi, pubblico alcuni estratti dei miei libri magari accompagnandoli con qualche foto accattivante ma per il resto sono una frana…

Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? Sinceramente? Non ne ho idea. Non ho mai fatto un blog tour o organizzato un qualche particolare evento. Non me l’hanno mai proposto e io non l’ho mai chiesto perché non se so molto.  Io amo scrivere ed è l’unica cosa di cui mi vorrei concentrare anche se so che devo imparare e organizzarmi meglio anche su questo aspetto. Però posso dire orgogliosamente che i miei lettori mi seguono in tanti nonostante questa mia incapacità di pubblicizzarmi in grande stile.

Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? Amo il punto croce.  Mi rilassa.

Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? Nessun blog.

Sei una rilettrice di bozze/editor/revisore? No. magari lo fossi. Mi piacerebbe molto. Sto studiando per migliorare i miei lavori ma non sono certo all’altezza di un revisore.

Quanto ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato Dietro la maschera? Una cara amica mi aiuta regolarmente con la revisione. Io scrivo d’istinto e nello stesso modo rileggo. L’ho detto che sto studiando pian piano per migliorare…

Le prime volte che pubblicavo il mio migliore amico mi aiutava con le copertine. Ora le faccio da sola. Non sono perfette e super fighe ma prima o poi imparerò anche ad usare un programma di grafica… forse …

E-book o Cartaceo? Entrambi. Cartaceo perché non c’è nulla come il peso di un libro e il profumo delle pagine. E-book per comodità e anche per una questione economica. L’e-book arriva a molte più persone, perché costa meno e sei una lettrice accanita come me anche perché è davvero più pratico.

Su cosa sei solita scrivere? Tutto ciò che mi ispira. Prediligo uno stile dolce e introspettivo ma non mi pongo limiti ad eccezione dello storico e dell’horror. Ue generi che non amo.

Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? La musica è sempre presente. Faccio intere playlist per ogni libro.  Cerco anche l’immagine per la copertina. Voglio che parli del libro prima ancora che io ne definisca i dettagli.

Come è nata la cover? Ho cercato una fotografia che mi piacesse, che parlasse del libro in qualche modo, che lo rappresentasse.

Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? La prossima uscita sarà il terzo volume della serie Anonymous. Il titolo del libro sarà AD UN PASSO DALLA FINE.  Anche in questo libro, verranno portate avanti le indagini sul caso che lega tutti i libri della serie e ci sarà la storia d’amore di altri due protagonisti.

Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro

Ero totalmente fuori controllo quando arrivai in vetta. Muovevo i fianchi spingendomi dentro di lui e riempiendolo con il mio seme, con il mio amore, con tutto il dolore che la sua assenza mi aveva causato, con il pentimento per la mia stupidità e con la gioia di averlo ritrovato.

 

 

RECENSIONE #22 – NORA

Buongiorno ISOLANI e bentornati all’appuntamento preferito di autori e lettori, oh sì miei cari avete letto bene. Finalmente il nostro staff si è riunito e ha letto qualcosa di nuovo per voi!

#Recensione #LeggoItaliano #L’isoladiSkyeConsiglia

NORA

di 

GIACOMO FERRAIUOLO

 

thumbnail_21459952_10154677306191513_1417350663_o.jpgTITOLO: Nora

AUTORE: Giacomo Ferraiuolo

GENERE: Horror

PAGINE: 173

EDITORE: Dark Zone

Disponibile in ebook e cartaceo

PREZZO: 0,99; 12,90

LINK: ebook https://www.amazon.it/Nora-Giacomo-Ferraiuolo-ebook/dp/B071H6ZFVY Cartaceo http://www.dark-zone.it/prodotto/nora/

TRAMA: Tutto ha inizio con la morte.

Un omicidio irrisolto, una donna rinchiusa in un ospedale psichiatrico.

Nora, prigioniera della sua stessa mente cerca di essere libera da un passato macchiato di sangue che non riesce a dimenticare. Troverà nell’infermiere Christian un amico fedele a cui confidare l’orrore celato nel profondo.

Un orrore che striscia ancora tra le ombre della casa di Nora. Un orrore che cerca di uscire da quelle mura.

Nessuno è più al sicuro. Lei li aveva avvisati.

Sarà compito di Christian scoprire cosa c’è di vero nelle farneticazioni della donna e cosa è invece frutto della follia.

Cos’è successo veramente a Nora in quella casa?

È possibile conoscere fino in fondo chi ci sta attorno?

Una storia di pazzia e dolore, di morte e paura, che porterà a una verità ancora più cupa e terribile.

***

COSA NE PENSIAMO?

Se dovessi riassumere questo libro in una parola sarebbe: paura.

Il passato diventerà presente e il futuro si macchierà del passato.

Un passato tormentato e un presente altrettanto doloroso. È questo ciò che fa più paura in Nora.

Le percosse subite dalla donna da un marito troppo cattivo; delle vicine pettegole che sanno prendere di mira solo lei; il passato da donna facile lentamente la fanno allontanare dalla realtà.

Le voci reali, quelle delle persone attorno a lei, diventano irreali, nella sua mente, facendola impazzire.

Quelle voci, però, non sono frutto della sua mente…

Devi fuggire! Lo senti questo presentimento che ti si sta insinuando fin dentro le ossa? Ti scuoteremo! E siamo in tanti!

Nora è un libro che ti scuote dentro, per i temi che tratta, per come l’autore sa ricamare con le parole, facendo salire dentro al lettore l’ansia, il terrore…

Quelle voci sono reali, ma chi sono?

E tu, lettore, spegni le luci.

Consigliato? Assolutamente sì!

 

 

ANTEPRIMA SPECIALE – ANDREA VENTURA

#SpecialeAnteprima #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia #NuovaUscita #BookABook #CrowdFounding #SosteniamoINosriAutori

Ogni tanto lo sapete, ci piace proporvi libri che escono freschi freschi o che stanno per uscire e che VOI DOVETE LEGGERE. ANZI, questa  volta dovete proprio darci una mano e condividerlo, sostenerlo e (magari) acquistarlo!

LE AVVENTURE DELL’UOMO APE

di 

ANDREA VENTURA

Può un’ape essere un uomo-Può un uomo essere un’ape-Può un Uomo-Ape lanciare miele dal dito e nel contempo districarsi con la vita di tutti i giorni-In questa avventura, composta da novanta (ma anche cento) capitoli,.jpgTitolo: Le avventure dell’Umo-Ape
Autore: Andrea Ventura
Genere: Comico/Demenziale
Prezzo: 16 cartaceo/5,99 ebook
Disponibile in crowdfunding sulla piattaforma di BookAbook dal 13 Ottobre!!!
Sinossi: Giangiorgio è un restauratore di opere antiche e la sua vita non potrebbe essere più noiosa, quando improvvisamente un’ape lo punge, conferendogli tutti i suoi poteri. In novanta (cento) capitoli, Giangiorgio scoprirà che essere un super eroe non è solo prime pagine e gadget, ma anche e soprattutto ananas polemici e salami sentenziosi.
L’Autore:
Andrea Ventura nasce a Palermo nel 1990. Diplomato al Nautico, è solo nel 2009 che comincia a scrivere, inizialmente fanfiction, per poi cominciare a trattare la narrativa umoristica. Il successo ottenuto con le pubblicazioni amatoriali sui siti dedicati è successivamente confluita nelle due opere autopubblicate “Le avventure del Puntatore” (2014) e “Le avventure del Pentagramma” (2016), disponibili su Amazon. Con due libri e anche un blog, spera di veicolare il proprio messaggio cercando di strappare alla gente un sorriso, attraverso il potere della risata.

ANTEPRIMA SPECIALE – BUTTERFLY EDIZIONI

Benvenuti Isolani in un nuovo post in cui vi anticipiamo qualche prossima lettura. Avete capito bene, oggi torna #LAngoloDellaCE con la #ButterflyEditore. La nostra amica CE, ci vizia. Curiose? é la novità del mese, si tratta di un libro precedentemente pubblicato da un altro editore e poi dall’autrice stessa; un po’ modificato con l’aggiunta di un paio di scene per la Butterfly. Si tratta di un romanzo contemporaneo, per certi versi drammatico che affronta un argomento importante e attuale: la violenza sulle donne. L’autrice già conosciuta per numerosi altri libri, a breve pubblicherà anche per la Mondadori.

#LAngoloDellaCE #Collaborazione #AnteprimaSpeciale #ButterflyEditore #Butterfly #NuovaUscita

IL DESIDERIO NASCOSTO DI TE

di

SARA PURPURA

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Titolo: Il desiderio nascosto di te
Autore: Sara Purpura
Editore: Butterfly Edizioni
Pagine: 246
Collana: Love self
Genere: Rosa contemporaneo
Disponibile in ebook su Amazon e Kindle Unlimited a partire dal 24 ottobre 2017
Cartaceo: 9 novembre 2017
Prezzo ebook: 2,99 € [In offerta a 0,99 solo i primi giorni]
Prezzo cartaceo: 14,00 €
Sinossi:
Quattro anni di silenzio, lontana dalla sua famiglia e dalla sua terra, per celare una verità scomoda. Umiliata nel profondo, Sofia fa ritorno nella sua Sicilia, marchiata per sempre da una vergogna che l’ha resa fragile, spaventata e insicura. Finalmente decisa a riprendersi la sua vita, è pronta a ricominciare da dove la sua tranquilla quotidianità si è interrotta. Nella sua città natale rivede gli amici che un tempo l’hanno abbandonata e Marco, l’amore segreto della sua adolescenza e il suo rimpianto più grande. Per Sofia è difficile lasciarsi andare, chiusa nel suo dolore, è convinta di non avere nulla da offrirgli. Insieme affronteranno ogni ricordo amaro, spazzando via le paure che la incatenano al passato. Ma il destino rischierà di allontanarla di nuovo dall’unico uomo che abbia mai amato e i due dovranno lottare con tutte le loro forze per poter stare insieme.

INTERVISTA #36 – VALENTINO EUGENI

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia #NoiSosteniamoTuttiGliAutori

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Questa volta tocca a un nuovissimo amico che sta partecipando al crowdfinding di book a book. 😉

VALENTINO EUGENI

 

Ciao Valentino, benvenuto sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda.

Grazie a voi e complimenti per la trasmissione. Vengo dagli anni ottanta, all’epoca si usava così! 😀

Iniziamo dalle domande di rito…

– Chi sei? Valentino Eugeni, marchigiano, 1975. Numero di matricola 50005. Ex programmatore di videogiochi, narratore del fantastico.

– Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Sono uno che si infilerebbe in una camera di deprivazione sensoriale per vedere i mostri partoriti dal sonno della ragione. Sono un viaggiatore dissociato del corpo e della mente, uno che sbircia negli angoli bui sperando di cogliere la realtà dietro la realtà.

– La tua paura più grande in questo momento qual è? Scoprire troppo tardi che avrei potuto visitare altre dimensioni. Lo so che sembra una frase ad effetto ma è l’unica cosa di cui ho paura. Ogni altro evento è previsto dal grande libro della vita e va accettato con serenità.

– Descrivi te stesso attraverso:

un colore: Nero. In quanto colore che assorbe tutta la luce, in quanto colore della dedizione totale.

un profumo: Non so se è un profumo ma direi incenso alla rosa.

un fiore: Il cardo di montagna. E’ forte, è viola ed è spinoso. Un fiore del quale ammiri la forza.

un animale: Il gatto. (Ho un gatto tatuato sull’avambraccio sinistro, è il mio animale totem).

un luogo: La foresta vergine slovena.

un libro: Uno solo? Il pendolo di Foucault… no Imagica… no Abissi d’acciaio…

una canzone: Fruhling im Paris dei Rammstein

– Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrito? Come hai fatto a superarlo? Sì, capita, soprattutto quando sono sopraffatto dalla modestia. Si è convinti che sia la superbia ad essere un difetto (e lo è per molti versi), ma anche l’eccessiva modestia, quando scade nell’insicurezza, mi rende completamente vulnerabile e vuoto. Per superare questi momenti di “inutilità di vivere” smetto di cercare e comincio a osservare i dettagli delle cose, i rumori, il modo in cui la gente si muove, e questo mi sincronizza con l’universo, mi colloca nel mondo e a quel punto, ritrovata la dignità, torna anche la voglia di creare.

– La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura?  “Reale? Dammi una definizione di reale…”

La mia vita reale e le vite che immagino sono, in pratica, la stessa cosa. (Ok, ok, altra frase ad effetto… ma non è così.) La vita che vivo quotidianamente è intrecciata a filo doppio con quello che immagino. Persone che incontro per “davvero” diventano personaggi, eventi della mia vita diventano storie, gli argomenti di cui mi appassiono, le notizie che mi capitano sott’occhio, tutto è parte della super realtà nella quale esisto. Questo deve essere il motivo per il quale non sono capace di orientarmi nemmeno nel vialetto sotto casa mia, e perché non ricordo il tempo che passa, ma non mi lamento, è una bella realtà.

– Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittore? Chi mi conosce bene sa quanto io sia “con la testa tra le nuvole” più di quanto io sia “scrittore”. Io stesso, per la succitata modestia molesta, spesso tralascio di parlare di questo aspetto di me. Lascio entrare solo chi mi è davvero vicino, e lo sfortunato si becca i miei sproloqui filosofico narrativi.

– Se potessi parlare con il te stesso del passato, quanto indietro andresti e cosa gli diresti? Tornerei indietro di almeno una ventina d’anni e gli direi: “Ricorda, è tutto un fottuto scherzo.”

– Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? La narrazione per immagini frammentate. Detto questo, sono certo, nessuno avrà più voglia di leggermi. A mio avviso una storia è tanto più bella quanto sa essere intrigante, e una storia intrigante è ricca di rimandi, di ambiguità, di cose non dette e scoperte attraverso indizi. Il mio modo di raccontare (stavo per dire “stile narrativo” ma suona troppo informale) segue un po’ la mia personalità: articolata, curiosa ed enigmistica. (Non enigmatica, l’ho detto di proposito, perché mi piace “risolvere misteri”.)

– Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? In primo luogo il concetto di “realtà dietro la realtà”. Le storie che scrivo sono spesso ambientate nel “mondo di oggi” ma con un elemento di fantasia nascosto, un elemento che gli stessi protagonisti spesso non conoscono. In secondo luogo direi: la bestia interiore, il contatto con la parte più intima e animale di sé stessi.

– Dopo aver pubblicato, che progetti hai? Una mini serie di sei puntate su Netflix! (Scherzo, anche se non troppo. Sono un sognatore, lasciatemi sognare…) Dopo aver pubblicato, vorrei continuare a farlo. Vorrei sapere che là fuori c’è qualcuno a cui le mie storie piacciono. Non mi serve molto di più.

– Sei un lettore? Quali generi prediligi? Sono un lettore non accanito quanto vorrei, ma pur sempre un buon lettore. Sono lento, perché recito ogni battuta nella mia testa come se la leggessi ad alta voce, e sono eclettico, spazio da ogni genere a ogni tipologia, possibilmente in ambito immaginifico e surreale. Non disdegno la saggistica, quando parla di mitologia, di fisica o di filosofie orientali. Sono un lettore molto molto selettivo però, molto schizzinoso, non mi accontento “del thriller”, voglio “il thriller”. Non mi accontento della “fantascienza”, voglio “la grande fantascienza”, e quando si parla di “fantasy”, beh, lì divento davvero intrattabile!

– C’è un libro che rileggeresti mille volte? Il “Pendolo” del compianto Eco è stato riletto almeno quattro volte, per il resto direi di no.

– Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Self? Selfie? Basta un cellulare, non ti servo io. Self confident? Guardati allo specchio e guardati negli occhi, se sostieni il tuo sguardo hai tutta la sicurezza che ti serve. Self publishing? Fallo solo se ti diverte davvero. Per il resto non ho capito la domanda… ^_^

– Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? Ci ho pensato molto spesso perché non amo il mio nome. Ci sono autori che nascono con il nome da scrittore, altri, come me, che hanno il nome da “chi è ‘sto tizio?”. Poi ho deciso di non usarlo, probabilmente perché sono vanitoso e spero che un giorno una impiegata comunale mi dica: “Ma lei è quell’Eugeni?” Però se dovessi sceglierne uno lo sceglierei che suoni slavo, tipo Evgenij. Ma ho schivato la domanda: no, non lo userei. Un autore è un autore, non il suo genere e se è capace di scrivere più genere ben venga. Se lo fa per soldi, che buon pro gli faccia, come si suol dire.

– Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Userei il primo desiderio per il mondo: “Che la gente smetta di essere egoista.” (E con questo  risolverei: la pace, la carestia, le violenze e lo sfruttamento ambientale…) Il secondo desiderio per me: “Voglio conoscere i segreti dell’universo.” Il terzo desiderio per il genio: “Tieni amico, a me non serve, usala per te.”

– Che rapporto hai con gli animali? Sono un animale. Sono animalista e sono vegano (che non è una religione anche se c’è gente convinta di questa cosa). Vivo in una colonia felina: i gatti in casa mia sono in numero superiore a quelli che pagano le bollette. Devo dire altro?

 

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: La morte velata.

Genere: Thriller fantastico esoterico torinese.

Pagine: più di trecento.

Dove lo si può acquistare (links): Attualmente è un crowdfunding su BookABook, quindi se lo vuoi acquistare, prima lo devi preacquistare e farmi raggiungere l’obiettivo.

Trovi tutto qui: www.bookabook.it/prodotti/la-morte-velata

– Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

Il mondo dei vivi e quello dei morti si sono fusi da più di trecento anni, e il cielo della città di Torino è perennemente uggioso. Gli spiriti appaiono nei vicoli bui, negli scantinati e nelle sale vuote degli ospedali. E la gente ha imparato a convivere con la coscienza della morte, eppure  commettono crimini in continuazione, usando arti che non si dovrebbero conoscere. Per questo esiste il Dipartimento di Investigazioni Esoteriche di Torino.

Sembrava solo l’ennesimo morto, ma non lo era.

Non lo era affatto.

– Com’è nata l’idea che ha dato vita a  LA MORTE VELATA? Guardavo un telefilm sui carabinieri e mi sono detto: chissà come potrebbe essere un thriller esoterico italiano? E poi mi sono chiesto: se esite il R.I.S. esisterebbe anche un reparto apposito? E il resto è venuto da sé.

– Com’è nato il titolo? Ambiguità, decisamente il mio peccato preferito. Pensavo alle statue dei cimiteri e pensavo a come avrei potuto descriverle con pochissime parole. Ma la morte velata è anche altro, che non vi dirò, perché il libro non è ancora uscito, non possono esserci già in giro degli spoiler? No?

– Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Perché è appassionante, è originale, è colma di spunti di riflessione. Cambiare il mondo forse è un obiettivo troppo grande, di certo può cambiare il modo in cui il lettore vede l’universo. E’ una sorta di koan della filosofia Zen, nascosto tra le righe di un romanzo “giallo”.

– È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? E’ il mio secondo romanzo, e non è l’ultimo. Il mio primo romanzo si intitola “La voce di Nero” edito da Montecovello. Poi ho auto pubblicato alcuni racconti dark fantasy in e-book su amazon, e tutta una serie di racconti brevi in varie antologie ad esempio: Macchine,  Time Machine, Tenebrae.

– Perché proprio il genere thriller fantastico esoterico torinese? Perché detesto i generi. Non ho idea di che genere affibbiare alle mie storie e quando lo chiedo in giro mi danno sempre risposte diverse che vanno dal noir, allo urban fantasy, al thriller, al bizzarro e così via. Capisco che classificare un romanzo abbia la sua utilità, davvero, ma non saprei dire. Mi piace l’immaginazione e sono convinto che una storia, con o senza fantasmi e coboldi, possa dare molto al lettore. L’importante è che questi non snobbi immediatamente un’opera solo perché un editore non aveva etichetta migliore da appiccicargli di “fantastico”.

– Il personaggio principale di LA MORTE VELATA è ? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi.

Il personaggio principale del romanzo, in realtà, non esiste. Il romanzo ruota intorno alle vicende dei membri della squadra che sono quattro: il commissario  Sergio Gregori, l’ispettore Kwame Solìs, il vice ispettore Petra Piasecki, e gli agenti Sandro Verri ed Erika Farnese. Se devo scegliere tre parole per descriverli tutti dico: testardi, travolti ed umani.

– Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Tremendo, inarrestabile e involontario. I protagonisti hanno a che fare con qualcosa di talmente più grande di loro, e così dannatamente chirurgico nell’andare a slabbrare le ferite del loro passato, che sono costretti ad avanzare in loro stessi come colpiti alla schiena da un’onda di piena.

– Vive una storia d’amore? Più di una e dei tipi più diversi: c’è chi ha avuto una relazione “pericolosa”, chi voleva un figlio, chi una sorella da accudire, chi una madre che fa di tutto per essere odiata.

– Se una mattina lui/lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Sandro Verri: “Un’altra giornata di merda…”

Erika Farnese: “Sarai contenta adesso mamma!”

Petra Piasecki: impreca in polacco.

Kwame Solìs: rimane immobile a fissare lo specchio per almeno venti minuti.

Sergio Gregori: “Cazzo.”

– Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Sandro Verri sarebbe un segugio, correrebbe in strada ad annusare i lampioni.

Erika Farnese sarebbe una tigre fuggita da un circo e cercherebbe rifugio lontano.

Petra Piasecki sarebbe un passerotto e comincerebbe a costruire un nido.

Kwame Solìs sarebbe una pantera e uscirebbe solo di notte.

Sergio Gregori sarebbe un pitbull, un vecchio pitbull e siederebbe sulla porta di casa.

– Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Sandro Verri: “Togli questa maledetta pioggia!”

Erika Farnese: “Ti sei divertito a descrivermi nuda vero?! Porco!”

Petra Piasecki: “Grazie di tutto, cioè, non proprio di tutto.”

Kwame Solìs: “Sono propenso a credere che tu non esista.”

Sergio Gregori: “Ti spiace se ti dico due parole in privato?”

– Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio a Torino? E dove se no? Vertice dei triangoli nero e bianco della magia, città dalla tradizione alchemica centenaria, epicentro dell’attività esoterica europea. Mi pare abbastanza.

– Secondo te, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Per quanto mi riguarda è tutto. Se l’autore di un fantasy, lo intendo all’italiana ovvero fantasy epico-eroico, non si prende la briga di usare la sua immaginazione ma scrive una specie di Signore degli Anelli remix, di cosa stiamo parlando? Le vicende che possono avvenire in un romanzo, qualsiasi esso sia, sono in numero finito. Parliamo di vicende “umane” in ogni caso, e quindi sono le stesse in qualsiasi opera: amare, odiare, combattere, morire, tradire, e così via. Se vogliamo creare qualcosa di nuovo dobbiamo agire sulla bellezza dei personaggi e sulla loro profondità, e sul mondo nel quale essi vivono, nella società in cui vivono. Se gli elfi sono alti e belli, i nani bassi e spacconi, i paladini lucenti, i maghi cattivi, i ladri simpatici, i castelli turriti, i draghi volanti, beh, ecco, parliamo di fan fiction, non di fantasy.

– Oltre a scrivere, ti sei cimentato nella promozione da solo? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Sono uno smanettone che, nel corso della sua lunga vita, ha sbattuto il muso con Photoshop. Sì ho fatto di tutto e di più. Book trailer su youtube, video letture, chiacchiere in macchina.

– Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? Non ne ho la più pallida, evanescente, idea.

– Oltre alla te scrittore c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? Programmare videogiochi per android e non finirli mai conta?

– Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? Ho un blog, si chiama www.valentinoeugeni.it, e tratta di quello che scrivo e di varie riflessioni che  mi passano per la testa.

– Sei un rilettore di bozze/editor/revisore? Solo per amici e amiche.

– Quanto ti sei fatto aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato LA MORTE VELATA? Colgo l’occasione per ringraziare la mia compagna che si è sorbita innumerevoli narrazioni sconclusionate di come la storia avrebbe dovuto evolversi. Senza di lei, probabilmente, il romanzo non esisterebbe.

– E-book o Cartaceo? E-book e cartaceo e anche tavoletta di cera per quanto mi riguarda.

– Su cosa sei solito scrivere? Word. Io non ho più scritto a mano da quando avevo otto anni e non so scrivere in corsivo.

– Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? Non prima, durante, e cambio brano a seconda del mood di quello che vado a scrivere.

– Come è nata la cover? Non è ancora nata, ma coltivo una segreta speranza.

– Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Sarebbe ancora un segreto ma sì: è una quadrilogia con protagonista un elementalista assassino in cerca di redenzione che avrà a che fare con gli dei in una ambientazione “fantasy ottocentesca”. Il primo romanzo è già completato e, pare, anche “piazzato”, ma non ditelo ancora a nessuno. 😉

– Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….

“Kwame deglutisce, avvicina le dita martoriate alla spalliera della sedia di legno, la sposta piano, si siede. E’ esausto, il cuore gli si è fermato nel petto, e le voci mute dei fantasmi continuano a chiamarlo, ma cerca di ignorarle: un solo passo falso, uno solo, e l’essere che ha davanti può compiere l’inimmaginabile.”

 

 

INTERVISTA #35 – VANNA IVONE

#VenerdìIntervista #Intervista #Venerdì #LeggiamoItaliano #SkyeConsiglia

Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Questa volta tocca a un’autrice nostra. 😉

VANNA IVONE

 

Ciao Vanna, benvenuta sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo dalle domande di rito…

– Chi sei? Vanna, semplicemente.

– Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Direi che ognuno di noi pensa di essere il suo passato, la storia che ha vissuto e gli eventi che l’hanno definito. “Sono un medico,” “Sono una madre,” “Sono un laureando in…”. Credo sia facile, nella società attuale, confondere il ruolo che ognuno riveste con l’anima, quasi non si fa più attenzione all’anima, all’essenza di ognuno. Ecco, se dovessi osare, direi che sono una donna, ma anche un’anima. Riconosco, insomma, la mia parte spirituale e la prendo in considerazione nella mia vita.

– La tua paura più grande in questo momento qual è? Partire da sola per un viaggio in centro o sud America. In realtà è una cosa che voglio fare, ma non ho ancora il coraggio di osare tanto.

– Descrivi te stesso attraverso:

un colore: verde smeraldo

un profumo: olio essenziale di gelsomino

un fiore: giglio bianco

un animale: un cavallo selvaggio

un luogo: una foresta

un libro: Donne che corrono coi lupi

una canzone: Creature di Elisa

– Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Certo, e credo capiti a molte persone. L’ho attraversato vivendo pienamente ogni stato d’animo; a volte, forse, sono stata un po’ masochista, ma restare in superficie non fa per me. Le emozioni vanno vissute per essere trasformate in consapevolezza. Ho anche avuto accanto le persone giuste, una guida, un percorso di crescita e poi un ragazzo speciale, così la fiamma non si è mai spenta.

– La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? A volte sono d’ispirazione, altre mi stanno stretti. Spesso avverto la necessità di stare da sola con me stessa, magari in un bel posto come il mare, oppure dentro un bosco. Lì, nel silenzio, riesco ad ascoltare la mia voce più profonda.

– Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? Sì, tutti conoscono questa parte di me. Dopo ogni presentazione pubblica del mio primo libro mia madre dice di vedermi diversa, più sicura. Forse perché questo è quello che sento di dover fare, la mia missione insomma. Ma sono sempre io, non c’è tanta differenza tra la me di tutti i giorni e la scrittrice.

– Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Forse tornerei indietro di tre o quattro anni e le direi di non perdere tempo con qualcuno che non la merita, ma tutte abbiamo diritto a un folle amore impossibile, no!?

– Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Non c’è un buono e un cattivo: ogni personaggio ha delle ferite che sta cercando di sanare; in alcune circostanze può comportarsi da “vittima” e in altre essere “carnefice”. Quindi non c’è un giudizio definitivo verso nessuno; la vita scorre, le emozioni anche e le azioni di ognuno si susseguono in questa danza, mentre il lettore può sentirle, quasi toccarle, ma con uno sguardo saggio, consapevole del tutto.

– Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? Senza farlo di proposito, ho scritto tre romanzi (l’ultimo lo sto terminando) in cui a essere sondata è l’immagine del femminile: prima la fanciulla, poi la donna e infine la strega; tre archetipi importanti. In più, in ogni libro, matura la consapevolezza dell’amore, la percezione dei sentimenti e la consapevolezza nel donarsi e aprirsi verso l’altro, verso il mondo. Non ho scritto una trilogia, sono tre storie a sé, ma sono intimamente legate da questo senso.

– Dopo aver pubblicato Ali di Sabbia, che progetti hai? Continuare a scrivere e pubblicare il terzo romanzo. Che brava, eh?! Mento. Una bella vacanza non sarebbe male! Da fuori può sembrare un hobby, ma farsi conoscere e promuovere un libro a volte può essere molto impegnativo.

– Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Sì, adoro i romanzi di ogni genere, soprattutto quelli che raccontano storie vere, ma leggo anche molti saggi di psicologia oppure esoterici.

– C’è un libro che rileggeresti mille volte? Diversi. Tra i tanti “Il Profeta” di Kalil Gibran mi arricchisce ogni volta di più.

– Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Credi in te stesso, sii autentico, e anche gli altri crederanno in te. Ma non dimenticare di far prima leggere il libro da qualcuno in grado di scovare errori e sviste! Credo che ogni libro debba essere curato al meglio e scritto bene prima di ogni cosa, è un dovere verso i lettori.

– Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? No. Mi basta avere una sola identità. È già abbastanza difficile da gestire!

– Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Se ve lo dico si avverano comunque?

– Che rapporto hai con gli animali? Ottimo, almeno con quelli addomesticati…

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: Ali di Sabbia

Genere: romanzo

Pagine: 225

Formato: cartaceo

Dove lo si può acquistare (links):

Youcanprint: https://www.youcanprint.it/fiction/fiction-romantico-adulti/ali-di-sabbia-9788892679795.html
IBS: https://www.ibs.it/ali-di-sabbia-libro-vanna-ivone/e/9788892679795?inventoryId=85616081

Amazon:https://www.amazon.it/Ali-sabbia-Vanna-Ivone/dp/8892679791/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1504553511&sr=1-2&keywords=Ali+di+sabbia
E su tutti gli altri principali stores online, oppure per autografo e segnalibro contattandomi sul mio sito https://vannaivone.wordpress.com/.

– Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

Attraverso l’incontro con un affascinante editor omosessuale, Nicla, studentessa di marketing e scrittrice in erba, sperimenta e racconta un’attrazione che la porta tra dune sabbiose, nel mezzo di una storia antica, quella della vasaia Amani e del soldato Kaamil.

Nella vita di tutti i giorni, però, non si va tanto in profondità, a sondare legami che uniscono le anime, più che le persone. È durante un corso di Dance Vitae, in un luogo protetto dall’insegnante Diana e accarezzato dalle melodie di Bergersen, che Nicla e il suo editor si scoprono e si riscoprono.

Ali di Sabbia è un romanzo di crescita e di trasformazione, in cui la relazione è al centro, con le sue infinite sfumature di ombra e luce. Le emozioni provate dai protagonisti, seppure contrastanti, aprono la strada a sentimenti capaci di travalicare lo spazio e il tempo, per riportare all’essenza.

– Com’è nata l’idea che ha dato vita a Ali di SabbiaPer un periodo sono stata ossessionata dal deserto: sognavo vasi di ceramica, dune e oasi, chiudevo gli occhi ascoltando la musica e vedevo sabbia dorata e soldati morti; così ho iniziato a scrivere di Amani e Kaamil, i protagonisti dei racconti di Nicla. Ho costellato la loro storia di simboli e significati che possono far riflettere chiunque sul senso della propria vita e delle proprie relazioni, poi sono giunta a Nicla e Corrado, che sono delle maschere, quelle che tutti spesso indossiamo.

– Com’è nato il titolo? Nel deserto, dopo una tempesta, un granello di sabbia può finire a chilometri di distanza da quello che prima gli stava accanto. Credo che lo stesso capiti nelle nostre vite. Spesso il destino irrompe senza bussare e ci sono parti di noi, emozioni, pensieri, certezze, che vengono sgretolate e disperse nel vento. Le ali sono la speranza, l’anelito al volo che ognuno sente, ma la sabbia è fatta di tanti granelli separati; eppure durante una tempesta, in quel momento, tutti vengono sollevati. Ali di Sabbia è un movimento, un soffio di vento, un momento di unione prima del caos.

– Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Credo ci siano tanti modi di approcciarsi all’altro e d’intendere l’amore. Ali di Sabbia secondo me offre delle angolazioni e dei punti di vista differenti, nuovi, poiché suggerisce di guardare prima di tutto sé stessi e i propri limiti, senza dover sempre accusare l’altro.

– È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? Ali di Sabbia è il mio secondo libro, nel dicembre 2015 ho pubblicato InEquilibrio con CSA Editrice.

– Perché proprio il genere romanzo di formazione? Perché credo sia molto reale, vicino alla vita di ognuno, quindi in grado di generare un cambiamento tangibile.

– Il personaggio principale di Ali di Sabbia è un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi.

Nicla è sensibile, a volte insicura, ma comunque ostinata.

– Durante la trama è consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Attraverso l’incontro e lo scontro con Corrado, Nicla scopre nuovi lati di sé e tocca con mano le sue ombre, perché sono le stesse dell’altro. L’evoluzione della vicenda e il dolore che prova la portano a smettere di colpevolizzare lui e ad aprire gli occhi su se stessa per approcciarsi alla vita e ai sentimenti in modo nuovo.

– Vive una storia d’amore? Sì, Nicla vive una storia d’amore dove però danzano le anime, prima che le persone.

– Se una mattina lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Credo che Nicla inizierebbe a urlare, soprattutto se dovesse somigliare a Corrado! Ama essere donna.

– Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Se si svegliasse animale sarebbe diverso; gli animali non hanno la mente degli esseri umani. E quindi sarebbe, nel senso di essere, e basta. Sarebbe bello vederla volare come un’aquila tra le montagne e il cielo, libera.

– Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? “Sei stata una stronza! Non ho ancora capito se ne è valsa la pena!”

– Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio in Puglia? Questi sono i luoghi che conosco, e quindi mi piaceva parlarne.

– Secondo te, parlando di libri fantasy, quanto incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Molto, credo si abbiano molti più elementi da valutare, a cui stare attenti, ma che ognuno di essi possa diventare poi un aggancio, un modo per far evolvere la storia.

– Oltre a scrivere Ali di Sabbia, ti sei cimentata nella promozione da sola? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Sì, mi sto promuovendo da sola. Ho girato un book trailer con l’aiuto di amici dalle grandi doti artistiche e ne sono molto soddisfatta. La parte più bella è stata girare all’alba, in un lido paradisiaco di Monopoli: Marzà. Ho messo su Review my kisses di LeAnn Rimes e i due attori sembravano in estasi, è stato come avere davanti Nicla e Corrado. Un’emozione unica! In più ho realizzato delle immagini con degli estratti, delle card e i segnalibri.

 – Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? Un tour per presentarlo in diverse città, senza dubbio. Credo sia molto importante il contatto diretto con il pubblico.

 – Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? Dipingo, in effetti, oltre a disegnare e realizzare abiti.

– Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? Ho un blog: Vanna Ivone – WordPress ( https://vannaivone.wordpress.com/ ). Si tratta di un sito di presentazione, ma è anche un blog in cui inserisco recensioni di libri e articoli con riflessioni e intuizioni sul mondo che ci circonda.

– Sei una rilettrice di bozze/editor/revisore? Ancora no, ma è in programma.

– Quanto ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato Ali di SabbiaMi ha aiutata molto un corso di biodanza, una disciplina di cui parlo anche nel libro. La musica, la meditazione e la danza possono condurci nel nostro intimo e svelarci scenari che non avevamo considerato prima. Per questo devo ringraziare Marta che tiene il corso nel mio paese e tutti quelli che fanno parte del Cerchio.

– E-book o Cartaceo? Cartaceo, per ora. Ma non escludo l’e-book.

– Su cosa sei solita scrivere? Per ora prediligo il genere psicologico e introspettivo, di formazione.

– Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? A dire il vero no. Scrivo quando sono fortemente ispirata, quando sento che devo farlo.

–  Come è nata la cover? Ispirazione anche quella. Una mattina sono tornata nella mia cameretta, a casa dei miei genitori e il tempo si è come fermato. Avevo lasciato lì i pennelli e i colori, così, mentre li prendevo, si è creata nella mia mente un’immagine, col deserto ovviamente, e non ho potuto fare a meno di dipingerla. Così è nato Tambù, il dipinto che poi ho scelto come cover del libro.

– Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Sto scrivendo la storia di Diana. Chi ha letto InEquilibrio, o leggerà Ali di Sabbia, sa di chi sto parlando.

– Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….

Impossibile convincere chiunque. Ma… Non siamo noi, è l’amore che ci sceglie. E ci feconda. Nel corpo, nella mente oppure nell’anima.

<< Sdraiato sul letto, Corrado immagina il sorriso di Nicla distendersi tra le lentiggini del suo viso; ha labbra così soffici che potrebbero cullare ogni cosa, persino le sue ombre. La pensa e si tormenta. Si tormenta e la pensa. Non mi vorrà mai, e anche se mi volesse sarebbe tutto complicato. Perché sono tanto sbagliato? >>

 

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